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FORMELLO – Svolta tattica, secondo indizio. Manca ancora la prova del ritorno alla difesa a quattro, ma ormai è acclarato che Reja stia seriamente valutando la possibilità di abbandonare il consolidato assetto a tre difensori centrali e due esterni. Gli esperimenti erano naufragati all’indomani della brutta prestazione offerta il 10 agosto contro il Racing Santander.
A sorpresa sono tornati in auge nel corso della ripresa della preparazione di ieri. Oggi è arrivata la conferma, in particolare nella seconda sessione pomeridiana, quella dedicata all’approfondimento tecnico-tattico. Nella prima ora di allenamento, infatti, è stato il vice Giovanni Lopez a prendere in consegna l’intero reparto arretrato, al quale ha dettato passo dopo passo tutti i movimenti classici del sistema a quattro difensori. Schierati uno davanti all’altro c’erano due quartetti: il primo composto dal rientrante Cavanda (schierato a destra nella zona di competenza di Lichtsteiner), Diakitè, Stendardo e Del Nero; il secondo da Scaloni, Biava, Dias e Stefan Radu. Per il secondo giorno consecutivo il rumeno è stato testato come terzino sinistro. In quella porzione di campo che per caratteristiche non ha mai gradito e che presto potrebbe essere consegnata allo spagnolo Garrido (in questo caso, l’ex Dinamo Bucarest troverebbe spazio al centro).
FORMELLO – Si riparte. Archiviate le 48 ore di libertà concesse da Reja, questo pomeriggio in casa biancoceleste è iniziata la marcia di avvicinamento all’esordio casalingo di domenica prossima con il Bologna. L’obiettivo scontato è quello di cancellare la beffarda sconfitta del Marassi, magari ripetendo la medesima autoritaria prova fornita nella prima ora di gioco in terra ligure. Gli interrogativi di inizio settimana riguardano il modo in cui Reja vorrà provarci.
Fino ad oggi era forte la sensazione che le perplessità manifestate da addetti ai lavori e tifosi sul nuovo 3-4-2-1 non avrebbero scalfito le certezze del goriziano. Si pensava che fin dalla seduta odierna avrebbe proseguito ad impostare il suo lavoro nella stessa direzione, anche perché nove giorni fa ha avuto rassicurazioni in fase di interdizione dalla coppia mediana composta da Ledesma e Matuzalem. Ma stando al riscontro del primo allenamento di oggi, la tentazione, o quantomeno l’idea, di tornare a testare moduli alternativi ha iniziato a fare breccia.
Soddisfatto, raggiante, contento per il lavoro svolto in questo primo scorcio di stagione dal neo tecnico della formazione Primavera, Alberto Bollini, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha analizzato ai microfoni di Sky la bella vittoria firmata da Tommaso Ceccarelli: “Sono arrivato a partita iniziata perchè ero alle prese con i soliti prblemi della Lazio – ha esordito il patron capitolino -. La società vuole valorizzare il proprio settore giovanile, e lo sta facendo grazie all’inserimento di nuove figure al suoi interno: dal neo allenatore della Primavera fino ad arrivare al responsabile del settore tecnico.
Attraverso una politica improntata sulla crescita del vivaio vogliamo costruire la squadra del futuro, con giocatori fieri ed orgogliosi di indossare i nostri colori. Il Derby è stato molto combattuto, è stato bravissimo Berardi a parare il rigore nel finale. I giovani sono il futuro di tutto il calcio,il settore giovanile è il fulcro del sistema calcistico. Alcuni di loro si allenano con la prima squadra ed avranno un futuro roseo, hanno tutte le qualità per farlo.
FORMELLO – Allenamento piuttosto blando ieri per il residuo gruppo di giocatori rimasto agli ordini di mister Edy Reja. Mattinata dedicata ad alcune partitelle intervallate da diverse serie di “navette” su distanze brevi, pomeriggio quasi completamente di scarico per i calciatori biancocelesti, tra i quali alcuni si sono divertiti calciando in porta, giocando al classico ‘torello’ ed a calcio-tennistra, altri si sono esclusivamente dedicati a massaggi e fisioterapia.
Spunta un curioso ed interessante retroscena nella vicenda relativa ad Aleksandar Kolarov. Il terzino sinistro serbo, passato qualche settimana fa al Manchester City di Roberto Mancini, era uno degli obiettivi di Gigi Delneri, tecnico della Juventus, per il proprio reparto arretrato. Non solo rumors di mercato, quindi, ma pura realtà. Il mister di Aquileia, infatti, sognava di sostituire Fabio Grosso con un calciatore dalle grandissime doti tecniche ed atletiche come l’ex numero 11 biancoceleste. Invece di Kolarov, Delneri ha visto, però, giungere sotto la Mole Antoneliana, nell’ultimo giorno di mercato, Rinaudo dal Napoli e Traorè dall’Arsenal. Non certo due titolari, bensì due valide alternative: “Pensavo che arrivasse Kolarov – ha ammesso lo stesso allenatore bianconero ai microfoni de La Gazzetta dello Sport -, ma non è stato possibile e quindi ripeto che sono contentissimo dei giocatori che ho. Per me sono i migliori e non li cambierei con nessuno”.
Si è chiuso il mercato e il sipario è calato senza il botto finale. Atteso, programmato, dato quasi per certo, Santa Cruz è rimasto dove stava e la Lazio ha chiuso la campagna acquisti senza gli attesi sussulti. È arrivato un campione vero come Hernanes ed è partito Kolarov, per ciò che concerne i pezzi da 90. Per il resto un ritocco importante come Bresciano, scommesse da vincere come Gonzalez e Kozak e una speranza chiamata Garrido.
In uscita il lavoro profuso dalla società ha fruttato l’addio al biancoceleste di ben 22 elementi che ha ridotto la rosa dei 56 iniziali sino ai 34 attuali. Certo nel gruppetto che ha fatto armi e bagagli vanno calcolati 4 svincolati e ben 8 giovani spediti in prestito.
Questa la decisione della FIGC presa nella giornata di ieri: la partita tra Lazio e Milan è stata rinviata. Inizialmente era prevista per martedì 21 settembre alle ore 20.45, ma a causa della concomitanza con il concerto di Gigi D’Alessio (previsto la stessa sera) i vertici federali hanno deciso di posticipare la partita al giorno dopo, dunque il 22 settembre alle 20.45.
L’amaro day after di Roque Santa Cruz. Il suo trasferimento alla Lazio sembrava cosa fatta: c’era l’assenso dei club e dello stesso calciatore, poi, nelle ultime 48 ore l’operazione è sfumata. Problemi di ingaggio, ufficialmente è questa la causa dello stop alla trattativa. Ma la riflessione sull’opportunità di ingolfare ancor di più con un nuovo tassello il già folto reparto offensivo era iniziata da tempo. Remore gestionali che alla fine si sono ripercosse sul buon esito dell’affare. “Forse se ne riparlerà a gennaio”, spiegava ieri il diesse Tare ai cronisti presenti all’Ata Hotel di Milano.
Molto dipenderà dal rendimento degli attaccanti a disposizione del tecnico goriziano e magari da eventuali cessioni eccellenti nella prossima finestra invernale del mercato. Tutto rinviato, dunque, anche e soprattutto per il “Puntero” paraguaiano che ora dovrà rimboccarsi le maniche con la speranza di far cambiare idea al suo attuale tecnico Mancini: “Purtroppo ho parlato con il mio allenatore che mi ha detto che non potrà contare molto su di me in questa stagione – ha spiegato il 29 di Aseuncion ai microfoni di Sky News – . Alla fine il club ha deciso di trattenermi, mi ha ritirato dal mercato perché non erano soddisfatti delle proposte arrivate (c’era anche il Fulham, ndr).
Siamo nel cuore della mattinata e presso la clinica specializzata della Paideia non sono ancora andate in scena le visite mediche di Roque Santa Cruz. Da parte della società non sono arrivate comunicazioni in merito, intorno al centravanti paraguaiano si infittisce il giallo. L’accordo tra i club è stato raggiunto ormai da giorni, mentre per l’ingaggio sono emersi degli intoppi nel corso delle ultime 24 ore. “Dettagli” si è detto, ma i fatti dicono che Santa Cruz ed il suo manager non sono ancora sbarcati nella Capitale.
La sensazione che sia arrivata una brusca frenata all’operazione prende quota. Non è un mistero, infatti, che la società capitolina stia ancora riflettendo, insieme a Reja, sul rischio che l’arrivo del “Puntero” possa provocare problemi nella gestione dello spogliatoio: “Con l’arrivo di Santa Cruz ci rimetterebbero tutti gli altri attaccanti“, ha spiegato il goriziano sabato scorso in conferenza stampa. Un crudo messaggio mal digerito dai diretti interessati…
GENOVA – Incredibile Lazio, dal paradiso all’Inferno senza preavviso. Sfrontata, talentuosa e combattiva nei primi 45’, autolesionista nella ripresa, quando cade sotto i colpi di inaspettate e beffarde amnesie difensive. Il debutto della nuova era ha un sapore amaro per la formazione di Reja (ancora male alla prima uscita) che esce sconfitta per 2-0 dalla battaglia del Marassi dopo aver collezionato occasioni da rete a ripetizione ed aver messo in mostra le virtù e la qualità del nuovo assetto. Paga dazio alla distanza, maledicendo se stessa e la sua innata capacità di far male sotto porta.
FORMAZIONE – Reja tiene fede alle suggestive indicazioni della vigilia, schierando la Lazio brasi-argentina testata negli ultimi giorni a Formello. Brocchi parte dalla panchina, Ledesma e Matuzalem si dividono il lavoro di “taglia a cuci” davanti la difesa, mentre Hernanes e Zàrate supportano Floccari, unico riferimento offensivo del nuovo 3-4-2-1, pensato per sfruttare le qualità tecniche del talento di Recife.
Sampdoria: Di Carlo è intenzionato a schierare il 4-3-1-2, con Guberti alle spalle delle punte, già provato per un’ora contro il Werder Brema. Al termine della rifinitura pomeridiana a porte chiuse, le condizioni di Cassano, Ziegler e Semioli appaiono confortanti. Il terzino svizzero è il giocatore più a rischio per la partita di domani. Invece, Poli, Tissone, Sammarco e Accardi non sono stati convocati: torneranno a disposizione dopo la sosta del campionato. Squalificato Rossini.
Lazio: Hernanes dall’inizio e centrocampo con la coppia Ledesma-Matuzalem. L’allenamento di rifinitura, che la Lazio ha svolto nella tarda mattinata a Formello, ha sciolto gli ultimi dubbi di Reja per la gara di domani sera a Genova con la Sampdoria. Out Garrido (bloccato dalla contrattura alla coscia sinistra), Bresciano e Gonzalez. Sono partiti con la squadra anche Kozak e Cavanda. Squalificato Cribari.
Fra mercato in uscita e gli ultimi ritocchi in attacco, la Lazio di Claudio Lotito è chiamata ad affrettare i tempi per risolvere la grana Pablo Pintos. A Villa San Sebastiano sulla scrivania del patron biancoceleste sono piombate d’un tratto tutte le noie legate all’eccesso di extracomunitari e alla ricollocazione del giovane esterno destro acquistato in estate.
Fino a qualche giorno fa il trasferimento al Getafe sembrava davvero rappresentare una pura formalità, oggi invece l’uscita di scena del club iberico come soluzione salvagente per il difensore uruguaiano è diventata pressocchè ufficiale. Infatti il club madrileno ha praticamente annunciato l’ingaggio di Victor Sanchez, 22enne esterno destro del Barcellona chiudendo ogni porta a Pablo Pintos. La questione a questo punto da difficile, si è fatta assai complessa e quantomai urgente da risolvere. Il 31 di Agosto si chiude il calciomercato e Pablo Pintos rischia seriamente di non trovare una degna collocazione.
Non sempre il calciomercato estivo ci ha riservato una settimana finale così scoppiettante come quella che si prospetta quest’anno. La campagna trasferimenti 2010, ha vissuto di improvvisi lampi, seguiti da lunghi ed estenuanti fasi di stallo, che hanno finito per lasciare in grande imbarazzo la miriade di operatori dell’informazione quotidianamente sguinzagliati sul mercato. Prepariamoci, allora, a vivere sette giorni palpitanti, intensi e tanto serrati che non prevedono pause.
La società più attesa, alla stretta finale del mercato, è l’Inter, fresca del poker di titoli in annata. Nessuno, neanche il più sprovveduto degli appassionati di calcio, riesce a credere che il mercato di Moratti si concluderà senza un acquisto vero, da utilizzare subito, considerato che Ranocchia arriverà quando sarà guarito e Coutinho non è un investimento di quest’anno. Per quanto riguarda il capitolo cessioni del club nerazzurro, dopo la partenza quasi indolore di Balotelli, resterà aperta fino all’ultimo giorno la questione Maicon, condizionata da un eventuale rilancio del Real Madrid, con la conseguenza che Antonelli rimarrà in anticamera, nonostante le dichiarazioni scopertamente “tattiche” del presidente Ghirardi. Ma, le novità più importanti per la “Beneamata” sono attese probabilmente da Liverpool.
Sul fronte Roque Santa Cruz non è ancora tempo di fumata bianca. Nonostante Lazio e Manchester City abbiano ormai raggiunto un accordo di massima per il trasferimento dell’attaccante paraguaiano in prestito oneroso (con diritto di riscatto), la vicenda non è ancora chiusa. Nella giornata odierna l’agente del calciatore Jan Van Baal e le due società hanno discusso a lungo circa l’ingaggio da garantire al 29enne di Asuncion, che in Inghilterra guadagna 2,2 milioni di euro.
La Lazio è disposta a coprire quasi la metà dell’importo (1 milione), il resto dovrebbe essere onorato con l’ausilio dei Citizens: “Il discorso di Santa Cruz è ancora assolutamente aperto – ha spiegato il presidente Claudio Lotito ai microfoni de lalaziosiamonoi.it – , Ma stiamo ragionando in modo approfondito su alcuni aspetti”.
Al termine del match contro il Deportivo ha parlato ai microfoni di Sky Sergio Floccari: “Hernanes? E’ un grande giocatore e una grande persona, è un rinforzo importante”. Poi sulla squadra: “Speriamo di disputare una buona stagione e continuare come nelle ultime giornate dello scorso campionato”. Domenica c’è la Samp: “Loro sono avanti per quanto riguarda la condizione, ma noi ci faremo trovare pronti. Nazionale? Floccari deve pensare solo a fare bene, poi, se arriva la convocazione, sarò molto felice”.


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