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Archivi per la categoria ‘Juventus’

Hanno sperato fino all’ultimo di piazzare il colpo, Juventus e Fiorentina, poi si sono ritrovate con Rinaudo, a Torino, e Cerci a Firenze. Hanno aspettato con pazienza ma alla fine ce l’hanno fatta: Milan e Roma, ad allestire un attacco stellare, per ridurre il gap dall’Inter sorniona e silenziosa. Oggi a mercato chiuso escono i primi retroscena ed emergono i rimpianti, per quel che poteva essere ma evidentemente non è stato. Le porte a vetri dell’Ata Executive, di Milano, si sono chiuse alle 19.00 in punto di un lunedì afoso.

La trattativa dell’anno è stata del Milan: Ibrahimovic è l’attaccante che ti cambia tre reparti in un colpo solo. Robinho è la ciliegina ma evidentemente esclude Ronaldinho. Chi sogna un tridente Pato, Robinho e Ronaldinho, alle spalle di Ibra, farebbe bene a riaddormentarsi: vederli tutti insieme sarebbe impossibile per un equilibrio tattico, indispensabile per il gioco di Allegri. Abbandonare il centrocampo sulle spalle di Pirlo (che solitamente non è mai stato un gran corridore) e Boateng, sarebbe l’errore del secolo. Robinho è la contromossa ad eventuali capricci invernali di Ronaldinho. Non tralasciamo due aspetti. A gennaio il Brasilerao deve piazzare i colpi più importanti e il contratto dell’ex asso del Barcellona difficilmente sarà rinnovato alle cifre pretese da De Assis.

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C’è un mistero nell’estate bianconera, un arcano che non è stato svelato. Anzi, nel tentativo di coprirlo è stata ripetuta allo sfinimento una filastrocca dai protagonisti ma qualcosa continua a non tornare ed inquieta gli amanti della Vecchia Signora. Proviamo allora a riavvolgere il nastro per cercare di comprendere le strategie di mercato pianificate in corso Galfer.

LA SITUAZIONE DI PARTENZA – Ad inizio ritiro, l’attacco presenta cinque interpreti: Del Piero, Diego (considerato da Delneri una seconda punta), Trezeguet, Iaquinta e Amauri. Si discute sulla necessità di intervenire per rafforzare il reparto offensivo dato che nella passata stagione, nessuno ha toccato la doppia cifra nelle realizzazioni. Tranne Del Piero per motivazioni “storiche” ed anagrafiche, non sembrano esserci intoccabili. Sui giornali si prefigura una rivoluzione là davanti: sembra certo che il budget verrà investito per trovare un uomo gol.

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La Juventus ha fatto tutto quello che non doveva fare per tornare ad essere competitiva. Mi chiedono, a mercato finito, cosa avrei fatto di quanto portato a termine da Beppe Marotta. La verità? Nulla! La dirigenza ha acquistato le riserve di altre squadre, l’esempio Rinaudo ne è la dimostrazione della fragilità di un mercato svolto come fosse una provinciale di lusso; non dimentichiamoci che Rinaudo aveva già trovatto l’accordo con il Bari e non con il Bayern Monaco; mi sembra scontato che la Juve non avesse concorrenza. Anche per Pepe vale lo stesso discorso, tatticamente la Juve non sa dove collocarlo.

Domenica scorsa ho visto che Delneri lo ha fatto giocare quasi come esterno basso, ma Pepe è sicuramente un esterno alto. In quel ruolo, così basso, non può dare alcun contributo alla squadra. Tatticamente può essere un giocatore valido per l’Udinese, ma non per la Juventus. L’Udinese se vince raggiunge il suo traguardo, la Juve per soddisfare i tifosi deve vincere ma anche dare bel gioco, essere spettacolare. Negli ultimi anni la compagine bianconera ha perso appeal, i giocatori non si fidano della dirigenza e rifiutano di andarci.

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A 48 ore dalla chiusura del mercato il DG bianconero Marotta fa il punto conclusivo: “Mercato più che sufficiente col badget alqunto contenuto che avevamo a disposizione – spiega – Pepe, Motta e Quagliarella li abbiamo presi in prestito: se non saremo soddisfatti del loro rendimento li restituiremo ai proprietari. Avrrei voluto prendere Dzeko, ma non ce l’hanno dato.Borriello era un’opportunità, mi ha pure detto he preferiva la Juve alla Roma m poi l’affare è sfumato. Ai tifosi chiedo solo di avere pazienza”. Di seguito l’intera intervista.

Marotta, il mercato della Juve ha portato tanti cambiamentimanon è arrivato il grande colpo. Cosa èmancato?
«Non sono d’accordo sulla poca qualità. Ne abbiamo immessa sposandola alla quantità e non in alternativa ad essa. Quando hai un budget giustamente contenuto e puoi destinarlo a due o tre giocatori ti si offre un panorama più ampio di prospettivemanoi dovevamo cambiare mezza squadra, l’abbiamo fatto mantenendo fede alle linee che ci eravamo dati. Meritiamo una sufficienza ampia».
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Il simbolo e capitano della nuova Juve targata Gigi Del Neri, Alessandro Del Piero, ha voluto mandare un caloroso in bocca al lupo ai suoi ormai ex compagni attraverso le pagine del proprio sito ufficiale. Lo ha fatto con David Trezeguet, così come con Mauro Camoranesi.

“A mercato chiuso – e a presentazioni in corso dei miei ex compagni nelle rispettive nuove squadre – desidero inviare un grande in bocca al lupo a tutti i ragazzi che in questi anni sono stati qui alla Juventus e che ora stanno affrontando una nuova avventura. Un abbraccio a tutti, mi auguro di incontrarvi presto in campo, da avversari, in campionato o in giro per l’Europa!

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Spunta un curioso ed interessante retroscena nella vicenda relativa ad Aleksandar Kolarov. Il terzino sinistro serbo, passato qualche settimana fa al Manchester City di Roberto Mancini, era uno degli obiettivi di Gigi Delneri, tecnico della Juventus, per il proprio reparto arretrato. Non solo rumors di mercato, quindi, ma pura realtà. Il mister di Aquileia, infatti, sognava di sostituire Fabio Grosso con un calciatore dalle grandissime doti tecniche ed atletiche come l’ex numero 11 biancoceleste. Invece di Kolarov, Delneri ha visto, però, giungere sotto la Mole Antoneliana, nell’ultimo giorno di mercato, Rinaudo dal Napoli e Traorè dall’Arsenal. Non certo due titolari, bensì due valide alternative: “Pensavo che arrivasse Kolarov – ha ammesso lo stesso allenatore bianconero ai microfoni de La Gazzetta dello Sport -, ma non è stato possibile e quindi ripeto che sono contentissimo dei giocatori che ho. Per me sono i migliori e non li cambierei con nessuno”.

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Se il mercato fosse quello degli ultimi due giorni, con i direttori sportivi e i giocatori svolazzanti attorno ai microfoni di Criscitello e Valentina, sarebbe una meraviglia,uno spettacolo imperdibile. Ed é strano che il mondo del calcio, già da anni proteso alla monetizzazione dell’aria, non se ne sia accorto, facendosi strapagare e sponsorizzare: altre due lire e le telecamere si potrebbero infilare negli stanzini che pomposamente chiamiamo, per far tutti contenti, box. Ci arriveremo e il presidente Beretta, se ci legge, ruba l’idea.

Pensate che bello: Lotito alle prese con Hernanes, Zamparini che litiga con Delio Rossi per un terzinaccio qualsiasi, Marotta che riceve un no dal primo centravanti che passa, Galliani che convince Berlusconi a prendergli un giocatore e il dottore che gliene prende due: contento, Adriano? Questo sarà, altro é stato. Ci si chiede in giro chi sia stato il protagonista del mercato. Non il club, perché sul successo del Milan c’é poco da dire. Parliamo del singolo, dell’attore, non della compagnia o del teatro.

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Chiellini, il mercato è finito e la Juve è rimasta in mezzo al guado, senza l’attaccante né il difensore forte che cercava. Deluso? La domanda cala nell’aula di Coverciano dove il difensore bianconero ha appena accostato il ciclo nascente della Nazionale di Prandelli alla ricostruzione della squadra di Del Neri. «Con entrambe ci vorrà un po’ di pazienza, non si può pensare che si cambi così tanto e si trovi subito la ricetta giusta. C’è molto da fare», aveva detto. Il discorso sul mercato lo riporta alle difficoltà juventine. La forma è più ottimista di quanto non sia il tono. Si fatica a tenersi su quando gli altri comprano Ibra e Robinho e tu rispondi con Rinaudo.

Chiellini, come altri, ha capito che lo attende un altro anno difficile perché non sono state colmate le distanze e qualcuna è diventata addirittura più profonda. Attendeva due o tre acquisti, ne è arrivato uno che non scatenerà la “ola” della curva: un petardo più che un botto. Lui comunque abbozza. «Sarà una Juve in lotta per un posto in Champions League – dice -, di più non si può promettere perché non sarebbe realistico e si rischierebbe di creare depressioni pericolose come l’anno scorso, quando la delusione è arrivata troppo presto e ci ha travolti. L’Inter è ancora la più forte, il Milan con l’acquisto di Ibrahimovic ha fatto un grande passo da noi, grande quanto è Ibra.

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Niente Borriello, niente Pazzini. Si chiude senza il botto tanto atteso il mercato della Juventus. I bianconeri si accontentano di due innesti in difesa: arrivano infatti il terzino sinistro Armand Traorè dall’Arsenal e il centrale Leandro Rinaudo dal Napoli. Partono invece Mauro Camoranesi, passato allo Stoccarda, e Jonathan Zebina che ha firmato per il Brescia.

L’aspetto più clamoroso dell’ultima giornata di contrattazioni è arrivato nel primo pomeriggio quando è saltata la trattativa per Marco Borriello. L’affare sembrava ben avviato ieri con l’accordo tra Juve e Milan ma già in serata erano emerse le prime difficoltà. Problemi che si sono confermati oggi. Il nodo era la formula del trasferimento: la Juve puntava a un arrivo in prestito, mentre il giocatore preferiva essere ceduto a titolo definitivo. Nel frattempo la Roma ha sfruttato l’impasse e si è posta come concreta alternativa, fino a soffiare Borriello alla Juve in prestito gratuito con diritto di riscatto fissato a 10 milioni di euro. Condizioni che curiosamente ricalcano molto le prime ipotesi circolate ieri per il trasferimento in bianconero.
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Aurelio De Laurentiis è il primo italiano a ricevere il “Variety profile in excellence”, prestigioso premio consegnato ieri al produttore cinematografico: “De Laurentiis è sempre stato in grado di rimanere in contatto con i gusti del pubblico”, la motivazione espressa da Tim Grey di Variety. In una lunga intervista a Il Mattino, il presidente del Napoli ha avuto l’occasione di parlare anche di calcio. Ecco quanto evidenziato da Tuttonapoli.net: “Prima o poi vorrò fare un bellissimo film sul calcio. La cessione di Quagliarella ha fatto piangere i nostri tifosi? Beh, forse avranno pianto di più quelli della Juventus alla fine della partita con il Bari…”.

NAPOLI, SUDAMERICA - “Chiariamo una cosa: io ho detto che sono stato snobbato dai calciatori napoletani quando eravamo in serie C e in serie B. Sembrava che Napoli fosse uscita dal loro cuore solo perchè non giocava in serie A. E allora ho cominciato a disamorarmi di quegli atleti che, una volta lontani, dimenticano il feeling con la propria città. Io l’amore per Napoli non l’ho mai perso - evidenzia Tuttonapoli – porto dentro di me il sentimento che era di mio nonno e di mio padre. Quindi mi è venuto da pensare che i sudamericani, spesso ragazzi di città piccole e disagiate come le nostre degli anni cinquanta e sessante, avessero più spirito di sacrificio. Però, nello stesso tempo, stiamo investendo nel vivaio. Maiello, ad esempio, me lo tengo stretto”.

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Ai microfoni di Sportitalia, il direttore generale della Juventus, Beppe Marotta ha parlato degli ultimi movimenti del mercato bianconero: “Siamo felici di aver individuato in Rinaudo il rinforzo che cercavamo, la nostra coppia centrale titolare è Chiellini-Bonucci. Borriello? S’è creata questa opportunità due giorni fa, a titolo temporaneo, poi ci sono state divergenze di carattere economiche col giocatore. Borriello voleva il trasferimento a titolo definitivo.

Noi non avevamo l’opportunità di acquistarlo con questa formula e quindi la trattativa è saltata”. Il dirigente bianconero ha anche parlato dello scambio Kaladze-Grosso: “C’è stata una discussione con Galliani, ma la trattativa non è mai decollata. Non sono nemmeno mai stati contattati i giocatori”. Infine, una battuta su Giampaolo Pazzini, a lungo un obiettivo della Juventus: “Pazzini è un grande attaccante, è un giocatore della Samp che aveva il diritto di fare ciò che voleva e credo la loro sia una scelta giusta”.

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E’ fatta: Armand Traorè è giocatore della Juventus. Il difensore francese dell’Arsenal arriva a Torino in prestito oneroso a 500 mila euro. E’ stato lo stesso giocatore a chiedere di trasferirsi in bianconero per provare l’esperienza di giocare in serie A. L’investimento di Marotta è legato alla giovane età del difensore, appena ventunenne, e alla sua voglia di riscatto dopo un’annata contrassegnata da alcuni infortuni che gli hanno impedito di giocare.

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Giorgio Chiellini, detto ormai Capitan – Futuro, è pronto a ripartire con una nuova stagione in mglia bianconera. Il contratto? “Non ci sono problemi, credetemi, faremo tutto con tranquillità”. E questa Juve com’è secondo il Chiello? “C’è uno spirito nuovo, mi piace. L’Inter resta la favorita, poi viene il Milan, quindi noi e la Roma. Però ho tanta voglia di vincere di nuovo qualcosa e diventare un giocatore migliore”.

Di seguito l’intera intervista.

Giorgio Chiellini, si aspettava che il mercato frullasse così tanto la Juve?
«Un po’ sì, dopo una stagione come quella passata era normale cambiare. Le mosse degli ultimi giorni, però, hanno sorpreso anche me».
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Alle ore 18.00, allo Stadio San Nicola di Bari, iniziarà finalmente ed ufficialmente la nuova stagione dei biancorossi di mister Ventura. Avversario, la nuova Juventus del duo Del Neri-Marotta, squadra forte, temibile e dal fascino indiscutibile.

Bari chiamato da subito a riconfermare quanto di buono fatto apprezzare e vedere la scorsa stagione. Juventus, invece, a dimostrare che, i tanti cambi profusi sia in campo che a livello societario, sono quelli giusti per tornare a volore come il popolo bianconero pretende. Una partita che si preannuncia ricca di emozioni e, perchè no, di gol e spettacolo.

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Questa volta sarà un editoriale che mi porterò nel cuore, perché da poco sono diventato il primo direttore sportivo di colore in Italia. Sono onorato di questa unicità, mi auguro che in futuro ce ne saranno tanti altri all’interno del mondo calcistico. Entriamo nel vivo, finalmente si parte. L’Inter dopo la sconfitta in Supercoppa Europea è tornata più umana. Roma, Milan, Juve, Genoa, Napoli e Palermo hanno un po’ tifato per l’Atletico Madrid, per cercare di far tornare l’Inter sulla terra.

Detto questo, Benitez avrà un compito difficile, cercare di motivare un gruppo, e avere la tensione sempre alta, vincere ancora il Mondiale per club. I tifosi interisti si aspettano un regalo. Non si è mai visto che una squadra campione d’Italia e d’Europa non prenda nessuno. Ci vorrebbe un nome che possa scaldare i tifosi e fare da contraltare ad Ibra. E’ un colpo per l’Inter vedere Ibra al Milan, anche se negli ultimi anni i tifosi sono abituati a vedere questi cambi di maglie. Il Milan con lo svedese diventa la vera anti-Inter. Se Ronaldinho, Pato e Ibra stanno bene, i rossoneri hanno un attacco super, e quasi inarrestabile.

Il punto debole del Milan è la difesa. Un reparto incompleto, il tallone d’Achille. Qualche altro aggiustamento poteva essere fatto. La Roma con Ranieri gioca un buon calcio, ma deve essere meno bella è più concreta. Anche contro l’Inter, i giallorossi hanno giocato bene il primo tempo poi hanno perso regalando il match. La squadra rivelazione è il Genoa. Ha fatto un mercato da vera protagonista e se gli ingranaggi funzionano può essere la vera minavagante del campionato e potrebbe agguantare anche la Champions League, come la Samp la passata stagione. Il Genoa la vedo una squadra che può far divertire. Ha fatto un mercato molto importante. Il Bologna invece ha dei giovani molto interessanti, ma bisogna vedere se poi hanno fiducia in Colomba, c’è già Leonardo dietro l’angolo. Sarà anche l’anno dell’esplosione di Ghezzal.

La Juve con Quagliarella sale sul podio delle 3 squadre che lotteranno per lo scudetto. La mia griglia attualmente è composta da: Inter, Roma, poi Milan e Juve alla pari. La Juve che torna ad essere un modello come gli anni 70, con molti italiani e nazionali. Questa volta non possono sbagliare questa opportunità. Molti giocatori saranno responsabilizzati, tra le big la Juve è la più italiana. Prandelli guarderà con occhio particolare la Juve. Sono curioso di vedere giocatori come Bonucci, Pepe e Motta, prima volta nella loro carriera in un grande club, in cui si vedrà la loro personalità uscire fuori.

La zona salvezza sarà una zona ingarbugliata, il Lecce non mi convince in difesa. Il Chievo ha acquisito una mentalità che nei momenti difficili, riesce ad uscire fuori. Il Brescia con il colpo Diamanti ed Eder, che se fanno bene, possono impensierire tutte le difese avversarie con le squadre di serie A, solo in difesa lasciano a desiderare. Spero che sia un campionato privo di veleni, all’insegna del bel gioco, e che gli allenatori puntino sempre più sui giovani.

[Malu' Mpasinkatu - Fonte: www.tuttomercatoweb.com]

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