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Luca Puccinelli, agente di Nicolao Dumitru, è intervenuto ai microfoni di “Marte Sport Live” sulle frequenze di Radio Marte, rilasciando alcune dichiarazioni. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli: “E’ poco che Nicolao è a Napoli, ma è bastato a far capire al giocatore quanto la piazza sappia essere calorosa con i suoi beniamini” . Il procuratore prosegue facendo luce sull’operazione: “La trattativa fu intavolata circa un mese fa; il ragazzo aveva diverse possibilità, ma la concretezza della società partenopea ha spiazzato la concorrenza.
Il giovane ha una forza nelle gambe che gli conferisce una velocità impressionante, ma non è tutto; altra ciliegina è la tecnica. Quando parte da lontano sa essere devastante; può giocare sia da seconda punta che da esterno. Io credo basti veramente poco perchè Nicolao sia pronto. Certo, la fretta è cattiva consigliera, ma già il fatto che ci sia Mazzarri a prepararlo mi rassicura molto”.
Il pensiero, solo il pensiero, mette i brividi. Diego di nuovo a Napoli, quella maglia numero 10 ancora tatuata sulla pelle, quel sinistro pronto ad incantare a casa sua, cinquanta candeline da spegnere in compagnia di chi non smetterà mai di amarlo. Maradona, l’unico: chi non lo vorrebbe abbracciare, stringergli solo la mano, farsi raccontare una vita da campione, un percorso da fuoriclasse, vizi e segreti di un extraterrestre del pallone. Sono stato fortunato. L’ho incontrato. Ho le sue foto appese in cameretta. L’ho guardato spiandone ogni smorfia. L’ho ammirato. Ho invidiato mio padre che l’ha conosciuto quando non aveva ancora compiuto 17 anni. E ho rimpianto quei momenti, avrei voluto essere più grande per viverli con lui.
Era il 1978, Buenos Aires, il teatro dei Mondiali, Diego depennato da Menotti, era l’Argentina di Kempes. Mio papà allenava il Napoli, io ero piccolo, piccolissimo, a 4 anni non potevo seguirlo, al massimo capivo cos’era un pallone. Un calabrese trapiantato lì, Settimio Aloisio (ve lo ricorderete, forse, come procuratore di Batistuta), obbligò il Di Marzio allenatore del Napoli a fare un salto in un quartiere popolare di Buenos Aires, era stata organizzata una partita solo per far giocare e vedere Dieguito. Me l’ha confessato mio padre, non voleva andare. Lo chiamavano in tanti, tutti proponevano giocatori, era difficile capire quali potevano essere veri talenti, impossibile andare a vederli tutti. Il destino ha voluto che ci andò, quanto vorrei esserci stato anch’io. Bastarono venti minuti. Un paio di giocate delle sue, un gol in rovesciata, quell’atteggiamento da ribelle, furioso per non essere in un campo vero, con la maglia della Seleccion.
Edy Reja, ex tecnico del Napoli, ora alla Lazio, ha espresso il suo giudizio sull’arrivo di Hassan Yebda al Napoli. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli.net: “Mi colpì tantissimo, anche nella gara di ritorno che giocammo a Lisbona. Al punto che chiesi di trattarlo – dice il tecnico al Corriere del Mezzogiorno – lo volevo già allora al Napoli. Ci fummo vicini per un po’, poi non riuscimmo a prenderlo. Il Napoli con lui ha fatto davvero un grandissimo acquisto. Un giocatore di personalità, molto forte anche di testa. Fondamentale in area sui calci d’angolo e sulle punizioni. Il Napoli farà bene in questa stagione, Mazzarri ha saputo costruire un buon gruppo. E con Yebda, Gargano e Pazienza anche il centrocampo è al sicuro”.
“I napoletani hanno risposto con il cuore ad una scelta, la mia, dettata dai sentimenti che provo per questa città. Il tempo non ha cancellato nulla, e per questo li ringrazio”. Parole e musica di Diego Armanndo Maradona, che in un’intervista ad Il Mattino lascia inendere quali e quante siano le emozioni che lo pervadono, pensando ad un suo ritorno a Napoli. Ecco quanto evidenziato da Tuttonapoli.net: “Il tempo a disposizione non è molto, ma sono convinto che volendo si può organizzare tutto. Certo, servirà l’aiuto di tutti, dal mio amico Salvatore Bagni, al Presidente del Napoli De Laurentiis, ai miei vecchi compagni, ai quali dico (ride ndr): mettetevi a dieta per tornare in campo”.
QUESTIONE ECONOMICA – “Non è questo il caso, non stavolta. C’è solo il desiderio di una festa tra amici, e ho pensato di organizzarla al San Paolo, a Napoli, perhè lì ho ancora tanti amici. Napoli è stata e resta la mia seconda casa: ho sempre detto che quei sette anni vissuti in azzurro sono stati entusiasmanti. Ritrovare i miei compagni in quello spogliatoio, incamminarci tutti insieme verso il campo sarebbe per tutti e soprattutto per me una grandissima emozione. Non ho dimenticato l’affetto con il quale fui accolto cinque anni fa, quando venni per l’addio al calcio di Ciro Ferrara”.
Una fortezza inespugnabile: così appare lo stadio San Paolo di Napoli per i calciatori del Bari da oltre cinquant’anni. Ma in generale, in tutta la lunga storia di sfide in quel di Napoli, i biancorossi hanno raccolto molte recriminazioni e pochissimi punti.
Senza dover consultare archivi o scavare troppo nella memoria, basta tornare indietro alla gara di campionato della passata stagione. Napoli-Bari si giocò il 6 dicembre scorso, nel giorno in cui i baresi ricordano il santo patrono San Nicola. La gara terminò 3-2 per gli azzurri in rimonta, grazie alla doppietta dell’ormai ex Fabio Quagliarella framezzata dal gol di Christian Maggio (per il Bari erano andati in rete Barreto e Ranocchia). Ma i biancorossi ebbero molto da ridire sull’operato dell’arbitro, il signor Romeo, reo di aver troppo frettolosamente espulso il terzino Parisi a una ventina di minuti dal termine (col Bari in vantaggio per 2-1) e il difensore Ranocchia allo scadere dei 90′ regolamentari, favorendo di fatto il ribaltone napoletano.
“Vorrei rilasciare alcune dichiarazioni in merito alle voci che leggo con disappunto da diverse parti senza che abbiano alcun titolo a farlo e che vorrebbero Fabiano lontano da Napoli sfruttando quanto prevede l’Art 17: nessuno di noi ha preso in considerazione questa ipotesi anche se sussistono gli estremi, precisa Dell’Aglio a CalcioNapoli24.it.
La situazione del mio assistito è complessa e dolorosa. Complice la sfortuna, nell’ ultima stagione non è riuscito a dare al gruppo il proprio contributo. L’annata appena iniziata, nonostante un leggerissimo contrattempo in ritiro (pestone al piede, infrazione minima della falange ungueale dell’alluce destro, ndr), procede senza grossi problemi. Fabiano ha recuperato al 100% continua l’agente Fifa a CalcioNapoli24.it, ma purtroppo viene schierato col contagocce.
Beppe Bozzo, agente di Quagliarella, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Il Mattino. Ecco quanto evidenziato da TuttoNapoli.net: “Sono polemiche sterili e, come ho detto sia al presidente De Laurentiis che al direttore sportivo Bigon, non vorremmo più parlarne. Ognuno ha una responsabilità in questa vicenda, come ha detto Fabio nei giorni scorsi: a lui spetta il 30 per cento; alla società e all’allenatore il resto, perché è evidente che senza il consenso di tutti, dopo l’intervento della Juve, questa operazione non si sarebbe potuta concludere.
Ci vorrebbe un po’ di sincerità. E Fabio non è un ipocrita. Fabio traditore? Se Quagliarella ha cambiato maglia, è avvenuto perché erano d’accordo anche i dirigenti e l’allenatore, chi più e chi meno. Se non vi fosse stata soddisfazione da parte di tutti, l’operazione con la Juve non sarebbe stata portata a termine.
Il tecnico del Napoli, Walter Mazzarri, ha parlato quest’oggi a Castel Volturno. La conferenza stampa è andata in onda su Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live. Ecco quanto evidenziato da Tuttonapoli: “La società si è mossa molto bene, cercando di venire incontro alle mie esigenze tattiche. Determinate situazioni non possono essere dette a tutti comunque. A gennaio però potremmo tornare sul mercato se ce ne fosse bisogno, anche perchè magari determinate situazioni non si sono potute portare a termine perchè qualche società ha preferito non privarsi dei propri giocatori.
Questo è il mio Napoli? Si, ma non da ora. Sin dall’anno scorso è stato il mio Napoli, in quanto sono i giocatori che portano in campo i pensieri del tecnico. Si è visto dal primo giorno in cui sono arrivato che la mia squadra deve avere un’anima, una squadra in cui i calciatori giocano per gli altri e non per se stessi”.
Alea iacta est. Il mercato è finito, il dado è tratto. Qualche considerazione viene da sé, alla luce dell’operato di Mazzarri, Bigon e De Laurentiis. Tutti insieme certo, perché mai come quest’anno il tecnico è stato parte attiva nella costruzione della squadra, con il direttore sportivo ad avallarne le scelte e il Presidente a scendere in campo per chiudere acquisti (Cavani) e cessioni (Quagliarella). Un lavoro d’equipe che si spera possa dare gli adeguati frutti.
DUE PER RUOLO – La rosa del Napoli sarà composta per questa stagione da 26 elementi, 24 effettivi e 2 (Rullo e Bucchi) che onoreranno il proprio contratto allenandosi a Castel Volturno e sedendo in tribuna la domenica. In difesa non è cambiato molto: Cannavaro e Cribari saranno le due alternative al centro, con Aronica, Santacroce, Campagnaro e Grava a dividersi gli altri due posti. A centrocampo quattro uomini per due maglie.
Aurelio De Laurentiis è il primo italiano a ricevere il “Variety profile in excellence”, prestigioso premio consegnato ieri al produttore cinematografico: “De Laurentiis è sempre stato in grado di rimanere in contatto con i gusti del pubblico”, la motivazione espressa da Tim Grey di Variety. In una lunga intervista a Il Mattino, il presidente del Napoli ha avuto l’occasione di parlare anche di calcio. Ecco quanto evidenziato da Tuttonapoli.net: “Prima o poi vorrò fare un bellissimo film sul calcio. La cessione di Quagliarella ha fatto piangere i nostri tifosi? Beh, forse avranno pianto di più quelli della Juventus alla fine della partita con il Bari…”.
NAPOLI, SUDAMERICA - “Chiariamo una cosa: io ho detto che sono stato snobbato dai calciatori napoletani quando eravamo in serie C e in serie B. Sembrava che Napoli fosse uscita dal loro cuore solo perchè non giocava in serie A. E allora ho cominciato a disamorarmi di quegli atleti che, una volta lontani, dimenticano il feeling con la propria città. Io l’amore per Napoli non l’ho mai perso - evidenzia Tuttonapoli – porto dentro di me il sentimento che era di mio nonno e di mio padre. Quindi mi è venuto da pensare che i sudamericani, spesso ragazzi di città piccole e disagiate come le nostre degli anni cinquanta e sessante, avessero più spirito di sacrificio. Però, nello stesso tempo, stiamo investendo nel vivaio. Maiello, ad esempio, me lo tengo stretto”.
L’ex attaccante del Palermo, ora in forza al Napoli, Edinson Cavani, si è aggiudicato il premio: goal più veloce in serie A, grazie alla rete realizzata contro la Fiorentina domenica scorsa al 5′ del primo tempo. L’attaccante riceverà il quintale di miele messo in palio, presso la sede dell’allevamento dell’apicoltore Gigi Nardini a Cialla di Cividale (Udine).
Gara intensa al Franchi tra Napoli e Fiorentina. Capovolgimenti di fronte e una sana voglia di vincere di entrambe, hanno arricchito il match d’esordio in campionato. D’Agostino ha risposto a Cavani, ancora in goal dopo la doppietta di coppa. Pareggio giusto e vittoria rimandata dopo la sosta per entrambe. Il Napoli è sceso in campo con la sola novità in Campagnaro in luogo di Grava in difesa. Per i viola stesso undici prevista alla vigilia. Le squadre sono subito aggressive sin dalle prime battute.
Il Napoli è accorto, passa dal 3-4-2-1 al 4-5-1 quando la Fiorentina avanza, grazie al lavoro di copertura di Hamsik e Lavezzi. La prima palla goal è per gli azzurri che passano al 7’: ottima apertura di Hamsik sulla corsia sinistra per Dossena, il cui cross preciso, viene spedito sotto la traversa da Cavani per il vantaggio fantasma dei partenopei che solleverà le consuete polemiche. Al 20’, prima palla goal per i viola che si portano subito in avanti con Gilardino, ma De Sanctis è attento.
Diversi dubbi di formazione per Mihajlovic che deve fare a meno di Jovetic e Santana infortunati e di Gamberini e Mutu per squalifica. In porta bisogna scegliere uno tra Frey e Boruc, in difesa De Silvestri e Pasqual saranno i terzini con Natali e Kroldrup al centro. A centrocampo Montolivo e Zanetti mentre più avanti Marchionni, D’Agostino (in vantaggio su Ljajic ancora non al meglio) e il recuperato Vargas agiranno alle spalle di Gilardino.
Mazzarri non rivoluzionerà l’undici titolare base. Davanti a De Sanctis linea difensiva con Grava, Cannavaro e Aronica. A centrocampo Gargano e Blasi (Pazienza è squalificato) al centro con Maggio a destra e Dossena a sinistra. In attacco Hamsik e Lavezzi in supporto di Cavani confermato come prima punta.
Biagio Izzo, comico napoletano, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul passaggio di Quagliarella alla Juventus a La Gazzetta dello Sport. Ecco quanto evidenziato da TuttoNapoli.net: “E’ stata una doccia fredda, sono costernato. Fabio lo conosco bene, ha lottato tanto per venire a Napoli. Pensare che andasse via mi sembrava assurdo. Se l’ha fatto, vuol dire che il tecnico non puntava su di lui. A proposito: spero che sia stato Mazzarri a decidere. Il calcio non è più qullo di un tempo, in cui contavano i sentimenti e l’attaccamento alla maglia. Questa storia ce lo dimostra ancora una volta: è solo business, dobbiamo rassegnarci.
Auguro a Quagliarella tutto il bene di questo mondo, anche se credo che un giorno si pentirà. Intanto, però, sono preoccupato: per combattere su tre fronti, il nostro parco attaccanti è senza dubbio insufficiente. Mi aspetto ancora qualche soddisfazione dal mercato: sono amico di De Laurentiis, so che è un vincente. La vittoria in Svezia è stata bella, ma ora arriva il campionato. La Fiorentina s’è rafforzata, ha un tecnico grintoso e non avendo giocato il turno infrasettimanale sarà più fresca. Sarà tosta, ma ho fiducia in Mazzarri. Poi, abbiamo un campione coem Cavani, un Pocho in grande forma e uno come Lucarelli, che potrebbe aiutarci a risolvere il problema del gol. La speranza, insomma, è di non rimpiangere troppo Quagliarella e Denis”.
Walter Mazzarri, tecnico del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine della partita. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli.net: “Nei primi minuti siamo stati penalizzati dalla non abitudine a giocare su un campo così veloce. Dopo abbiamo cominciato ad usare le nostre armi al meglio, giocando in velocità.
L’Elfsborg in casa non perdeva da due anni, erano temibili. E’ stata una grande partita, vinta su un campo difficile. Nel secondo tempo ho fatto i tre cambi nell’ottica della partita di Firenze. Quagliarella alla Juventus? Di mercato io non parlo, vedremo nei prossimi giorni. Parlerà chi di dovere.


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