Archivi per la categoria ‘Amarcord sportivi’
Il pensiero, solo il pensiero, mette i brividi. Diego di nuovo a Napoli, quella maglia numero 10 ancora tatuata sulla pelle, quel sinistro pronto ad incantare a casa sua, cinquanta candeline da spegnere in compagnia di chi non smetterà mai di amarlo. Maradona, l’unico: chi non lo vorrebbe abbracciare, stringergli solo la mano, farsi raccontare una vita da campione, un percorso da fuoriclasse, vizi e segreti di un extraterrestre del pallone. Sono stato fortunato. L’ho incontrato. Ho le sue foto appese in cameretta. L’ho guardato spiandone ogni smorfia. L’ho ammirato. Ho invidiato mio padre che l’ha conosciuto quando non aveva ancora compiuto 17 anni. E ho rimpianto quei momenti, avrei voluto essere più grande per viverli con lui.
Era il 1978, Buenos Aires, il teatro dei Mondiali, Diego depennato da Menotti, era l’Argentina di Kempes. Mio papà allenava il Napoli, io ero piccolo, piccolissimo, a 4 anni non potevo seguirlo, al massimo capivo cos’era un pallone. Un calabrese trapiantato lì, Settimio Aloisio (ve lo ricorderete, forse, come procuratore di Batistuta), obbligò il Di Marzio allenatore del Napoli a fare un salto in un quartiere popolare di Buenos Aires, era stata organizzata una partita solo per far giocare e vedere Dieguito. Me l’ha confessato mio padre, non voleva andare. Lo chiamavano in tanti, tutti proponevano giocatori, era difficile capire quali potevano essere veri talenti, impossibile andare a vederli tutti. Il destino ha voluto che ci andò, quanto vorrei esserci stato anch’io. Bastarono venti minuti. Un paio di giocate delle sue, un gol in rovesciata, quell’atteggiamento da ribelle, furioso per non essere in un campo vero, con la maglia della Seleccion.
GIACINTO FACCHETTI
Giacinto Facchetti (Treviglio, 18 luglio 1942 – Milano, 4 settembre 2006) è stato un calciatore che giocò come terzino. Posto da me al 46° posto nella classifica dei 50 calciatori all time, è stato uno dei difensori più forti di tutti i tempi, che spese la sua intera carriera all’Inter, dove giocò in toto 634 match conditi da 75 gol, per quella di segnare che ne ha fatto una delle sue doti più apprezzate.
Facchetti si è fregiato di 4 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Intercontinentali. In Nazionale (94-3) si è fregiato del Titolo d’Europa 1968. Proverbiale, oltre la sua grandezza tecnica, è stata la sua correttezza in campo, quella sì da non poter mai dimenticare.
Javier Matias Pastore, “El flaco”, “El cordobes”, “Saverio”… quando un giocatore comincia ad avere tanti nomignoli (nicknames, diremmo oggi…) è sintomatico del fatto che sia entrato nel cuore della tifoseria. Classe 1989, maglia rosanero con il numero 6 sulle spalle, ha destato un’ottima impressione a tutto il mondo del calcio, meritandosi, oltre che l’attenzione dei top clubs italiani e stranieri, anche una delle ventitrè maglie della “seleccion” argentina al mundial sudafricano.
Proveniente dal club argentino dell’Huracan, e strappato ad un’agguerritissima concorrenza, ha stuzzicato immediatamente le fantasie dei tifosi del Palermo, pronti a giurare a scatola chiusa di aver tra le mani uno dei prossimi fenomeni del calcio mondiale, paragonato niente meno che a Kakà. Fantasie stuzzicate anche in termini di ilarità: l’accoppiata “cinofila” Pastore – Tedesco (Giovanni, n.d.r.) è stata una delle battute a sfondo sportivo più abusata dell’estate palermitana 2009. Pastore ha disputato trentaquattro partite, nella stagione 2009/2010, realizzando 3 gol.
ARMANDO PICCHI
Armando Picchi (Livorno, 20 giugno 1935 – Sanremo, 27 maggio 1971) è stato un calciatore italiano, di ruolo libero. Con i nerazzurri disputò 257 partite (2 gol). In Nazionale 12-0. Con la Grande Inter vinse 3 scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe intercontinentali. Morì il 27 maggio 1971 a neanche 36 anni per le conseguenze di una forma di amiloidosi.
Giocò fra l’altro anche nel Livorno (105-5), squadra che gli ha dedicato lo stadio, che porta tuttora il suo nome.
GIUSEPPE MEAZZA
Giuseppe Meazza (Milano, 23 agosto 1910 – Rapallo, 21 agosto 1979) è stato un calciatore, di ruolo attaccante, posto dal sottoscritto al 26° posto fra i calciatori all time. Ritenuto quasi all’unanimità fra i primi tre attaccanti italiani di sempre, Meazza è stato l’emblema dell’Inter, indossando tale maglia in A (conteggiando l’ante girone unico) addirittura in 365 occasioni, siglando 248 gol.
È tuttora l’italiano che ha siglato più gol con la stessa maglia, 282; a seguire troviamo Del Piero con 271 centri con la Juventus (sinora). È tuttora il 3° goleador della Professional League con 216 gol. Per capirne l’effige riportiamo la definizione di Gianni Brera:
TARCISIO BURGNICH
Tarcisio Burgnich (Ruda, 25 aprile 1939) è stato un calciatore italiano, di ruolo difensore, uno dei più arcigni del calcio italiano. 358 (5 gol) sono state le presenze che collezionò in maglia nerazzurra, assurgendosi a vera bandiera della compagine milanese, vincendo 4 Scudetti (+1 con la Juve), 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali rendendosi protagonista di tutte le imprese della grande Inter degli anni 1960. In Nazionale (66-2) fu Campione d’Europa.
ANGELO DOMENGHINI
Angelo Domenghini (Lallio, 25 agosto 1941) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante (ala destra), uno dei più grandi della Penisola.
Con i nerazzurri disputò 134 partite siglando 50 gol, per un totale coi club di 349 caps e 93 gol. Ha vinto 3 Scudetti (compreso uno col Cagliari), 2 Intercontinentali, 1 Coppe dei Campioni. In Nazionale (Campione d’Europa) 33-7.
MARIO CORSO
Mario Corso detto Mariolino (Verona, 25 agosto 1941) è stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista che ha giocato per gran parte della carriera nell’Inter, per un totale di 413 partite e 75 gol, vincendo 4 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni ed altrettante Intercontinentali.
In Nazionale 23-4. Celebri le sue punizioni a foglia morta. Ecco cosa scrive di lui il giornalista Franco Morabito: “E’ stato uno dei più grandi talenti del nostro calcio, un’ala atipica, mancino non velocissimo ma imprevedibile, estroso, dotato di grande fantasia”.
ROBERTO BONINSEGNA
Roberto Boninsegna – anche conosciuto con il soprannome di Bonimba – (Mantova, 13 novembre 1943) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante, uno dei più prolifici che sia mai apparso in Italia.
Le migliori fortune le ebbe proprio con l’Inter, con la quale disputò 197 incontri conditi da ben 113 reti, vincendo 1 Scudetto (altri 2 con la Juve). Bonimba aveva nel tiro potente e preciso e nel colpo di testa i numeri piu apprezzati e caratteristici del suo repertorio.
GABRIELE ORIALI
Gabriele Oriali (Como, 25 novembre 1952) è stato un calciatore italiano, di ruolo mediano. Alla tecnica non prelibata sapeva rimediare con un grande carattere ed una grande generosità, tanto che giocò nel ruolo sia di mediano incontrista, sia di terzino.
Con l’Inter giocò 277 partite (33 gol) vincendo 2 Scudetti, mentre con la Fiorentina 105-7. In Nazionale (28-1) fu Campione del Mondo 1982.
STAGIONE 1989/1990
Il Milan spadroneggia in Europa mentre il Napoli dopo 2 anni di delusioni ritorna a far sognare i tifosi. Arriva perciò il 2° Scudetto targato ancora Maradona con 2 punti sullo stesso Milan del capocannoniere Van Basten che per poco non rovinava nuovamente la festa ai partenopei.
Intanto il Verona dei miracoli retrocedeva in B, dopo che appena 5 anni fa s’ergeva sul tetto d’Italia: la favola dei giallobù si era dissolta per sempre. Il 5 agosto 1990 viene approvata definitivamente la legge Mammì sull’emittenza pubblica e privata. Il 21 settembre il giudice Rosario Livatino, 38 anni, viene assassinato dalla mafia mentre sta percorrendo la statale Agrigento-Caltanissetta.
STAGIONE 1979/1980
L’Inter ritorna a laurearsi Campione d’Italia avvalendosi dei gol di Altobelli e delle parate di Bordon e lo fa con 3 punti di vantaggio sulla Juventus del capocannoniere (con 16 reti) Bettega.
Il 12° tricolore arriva senza troppi affanni, ma l’attenzione ad un certo punto del campionato si sposta su ben altro. Il 23 marzo, infatti, vennero arrestati 14 tesserati fra cui stelle come Enrico Alberatosi, Paolo Rossi e Bruno Giordano. Si trattava del cosiddetto Scandalo scommesse del Totonero.
ALESSANDRO ALTOBELLI
Alessandro Altobelli, detto Spillo (Sonnino, 28 novembre 1955), è un ex calciatore italiano, di ruolo attaccante, anch’egli una sorta di bandiera dell’Inter, con la quale prese parte a 317 incontri conditi da 128 gol, fregiandosi di 1 Scudetto.
In Nazionale (61-25) è stato iridato ’82. Scrivono di lui che “la sua struttura longilinea, unita a una rapidità di esecuzione non comune e alla capacità di sfuggire al suo marcatore e di battere a rete spesso in maniera imprevedibile” gli valsero il soprannome di Spillo.
WALTER ZENGA
Walter Zenga (Milano, 28 aprile 1960) è un ex calciatore italiano, uno dei migliori portieri degli ultimi trent’anni.
Legò il suo nome all’Inter, indossandone la maglia in 328 occasioni, impinguando il suo palmares di 1 Scudetto e 2 Uefa Cup. Con la maglia della Nazionale ha totalizzato 58 presenze.
È soprannominato l’Uomo Ragno, e non credo occorra spiegarne il motivo.
LUIS SUAREZ
Luis Suárez Miramontes, noto come Luisito Suárez (La Coruña, 2 maggio 1935), è stato un calciatore spagnolo, di ruolo centrocampista, uno dei più intelligenti di sempre, inserito da me al 48° posto fra i calciatori all time.
Uno degli artefici della Grande Inter (257-42), con la quale vinse 3 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Intercontinentali. In Nazionale spagnola (32-14) fu Campione continentale. Prima di approdare all’Inter giocò fra l’altro nel Barcellona dove giocò 216 partite segnando 112 gol.


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