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Archivi per la categoria ‘Inter’

Alzarsi la mattina, cielo nuovoloso, prendere il giornale o aprire FcInterNews e vedere che il Corriere dello Sport parla di Ricardo Kakà, ex bandiera del Milan, come ultima idea dell’Inter per gennaio. E’ questo quanto accaduto oggi ai tifosi nerazzurri: una voce folle che ha fatto fantasticare i pensieri degli interisti. Tutto ciò, a dir la verità, puzza ancora parecchio di fantacalcio: sembra difficile che ci sia davvero una trattativa, ma investigando al meglio su questa ipotesi brasiliana per i nerazzurri, si possono trovare diversi interessanti indizi che corrispondono a tasselli perfettamente inseribili in un puzzle che può solo far sognare.

Innanzitutto, partiamo da qualche giorno fa: direttamente da Nyon, José Mourinho, allenatore del Real, ammette di sentire quasi settimanalmente Massimo Moratti. Chissà che nelle loro discussioni non sia venuto fuori anche il nome di Ricardo, la possibilità c’è assolutamente nonostante le smentite di facciata del presidente. Ancor prima di queste dichiarazioni, poi, Antenna3 ha giurato con prove fotografiche di aver individuato Marco Branca in quel di Madrid.

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Sfumato nel finale del mercato estivo, a detta di chi è informato dell’operazione, il trafserimento di Diego Forlan all’Inter sarebbe ancora possibile nel mese di gennaio. Lo sostiene Borislav Cvijanovic, uno degli agenti dell’attaccante dell’Atlètico Madrid: “Diego sta bene con i Colchoneros, ma non escludo che possa trasferiri all’Inter nel mercato di gennaio, perché il club nerazzurro e il calcio italiano ci piacciono molto. Comunque, ribadisco, Diego sta bene all’Atlètico Madrid”.

Ipotesi dunque ancora credibile, ma al momento solo un’ipotesi. Molto dipenderà dalla situazione nerazzurra a gennaio. Se la dirignza ritenesse necessario rinforzare il reparto offensivo, ecco che la carta uruguagia potrebbe tornare invoga. Ma non è detto che gli spagnoli siano d’accordo a rinunciarvi a stagione in corso.

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Prima Maradona, poi Benitez. Ma la domanda era sempre la stessa: Cambiasso e Mascherano possono giocare insieme? El Pibe de Oro ha risposto di no, preferendo il nuovo acquisto del Barça e lasciando a casa il cuchu. Il risultato al Mondiale non lo ha premiato. Benitez invece ci credeva e ha cercato di strappare il suo ex giocatore dal Liverpool senza riuscirci. I tifosi e gli addetti ai lavori però non erano convinti della convivenza tra i due mediani argentini. Sergio Batista ci ha provato e ha schierato i due centrocampisti contro la Spagna e il risultato (4 a 1 per l’Albiceleste) gli ha dato ragione.

Per giocare insieme però uno dei due ha dovuto cambiare leggermente la sua posizione in campo, ed è toccato al Cuchu. Infatti Mascherano è rimasto a davanti alla difesa, con un ruolo spiccatamente difensivo, mentre Esteban ha avanzato il suo raggio d’azione, svolgendo un doppio lavoro. In fase difensiva pressava alto il centrocampo spagnolo, come al solito composto da ottimi palleggiatori ma che questa volta hanno sofferto molto. In fase offensiva si è messo in mostra con colpi d’alta scuola, tocchi di prima e passaggi nello stretto.

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E’ appena terminato il mercato estivo, ma quello di gennaio sta già per scatenarsi. Negli ultimi anni, nel calcio, tutti i critici avevano sentenziato che, per allestire una grande squadra, è basilare una lunga e corretta programmazione, tanto che molti addetti ai lavori (dirigenti e tecnici), si erano immediatamente riempiti la bocca con la parola “progetto”. Ebbene, l’ultimo calciomercato è stato l’antitesi di tutti questi proclami.

Basta riflettere un attimo: l’Inter (la squadra più forte) non si è mossa di una virgola, pensando che nessuno avrebbe potuto disturbarla; la Roma ed il Milan hanno messo a segno i colpi migliori, in maniera estemporanea, solo nelle ultime ore di mercato; la Juventus, invece, ha cominciato subito il suo mercato con molti acquisti di contorno, per poi fermarsi un mese intero, e quindi svegliarsi in maniera saltellante ed incomprensibile, soltanto negli ultimi giorni della campagna trasferimenti.

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“Luglio-agosto, interista, sogna sotto l’ombrellone. Campionato, Coppa Campioni sono solo sogni per voi cog…”. Per anni questa simpatica canzoncina è stata intonata (e a vedere dai risultati probabilmente anche giustamente) dai tifosi rossoneri contro i cugini nerazzurri. Nel susseguirsi delle varie estati infatti i supporters del “Biscione” dopo gli sfarzosi acquisti del Presidente Moratti erano convinti di poter portare a casa ogni tipo di trofeo, ma puntualmente le loro speranze venivano infrante: vuoi perché i giocatori appena acquistati non avevano ripagato le aspettative (e di questi si potrebbe compilare una lista infinita, da Vratislavo Gresko a Vampeta, da Cyril Domoraud a Kily Gonzales), vuoi perché oggettivamente, almeno secondo la giustizia sportiva italiana, nonostante ciò che dicano certi giornalisti che parlano più da ultrà che da professionisti, c’era un qualcosa di poco limpido, per non dire di peggio, nella Serie A.

Ma da un paio d’anni a questa parte tutto è cambiato: l’Inter ha iniziato a vincere con Mancini la Coppa Italia, la Supercoppa italiana e poi il tanto ambito Scudetto. E l’anno scorso il team di Mourinho è entrato nella storia conquistando il tanto agognato “Triplete”: Scudetto, Champions League e Tim Cup. Normale dunque che per la stagione 2010/11 sia ancora la squadra da battere nonostante l’addio del mago di Setubal.

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Il calciomercato è finito, ma le continue voci sui goielli blucerchiati continuano ogni tanto a venire alla luce. L’ultima riguarda un possibile blitz nella finestra invernale del calciomercato per sottrarre alla Samp Antonio Cassano.

A mettere a tacere queste voci del tutto prive di fondamento ha pensato il presidente dell’Inter Massimo Moratti, il quale, riporta Il Corriere dello Sport, a margine della conferenza stampa per la presentazione dell’iniziativa La scuola e lo sport contro la violenza, ha dichiarato:

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I rifiuti di Riccardo Montolivo sono il caso del momento in quel di Firenze. Sinisa Mihajlovic trema alla sola idea di poter perdere, nel giro di un anno, il gioiello del centrocampo della sua Fiorentina, ma purtroppo la prospettiva pare essere reale. La questione è tutta sul rinnovo di contratto: il club viola propone un quinquennale, ma Montolivo vuol sentirsi sicuro prima di firmare praticamente a vita con la Fiorentina.

E poi, c’è anche una questione economica che si sta facendo sempre più intricata, come ha ammesso lo stesso giocatore sollecitato nella tarda serata di ieri dopo il match giocato con la Nazionale: “Quando tornerò parleremo della storia del mio rinnovo. E’ vero ciò che dice Branchini (il procuratore, ndr), che ancora le cose sono lontane, ma non mi pare questo il luogo dove affrontare certi discorsi”. Insomma, dichiarazioni tutt’altro che rassicuranti soprattutto dopo i botta e risposta tra l’agente Branchini e Corvino, che fanno capire una volta per tutte che la situazione non è affatto idilliaca. Dietro a tutto ciò però, sottolinea anche Datasport, ci sarebbe un pressing importante dell’Inter che, seppur non si sia ancora mossa ufficialmente, controlla la situazione del centrocampista che per età, caratteristiche e nazionalità italiana piace molto in Corso Vittorio Emanuele.

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E’ vero. Gli esami, nella vita non finiscono mai. E Rafa Benitez, che non a caso viene chiamato Professore, lo sa. La sua Inter sta attraversando una fase di passaggio ed è chiaro che non si può avere il miglior gioco e la migliore predisposizione tattica. Come dice lui stesso, ci vuole tempo. Innanzitutto lo spagnolo continuerà a lavorare sulla testa e sul fisico dei suoi, giacché l’inflessione in fatto di prestazioni è figlia di una condizione fisica ancora tutta da ritrovare.

Riacquisita quest’ultima, Rafa inculcherà alla squadra il suo credo ed il progressivo passaggio dal 4-2-3-1 di stampo mourinhano a due altre soluzioni tattiche: un 4-4-2 a rombo ed un 4-3-3. Il primo modulo venne utilizzato da Josè Mourinho la scorsa stagione, soprattutto nella prima parte, con Sneijder che giocava a ridosso di due punte, Eto’o e Milito, ai quali, da gennaio, si aggiunse anche Goran Pandev. L’Inter aveva nella forza del centrocampo e nella spinta solita di Maicon, la sua forza, sfruttando anche la bravura di Sneijder tra le linee, pronto ad inserirsi e fare gol oppure fornendo interessanti palloni alle punte. Lo Special One, con l’arrivo del macedone dalla Lazio, cominciò a ponderare l’idea che l’Inter potesse supportare non 3, ma addirittura 4 giocatori offensivi.

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La Juventus ha fatto tutto quello che non doveva fare per tornare ad essere competitiva. Mi chiedono, a mercato finito, cosa avrei fatto di quanto portato a termine da Beppe Marotta. La verità? Nulla! La dirigenza ha acquistato le riserve di altre squadre, l’esempio Rinaudo ne è la dimostrazione della fragilità di un mercato svolto come fosse una provinciale di lusso; non dimentichiamoci che Rinaudo aveva già trovatto l’accordo con il Bari e non con il Bayern Monaco; mi sembra scontato che la Juve non avesse concorrenza. Anche per Pepe vale lo stesso discorso, tatticamente la Juve non sa dove collocarlo.

Domenica scorsa ho visto che Delneri lo ha fatto giocare quasi come esterno basso, ma Pepe è sicuramente un esterno alto. In quel ruolo, così basso, non può dare alcun contributo alla squadra. Tatticamente può essere un giocatore valido per l’Udinese, ma non per la Juventus. L’Udinese se vince raggiunge il suo traguardo, la Juve per soddisfare i tifosi deve vincere ma anche dare bel gioco, essere spettacolare. Negli ultimi anni la compagine bianconera ha perso appeal, i giocatori non si fidano della dirigenza e rifiutano di andarci.

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L’asse Inter-Liverpool, quest’estate, è stato più caldo che mai. Le operazioni Dirk Kuyt e Javier Mascherano hanno scaldato la piazza nerazzurra, con idee Obinna e Muntari come contropartite. All’inizio sembrava dovesse arrivare solo l’argentino, poi entrambi, alla fine pareva che l’olandese fosse l’unica garanzia. Invece, morale della favola, nessuno dei due è tornato alla corte di Rafa Benitez, l’allenatore che li aveva lanciati ad Anfield.

Ora però Roy Hodgson, grande supervisore di queste due trattative sfumate, con Mascherano andato al Barça e Kuyt rimasto in Inghilterra, svela tutta la verità del mercato a Sky Sport 24. E le sue parole sono davvero imperdibili. “In realtà”, ha specificato Hodgson, “L’Inter ha insistito più per avere Javier Mascherano che per portarsi a casa Kuyt. Per l’argentino è arrivata anche un’offerta ufficiale, ma non soddisfava il reale valore economico del giocatore quantificato dalla nostra società”.

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Circa 50 milioni di euro: a questo ammonta il tesoretto dell’Inter dopo la chiusura del mercato estivo, che non ha registrato investimenti di rilievo dal punto di vista dei giocatori in entrata. Un budget tenuto in caldo, per valutare i primi 55 mesi di Inter di Rafa Benitez, e che verrà in parte impiegato qualora se ne sentisse la necessità, in base alle indicazioni del tecnico. Questa la strategia del club, che ha confermato di non voler acquistare solo per accontentare la piazza o rispondere ai colpi delle rivali. A gennaio, se dal punto di vista tecnico, una volta che la squadra avrà raggiunto il livello necessario di condizione, il tecnico sottoporrà alla dirigenza questioni che richiedono interventi sul mercato, l’Inter si muoverà per accontentarlo.

Al 31 agosto non sono arrivati nuovi giocatori, ma tante buone indicazioni proprio in vista della sessione invernale. Tra i nomi caldi: Kwadwo Asamoah, Andrea Poli e Luca Antonelli. Tre giovani che bene si integrerebbero con il gruppo e con l’idea del club di puntare sul futuro.

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Zitti tutti, signori. Torna a parlare Josè Mourinho, e lo fa con la sua solita voglia di caricarsi di responsabilità. Parole a tutto campo quelle che arrivano dalla Spagna, e che riportano tutti i principali quotidiani. Innanzitutto, c’è da difendersi dal primo pareggio contro il Mallorca che ha deluso tutti e Josè controattacca: “Non importa come inizia un’avventura, ma come finisce. All’Inter ho iniziato con un pareggio, al Porto anche, poi ho vinto tutto. Questo lo dico ai superstiziosi, ma è chiarissimo che non sono un ipocrita e volevo vincere la partita. Calma ragazzi, non sono Harry Potter: lui è magico, ma nella realtà la magia non esiste mica. Io alleno il Real Madrid da pochissimo tempo, non abbiamo fatto neanche dieci allenamenti da quando ho la squadra al completo! Comunque ho visto diverse cose positive”.

Poi parla di se stesso, e qui cala il tappeto rosso: “Il mio profilo di allenatore è diverso da quello a cui è stata abituata la gente del Real in questi anni – ha detto Mourinho – . Se le cose dovessero andare male qui e sarò costretto ad andare via, state certi che il giorno dopo troverò una squadra. Non squadre di basso livello, ma un altro club tra i migliori al mondo. Questa stabilità mi consente di dire che sono io la persona ideale per rilanciare il Real Madrid, perchè non ho paura di niente. Il Real ha bisogno di stabilità e io voglio dargliela, la mia carriera parla da sola. Negli ultimi anni, qui ci sono state molte divergenze, nel susseguirsi delle guide tecniche, ma io voglio costruire un progetto che metta da parte certe divergenze”.

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“E’ solo questione di tempo”. Questo ha ripetuto più volte Rafa Benitez in conferenza stampa dopo lo 0-0 tra Bologna ed Inter, questa è la grande certezza dello spagnolo. Come dargli torto? La squadra è ancora scarica, deve abituarsi ai nuovi ritmi di allenamento fatti di tanta palestra, i reduci dal Mondiale sono spompati e l’idea tattica dev’essere ben assimilata. Ma, consentitemi di dirlo, non è soltanto questione di tempo. L’impostazione di gioco, la filosofia di un allenatore la si vede immediatamente, anche quando la condizione fisica è precaria.

Benitez ha presentato la sua Inter in queste prime uscite con mosse tattiche ma anche tecniche errate o eccessive, che stanno condizionando terribilmente la mentalità di una squadra che sotto la guida di José Mourinho era uscita dalla mediocrità ed era diventata l’armata invincibile che ci ha fatto sognare. Non è mia intenzione sparare su Rafa e incensare José, ma c’è da tenere conto di una cosa: a prescindere dalla condizione fisica che nelle prime partite fa sempre la differenza, diversi accorgimenti operati da Benitez sulla squadra campione d’Europa lasciano troppo a desiderare. Esempi? Ce ne sono tanti, di natura tattica e tecnica.

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Sfumata la possibilità del Grande Slam, con la secca sconfitta sconfitta di Montecarlo ad opera dell’Atletico Madrid, l’Inter di Rafa Benitez si lecca le ferite e si getta a capofitto sul campionato, che la vedrà impegnata domani sera a Bologna, col chiaro intento di riscattarsi e portare a casa la vittoria. I media e i giornali hanno in parte criticato la prestazione della squadra nella Supercoppa europea, altri cronisti hanno imputato a Benitez un po’ di confusione nelle scelte tattiche (prima il modulo con Stankovic) e poca personalità e capacità di incitare il gruppo. All’interno della squadra si è consapevoli che lo stato fisico è ancora inadeguato, ma esiste totale fiducia nel progetto e nelle idee del nuovo tecnico ex Liverpool.

Intanto domani i tifosi nerazzurri si aspettano il riscatto immediato, ottenendo i tre punti in palio, ma quella di lunedì non sarà certamente una passeggiata di salute contro Di Vaio e compagni. Basti pensare al pari sofferto della Roma ieri sera nel debutto in casa col Cesena (0-0), che conferma le insidie celate dalle prime giornate. In attesa di notizie clamorose sul fronte mercato(con Moratti i colpi a sorpresa non si possono escludere mai…), Benitez ha in mente di far rifiatare almeno un paio di giocatori: lo aveva fatto intuire già nel dopo match di Montecarlo: “La squadra in pochi giorni affronta incontri molto dispendiosi sul piano atletico e voglio studiare al meglio la formazione da schierare lunedi”.

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Nei suoi quindici anni di presidenza Massimo Moratti ha abituato i tifosi nerazzurri a mettere a segno almeno un colpo di mercato a stagione. In particolar modo, il numero uno di Corso Vittorio Emanuele è andato all’attacco spesso e volentieri quando ha notato che la squadra mostrava delle lacune, talvolta dopo una prestazione di basso profilo. Ecco, proprio come quella di ieri contro l’Atlètico Madrid in Supercopa europea.

Durante il mercato estivo del 2009, all’Inter mancava un trequartista e dopo una telenovela di oltre un mese è arrivato Wesley Sneijder. Tutti sappiamo quanto abia fruttato questo acquisto last minute. Lo sbarco dell’olandese è però avenuto già in pieno regime di oculatezza negli investimenti, frutto della dolorosa cesione di Ibrahimovc al Barcellona che ha finanziato quasi tutte le altre operazioni di mercato in entrata. Mourinho voleva due giocatori (un difensore centrale e un trequartista) e li ha avuto, pur non otenendo le sue prime scelte (Deco e Carvalho).

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