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	<title>Notizie Calcio Informazione Sportiva</title>
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	<description>ultime notizie calcio mercato, serie A news</description>
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		<title>Europei Pallanuoto Donne: Magic Rosa</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 10:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Sigona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pallanuoto]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 7 Rosa ieri sera al cospetto delle Campionesse in carica delle russe hanno dato vita ad un match destinato a rimanere nella storia della Pallanuoto Donne, un match che ha eluso ogni principio non scritto, come quello che preclude ad una squadra di trovare la forza per riequilibrare un match ormai compromesso. Mancavano quattro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 7 Rosa ieri sera al cospetto delle Campionesse in carica delle russe hanno dato vita ad un match destinato a rimanere nella storia della Pallanuoto Donne, un match che ha eluso ogni principio non scritto, come quello che preclude ad una squadra di trovare la forza per riequilibrare un match ormai compromesso. Mancavano quattro minuti al termine, il 7 Rosa perdeva 12-7. Dopo un avvio sfavillante (il primo tempo si era concluso 5-1!), frutto più di errori marchiani (ed in certi casi fantascientifici) delle nostre avversarie che di una nostra condotta di gara encomiabile, le ragazze di Fiori subiranno il ritorno inesorabile delle russe, che alla lunga fanno emergere la loro superiorità.</p>
<p style="text-align: justify;">Le azzurre si disuniscono, specie in attacco, dove proprio non riescono a ragionare. L’esito ormai è scontato. La Russia si avvia a surclassarci. Il 12-7 non lascia adito a rimonte. Ma proprio nel punto di non ritorno succede qualcosa che ha dell’inverosimile, facendoci gridare al miracolo. Segneremo 5 gol in 4 minuti, senza fallire una sola occasione, alzando la saracinesca in difesa. “Merito” anche delle russe certo, che hanno staccato la spina troppo presto, forse sottovalutando la forza d’animo di Emmolo &amp; c.</p>
<p><strong><span id="more-3749"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia era già qualificata ai Quarti, ma questo pareggio (che ha il sapore della vittoria) ci da la consapevolezza (speriamo non l’illusione) che nella Pallanuoto tutto è possibile, ed è lecito sognare anche per un team approssimativo come il nostro. Ecco il commento del nostro Ct:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Sembra che non   conosciamo le mezze misure. O tutto o niente. Alla  vigilia dell&#8217;Europeo   avevo detto che la componente dell&#8217;inesperienza  era molto pericolosa, il   primo avversario da battere. Purtroppo non mi  sono sbagliato. Contro la   Russia abbiamo dimostrato di saper giocare a  pallanuoto; all&#8217;inizio e alla   fine abbiamo difeso bene, sfruttato con  continuità la superiorità numerica.   Nel mezzo ci siamo totalmente  arresi alla Russia, che ha segnato in tutti i   modi, anche approfittando di nostri errori, a volte banali. Dobbiamo imparare   a  gestire il risultato, le fasi della partita; continuare a crescere e a    credere nelle nostre potenzialità. Tutto è ancora possibile se  giocheremo con   determinazione e attenzione.</p>
</blockquote>
<p><strong>Russia-Italia 12-12</strong></p>
<p><strong>Russia: </strong>Protsenko, Glyzina 1, Prokofyeva 2 (1 rig.), Konukh 2,  Pustynnikova,   Ryzhova-Alenicheva, Tankeeva 2, Soboleva, Antonova 2,  Belyaeva, Ivanova 3,   Gaufler, Kovtunovskaya. All. Kabanov.</p>
<p><strong>Italia: </strong>Gigli, Abbate 1, Casanova 1, Radicchi 1, Motta 2, Garibotti 2 (1    rig.), Aiello, Bianconi 2, Emmolo 3, Rocco, Cotti, Frassinetti,  Gorlero. All.   Fiori.</p>
<p><strong>Arbitri: </strong>Bender (Ger) e Juhasz (Ung).</p>
<p><strong>Note: </strong>parziali 1-5, 5-0, 2-1, 4-6. Espulsa per proteste Casanova   (I) a  1&#8242;44 del quarto tempo. Uscite per limite di falli Radicchi (I) a 1&#8242;30,    Pustynnikova (R) a 3&#8242;05, Ryzhova-Alenicheva (R) a 5&#8242;30, Abbate (I) a  6&#8242;05,   Ivanova (R) a 6&#8242;19 nel quarto parziale. Superiorità numeriche:  Russia 6/13,   Italia 9/11. Spettatori 500 circa.</p>
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		<title>Milan imperfetto: carenze in difesa e a centrocampo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 10:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Milan]]></category>
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		<description><![CDATA[Diciamo la verità: nelle ultime due settimane molti opinionisti hanno perso la testa e hanno sparato giudizi fin troppo azzardati circa le probabilità di successo della nostra squadra. E&#8217; necessario quindi che, da parte di coloro che hanno una buona memoria storica circa i fatti milanisti, venga puntualizzato quanto segue. Senza nulla togliere ai progressi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Diciamo la verità: nelle ultime due settimane molti opinionisti hanno perso la testa e hanno sparato giudizi fin troppo azzardati circa le probabilità di successo della nostra squadra. E&#8217; necessario quindi che, da parte di coloro che hanno una buona memoria storica circa i fatti milanisti, venga puntualizzato quanto segue. Senza nulla togliere ai progressi tecnico-tattici sopraggiunti con l’arrivo di un allenatore in gamba come Allegri e di tre giocatori di valore come Ibrahimovic, Robinho e Boateng, bisogna però tener presenti le manifeste carenze che la nostra rosa possiede, e non da quest’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Come prima, va menzionata quella che interessa il reparto difensivo, per la seconda stagione orfano di Paolo Maldini e privo, nella zona centrale, di una valida alternativa al fragilissimo Alessandro Nesta. Certo, c’è Thiago Silva; tuttavia il brasiliano sarà costretto agli straordinari, non avendo sostituti all’altezza in panchina, né potendo giocare sempre con Nesta che, proprio per la fragilità a cui sopra accennavo, meglio avrebbe fatto ad appendere le scarpette al chiodo alla fine dell’ultima travagliata stagione.</p>
<p><strong><span id="more-3761"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se il centro piange, le fasce non stanno certamente meglio. Tolti Antonini e Papastathopulos (che Allegri inopinatamente vede meglio da centrale), tutti gli altri terzini mostrano limiti tecnici evidenti, tali da garantire loro non più che un posto in panchina in una squadra che  &#8211; come lo stesso Allegri ha proclamato &#8211; ambisce a trionfare in Europa.  Ma chiaramente a nessun analista televisivo, così come della carta stampata, verrebbe attualmente in mente di rilevare come i posti che nel Barcellona sono di Daniel Alves, Maxwell, Adriano e Abidal, nel Milan sono ricoperti da Zambrotta, Oddo, Jankuloski e Abate&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">A centrocampo le cose vanno leggermente meglio, nonostante un’ostinata volontà da parte di giocatori e società a proseguire rapporti professionali che deteriorano i risultati della squadra. Giocatori come Pirlo, Seedorf e Gattuso stanno raschiando il fondo del barile delle loro potenzialità fisiche ormai da troppo tempo. E, come è d’uso al Milan, nulla si fa da parte per proporre una logica soluzione, se non di profilo tecnico, almeno generazionale. Si è infatti preferito investire soldi in un già valido attacco piuttosto che assicurarsi, ad esempio, il cartellino di quel Boateng che insieme ad Ambrosini e Flamini costituirà l’unico terzetto fisicamente decente a metà campo. Si è infine promosso in prima squadra un giovane poco promettente come Strasser evitando di spendere il becco di un quattrino per una valida mezzala come Lazzari o di accaparrarsi lo svincolato e sempre utile Maresca.</p>
<p style="text-align: justify;">Come visto da questa rapida e per giunta incompleta analisi dei punti dolenti della rosa, non ci sarà ragione di abbattersi se a fine anno i proclami del presidente e del mister saranno ridimensionati dai risultati del campo; né c’è motivo per illudersi ora, cullandoci troppo nelle inebrianti parole ed immagini che i media sono bravi a propinarci.</p>
<p style="text-align: justify;">[Sebastiano Molinelli - Fonte: www.ilveromilanista.it]</p>
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		<title>Champions &#8211; Velocità, grinta e corsie esterne: These are the Spurs</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 10:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità & Statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[La seconda squadra venuta fuori dalle urne di Montecarlo nel gruppo A è il Tottenham Hotspur, quarta forza inglese dello scorso campionato, qualificatasi dopo aver strapazzato gli Young Boys a White Hart Lane per 4-0 grazie alla tripletta di Peter Crouch e al gol di Defoe. La squadra allenata da Harry Redknapp, che non raggiungeva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La seconda squadra venuta fuori dalle urne di Montecarlo nel gruppo A è il Tottenham Hotspur, quarta forza inglese dello scorso campionato, qualificatasi dopo aver strapazzato gli Young Boys a White Hart Lane per 4-0 grazie alla tripletta di Peter Crouch e al gol di Defoe. La squadra allenata da Harry Redknapp, che non raggiungeva la Champions dal lontano 1961, ha così sovvertito quella mezz’ora da incubo in Svizzera, dove prese tre gol in pochi minuti salvo poi rimediare con Bassong e Pavulychenko, sistemando la situazione con il 3-2 finale, apripista del trionfo sotto il diluvio di Londra. La squadra di Redknapp è tutt’altro che semplice: gli inglesi giocano con uno classico 4-4-2, dove le fasce hanno grande importanza. Il croato Vedran Corluka ed Aaron Lennon da una parte e Benoit Assou-Ekkoto e Gareth Bale dall’altra, offrono spinta, dribbling e cross invitanti, pronti ad essere sfruttati dai 200 centimetri di Peter Crouch.</p>
<p>L’inglese, risolti i problemi di vita privata, è tornato a segnare in Champions e sarà uno dei pericoli numero uno per i nerazzurri, oltre che vecchia conoscenza di Rafa Benitez, ai tempi di Anfield. Oltre a lui occhi puntati su Jermain Defoe, furetto offensivo del team di Redknapp, pronto a punire negli spazi brevi, e sull&#8217;ultimo arrivato, ovvero Rafael Van der Vaart, prelevato dal Real Madrid proprio nelle ultime ore di mercato.<strong><span id="more-3763"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per il resto i londinesi annoverano nelle loro fila giocatori di classe come Luka Modric, l’ex pupillo di Mourinho Jermaine Jenas, lo scorso gennaio accostato diverse volte all’Inter, e Sandro, nuovo acquisto, prelevato dall’Internacional di Porto Alegre. Senza dimenticare Giovani dos Santos, pronto alla conferma dopo un buon Mondiale con la nazionale messicana. In difesa Bassong e Huddlestone hanno mostrato la loro inesperienza nelle gare che contano, fattore da sfruttare per la squadra di Benitez. Meglio con il capitano Ledley King, affetto però da cronici problemi alle caviglie e perciò anche lui superabile dai vari Eto’o, Milito e Pandev. Poi sarà interessante vedere le sfide Bale-Maicon, col gallese che si candida ad essere l’astro nascente del calcio gallese. Sempre pronti a far male i vari Roman Pavulychenko, l’evergreen Robbie Keane ed il croato Niko Kranjčar.</p>
<p style="text-align: justify;">Una squadra temibile, soprattutto a White Hart Lane, con il calore dei loro fans i nord londinesi hanno fatto cadere il Chelsea ‘mangia-Premier’ lo scorso aprile per 2-1, con gol di Defoe e Bale e fatto soffrire le altre big inglesi. Rafa Benitez li conosce bene e sa quanto possono far male gli Spurs di Harry Redknapp.</p>
<p style="text-align: justify;">[Fabrizio Romano - Fonte: www.fcinternews.it]</p>
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		<title>Ecco com&#8217;è veramente andata tra Borriello e la Roma. Milan, Robinho esclude Dinho. Juve e Fiorentina, regine delle deluse</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 08:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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		<description><![CDATA[Hanno sperato fino all&#8217;ultimo di piazzare il colpo, Juventus e  Fiorentina, poi si sono ritrovate con Rinaudo, a Torino, e Cerci a  Firenze. Hanno aspettato con pazienza ma alla fine ce l&#8217;hanno fatta:  Milan e Roma, ad allestire un attacco stellare, per ridurre il gap  dall&#8217;Inter sorniona e silenziosa. Oggi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Hanno sperato fino all&#8217;ultimo di piazzare il colpo, Juventus e  Fiorentina, poi si sono ritrovate con Rinaudo, a Torino, e Cerci a  Firenze. Hanno aspettato con pazienza ma alla fine ce l&#8217;hanno fatta:  Milan e Roma, ad allestire un attacco stellare, per ridurre il gap  dall&#8217;Inter sorniona e silenziosa. Oggi a mercato chiuso escono i primi  retroscena ed emergono i rimpianti, per quel che poteva essere ma  evidentemente non è stato. Le porte a vetri dell&#8217;Ata Executive, di  Milano, si sono chiuse alle 19.00 in punto di un lunedì afoso.</p>
<p style="text-align: justify;">La trattativa dell&#8217;anno è stata del Milan: Ibrahimovic è l&#8217;attaccante  che ti cambia tre reparti in un colpo solo. Robinho è la ciliegina ma  evidentemente esclude Ronaldinho. Chi sogna un tridente Pato, Robinho e  Ronaldinho, alle spalle di Ibra, farebbe bene a riaddormentarsi: vederli  tutti insieme sarebbe impossibile per un equilibrio tattico,  indispensabile per il gioco di Allegri. Abbandonare il centrocampo sulle  spalle di Pirlo (che solitamente non è mai stato un gran corridore) e  Boateng, sarebbe l&#8217;errore del secolo. Robinho è la contromossa ad  eventuali capricci invernali di Ronaldinho. Non tralasciamo due aspetti.  A gennaio il Brasilerao deve piazzare i colpi più importanti e il  contratto dell&#8217;ex asso del Barcellona difficilmente sarà rinnovato alle  cifre pretese da De Assis.</p>
<p><strong><span id="more-3759"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo a Roma, Marco Borriello, ha già conquistato tutti. Il  bomber che mancava a questa società, partita con mille difficoltà e  accontentatasi degli unici due colpi a parametro zero, Simplicio e  Adriano. Poi Burdisso e, dulcis in fundo, Borriello hanno cambiato volto  alla squadra di Ranieri. E&#8217; come se ti presenti ad un matrimonio, in  chiesa, con jeans e scarpe da tennis e poi, all&#8217;improvviso, vai al  ristorante con abito scuro e mocassini. La differenza la noti! Ci sono  diverse tappe dell&#8217;affare Borriello che ci siamo persi, nel bailamme  delle ultime ore di mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Adriano Galliani aveva fatto l&#8217;operazione  con l&#8217;amico Beppe Marotta, l&#8217;ingaggio del calciatore per la Juventus era  un problema risolvibile: ballavano circa 450 mila euro. Ad abbattere la  concorrenza della Juve è stata la Roma che sul tavolo ha calato l&#8217;asso  Berlusconi. Una telefonata tra il Premier e Geronzi (Unicredit) ha  cambiato tutto. La Banca di Piazza Cordusio non può permettersi una  falsa partenza in questo avvio di stagione, perché la cessione è  imminente e il prezzo calerebbe vistosamente, in caso di flop della  squadra. Prima la Supercoppa italiana, poi il pareggio all&#8217;esordio con  il Cesena, hanno fatto riflettere Unicredit.</p>
<p style="text-align: justify;">La cessione del club è  prevista entro la fine di ottobre, metà novembre. Il principale  candidato, piaccia o no, resta Giampaolo Angelucci, unico ad aver  offerto la bellezza di 125 milioni di euro per il 51% del club. Geronzi e  Profumo chiedono 160 milioni ma a metà strada ci sarà l&#8217;intesa.  Tornando a Borriello, non è un caso che il ragazzo aveva espressamente  detto di non voler essere ceduto in prestito ma poi all&#8217;improvviso ha  cambiato idea. Berlusconi, su raccomandazione di Unicredit, ha dato il  via libera ad un pagamento nei prossimi tre anni, per un totale di 10  milioni di euro, che andrebbero a gravitare sulla prossima proprietà.  3,4 mln nel 2011, 3,3 mln nel 2012 e altri 3,3 mln nel 2013. Cosa  c&#8217;entra in tutto ciò la famiglia Sensi? Poco o nulla se non per i buoni  rapporti che, da tempo, vanta con il Milan. Il regalo arriva da Milano e  oggi non bisogna ringraziare né Unicredit né Sensi per l&#8217;arrivo di  Borriello in giallorosso. Il messaggino di De Rossi &#8220;Annamo a vince&#8221;?  Pura coreografia. Affari di questo tipo non vanno in porto per sms tra  amici e compagni di squadra.</p>
<p style="text-align: justify;">La Juventus, dopo aver perso Borriello, è rimasta senza attaccante.  Pazzini era irraggiungibile, anche perché con 20 milioni di euro Marotta  sarebbe andato fuori budget, non previsto dal CDA bianconero. E&#8217;  arrivato Rinaudo ma si parlava di Demichelis. Delusa come, o forse più,  della Juventus è la Fiorentina. Mercato da 0-0 per &#8220;Re Pantaleo&#8221; che  perde Jovetic e lo sostituisce con Cerci, riserva delle riserve alla  Roma. Ingaggia Boruc ma in quel ruolo era già coperto con Frey e si  limita al colpo D&#8217;Agostino che porta subito gli effetti sperati.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; stato un mercato strano, come dice Corvino, vediamo adesso se il  campionato sarà il reale specchio di tutte le trattative d&#8217;estate.</p>
<p style="text-align: justify;">[Michele Criscitiello - Fonte: www.tuttomercatoweb.com]</p>
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		<title>Torino: Un piccolo passo avanti, ma non basta</title>
		<link>http://www.calciomagazine.net/2010/09/06/torino-un-piccolo-passo-avanti-ma-non-basta/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 08:37:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serie B e minori]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è tanto discusso durante la settimana se questo fosse o no il Toro  più forte della gestione Cairo, certamente è quello che è partito  peggio, come gioco e come risultati. I motivi sono sotto gli occhi di  tutti, inutile farne un elenco, a questi, si può tranquillamente  aggiungere che, quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si è tanto discusso durante la settimana se questo fosse o no il Toro  più forte della gestione Cairo, certamente è quello che è partito  peggio, come gioco e come risultati. I motivi sono sotto gli occhi di  tutti, inutile farne un elenco, a questi, si può tranquillamente  aggiungere che, quando una squadra cerca un modulo di gioco, ha bisogno  di un certo periodo per assimilarlo ed effettuare i necessari  correttivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per come la vedo io, non vedremo il Toro di Lerda prima  della settima-ottava giornata di campionato, quando cioè avremo visto in  campo tutti gli effettivi della rosa e dato modo a chi deve scegliere  di fare le sue scelte. Dico subito che tecnicamente ed anche in una  prospettiva futura, questa è la squadra che ha il maggior margine di  crescita, sotto il profilo tattico, tecnico, fisico e non ultimo quello  dell’esperienza dei singoli.</p>
<p><strong><span id="more-3756"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nella partita contro il Crotone il Toro è  sicuramente cresciuto nei meccanismi offensivi, migliorato nei movimenti  dei singoli in attacco, capace, in sintesi, di creare trame degne di  nota, piccoli lampi che fanno ben sperare, anche se manca ancora quella  rapidità d’esecuzione, quella brillantezza atletica, che ti permette di  rischiare l’uno contro uno e magari anche di vincerlo. Meno brillante il  centrocampo, che si è ritrovato, anche “grazie” ad un atteggiamento  tattico del Crotone, sempre in inferiorità numerica e sottoposto a  pressing e raddoppio costante. Da censurare invece la difesa che, pronti  via, ha regalato un palla gol al Crotone, ottimo riflesso di Rubinho,  mentre ha poi permesso successivamente a Ginestra di saltare con una  finta due uomini in area di rigore e di servire a Cutolo una palla da  spingere solo dentro, gol incredibilmente sbagliato. Inoltre, in  occasione del gol crotonese, con la compartecipazione del centrocampo,  la stessa difesa ha permesso nuovamente a Cutolo di sistemarsi sulla  trequarti un pallone sul destro, in estrema libertà, e far partire un  tiro di rara bellezza, che con forza, precisione e parabola ottimale si è  infilato sotto l’incrocio dei pali.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma nel Toro c’è molto da lavorare, e, per come la vedo io,  “sistemare” la questione Sgrigna, che non è sicuramente una questione  secondaria. Personalmente avevo nutrito dubbi sulla “bontà” del suo  acquisto, sia chiaro, non sulle qualità del giocatore che ritengo  tecnicamente il migliore del Toro, ma sulla sua collocazione nello  schema di Lerda. Da esterno lo vedo sempre troppo lontano dalla porta,  ed è proprio lì, in prossimità dei sedici metri che Sgrigna, ripeto a  mio parere, diventa devastante, sia come rifinitore sia come fine  esecutore. Lerda comunque saprà sicuramente come fare rendere Sgrigna al  cento per cento, con un Bianchi finalmente in campo, sarà, almeno si  spera, un Toro diverso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In e Out di Torino-Crotone</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rubinho</strong>: un buon esordio, non c’è il minimo dubbio, attento, pronto, sempre in partita. Sul gol non vedo un suo errore di piazzamento.<br />
<strong>Garofalo</strong>: non compie errori, molto meglio in fase  difensiva che non in quella offensiva dove si è visto poco.  Evidentemente il modulo con i quattro davanti gli ha suggerito un  atteggiamento più guardingo, ma la sua spinta in avanti è mancata.<br />
<strong>Obodo</strong>: subentra a Zanetti ed entra subito nell’azione  del gol, aggiunge quella vitalità al centrocampo che nella prima parte  del match era sembrata mancare. Parte dalla panchina per scelta tecnica,  almeno così sembra, alla fine dimostra che si poteva pensarla in modo  diverso.<br />
<strong>Lazarevic</strong>: anche lui subentra a partita in corso,  mette spesso in difficoltà i difensori del Crotone, recupera palloni  importanti, e cerca la linea di fondo, una dote che pochi hanno.<br />
<strong>Iunco</strong>: il migliore in campo per tutto il primo tempo,  recupera palloni spesso impossibili, corre, lotta su ogni pallone,  quantità ma anche qualità. Trova il gol, il suo secondo in maglia  granata, nel suo momento peggiore, quando cioè sembrava non averne più,  chiudendo una bella azione corale. Tatticamente indispensabile.<br />
<strong>Bianchi</strong>: ritrova il campo ed un Toro profondamente  diverso da quello che aveva lasciato, cioè con più frecce al suo arco.  Eppure entra lui e cambia completamente la partita, basta insomma la sua  presenza, e da grande centravanti prende possesso dell’area di rigore.  Non tira molto, quando lo fa segna un gol, annullato per fuorigioco, e  sfiora l’incrocio anticipando di testa il portiere avversario.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Out</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Filipe</strong>: errori vistosi già visti in precedenza. In difesa deve migliorare e non poco. Fase offensiva da rivedere.<br />
<strong>Rivalta</strong>: un uomo della sua esperienza non può  permettersi certi errori, specialmente quando rappresenta il punto di  riferimento per una difesa nuovo ed imbottita di gioventù. Per puro  caso, due suoi errori non si sono trasformati in due gol per il Crotone.<br />
<strong>Carrieri:</strong> i mezzi fisici ci sono, tecnicamente può  solo migliorare. L’intesa con il compagno di reparto non è praticamente  esistita. Purtroppo, spesso si trova costretto a cominciare lui l’azione  di gioco, inevitabile il lancio lungo, quasi mai preciso. Ce la mette  tutta, questo è un ottimo inizio.<br />
<strong>Zanetti</strong>: sbaglia troppo, forse anche per eccesso di  zelo. Meno buono del solito in fase di copertura, ancora una volta  quantità e poca qualità, specialmente quando tocca a lui impostare.<br />
<strong>De Vezze</strong>: era alla prima in granata, e personalmente  non mi è piaciuto. Troppi tocchetti quasi scolastici, e lascia molte  volte l’onere della manovra a Carrieri, quando invece doveva abbassarsi e  iniziare lui l’azione. Meccanismi che verranno, da oliare, ma da lui mi  aspettavo qualcosa in più.<br />
<strong>Gasbarroni</strong>: croce e delizia, più la prima che la  seconda questa volta. Parte bene, poi torna il solito, innamorato del  pallone, dribbling e contro-dribbling, con il risultato di permettere  sempre alla difesa del Crotone di trovare la posizione migliore per  respingere l’attacco. Deve velocizzare l’azione, cercare la profondità, e  verticalizzare quando possibile.<br />
<strong>Sgrigna</strong>: primo tempo da peggiore in campo, solo  soletto sulla fascia destra, peraltro poco cercato dai compagni, ripresa  molto meglio, fino a trovare la penetrazione e l’assist che ti cambia  partita e giudizio. Troppo poco per un pezzo da novanta come lui, che è  un lusso per la serie B. Si può discutere la sua posizione in campo, ma  un giocatore dotato come lui deve andare oltre certi limiti tattici.<br />
<strong>Pellicori</strong>: poca cosa in questa partita. Non è un  giudizio definitivo, anche perché bisogna tenere conto che è arrivato da  pochissimo, che era alla prima nel Toro, e che in attacco sono ancora  da assimilare schemi offensivi nuovi. Insomma avrà tempo per dimostrare  le sue doti, in questa sua prima uscita non mi è piaciuto.<br />
<strong>Lerda</strong>: scelta quasi obbligate in difesa,  un’incredibile abbondanza o quasi in attacco e centrocampo, eppure  alcune scelte non mi hanno convinto, vedi l’esclusione di Obodo, ed il  centrocampo con due giocatori molto simili. Non è ancora il suo Toro, ma  alcuni movimenti, specialmente in attacco cominciano a vedersi.  Insomma, lui per me non sarà mai in discussione, ma contro il Sassuolo  deve essere un Toro profondamente diverso, perché il rischio di giocarsi  la sua stagione in una partita, diventa circostanza sempre meno remota.</p>
<p style="text-align: justify;">[Marina Beccuti - Fonte: www.torinogranata.it]</p>
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		<title>Amaranto raggiunti nel finale dal Siena, 1 a 1</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 08:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Livorno]]></category>
		<category><![CDATA[Serie B e minori]]></category>

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		<description><![CDATA[LIVORNO &#8211; Quando ormai il Livorno stava assaporando il prezioso e meritato successo, figlio della rete messa a segno nel primo tempo da Dionisi, il Siena ha gelato l&#8217;Ardenza con Larrondo, vero e proprio specialista nei gol fatti in zona Cesarini, che ha regalato ai bianconeri il pareggio in questo derby di Toscana dal sapore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">LIVORNO &#8211; Quando ormai il Livorno stava assaporando il prezioso e meritato successo, figlio della rete messa a segno nel primo tempo da Dionisi, il Siena ha gelato l&#8217;Ardenza con Larrondo, vero e proprio specialista nei gol fatti in zona Cesarini, che ha regalato ai bianconeri il pareggio in questo derby di Toscana dal sapore di Serie A. La squadra di Pillon ha comunque mostrato di essere al&#8217;altezzadi quella di Conte, considerata la favorita del campionato di B assieme all&#8217;Atalanta, e ha costruito almeno cinque palle gol con Tavano, Iori e lo stesso Dionisi. Ma la caparbietà e l&#8217;impegno non sono bastai agli amaranto, che nei minuti finali si sono fatti sorprendere. Il Siena ha chiuso la partita in dieci uomini a causa dell&#8217;espulsione di Sestu.</p>
<p><strong><span id="more-3754"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TABELLINO:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Livorno: </strong>De Lucia; Salviato, Perticone, Knezevic, Lambrughi; Surraco, Luci, Iori, Schiattarella (38&#8242; st Pagano); Tavano, Dionisi (40&#8242; st Cellerino). A disp.: Mazzoni, Bernardini, Pieri, Prutsch, Volpe. All. Pillon.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Siena: </strong>Coppola; Vitiello, Rossettini, Terzi, Del Grosso; Troianiello; Sestu, Carobbio (10&#8242; pt Codrea), Rossi (24&#8242; st Kamata); Calaiò (24&#8242; st Larrondo), Mastronunzio. A disp.: Iacobucci, Immobile, Ficagna, Reginaldo. All. Conte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Arbitro:</strong> Baracani di Firenze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Reti:</strong> 16&#8242; pt Dionisi, 40&#8242; st Larrondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note: </strong>serata estiva, campo in condizioni non ottimali, spettatori paganti 4378 più 2571 abbonati per un totale spettatori di 6949 ed un incasso complessivo di 65943 euro. Angoli: 6 a 3 per il Siena. Espulso: Sestu (S) al 46&#8242; st. Ammoniti: Salviato (L), Luci (L), Iori (L), Terzi (S), Calaiò (S), Coppola (S), Sestu (S), Rossettini (S). Recuperi: 5&#8242; pt, 4&#8242; st.</p>
<p style="text-align: justify;">[Marco Ceccarini - Fonte: www.amaranta.it]</p>
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		<title>Atalanta, Colantuono: &#8220;Il campo non era l&#8217;ideale per giocare a calcio, ma meglio non dirlo&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 08:34:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Serie B e minori]]></category>

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		<description><![CDATA[BERGAMO &#8211; Forse, Stefano Colantuono, si aspettava qualcosina di più. Se la prestazione non è stata comunque negativa, i tre punti erano quasi un obbligo. Sulla condizione del campo, però, non vuole soffermarsi più di tanto, dopo le polemiche della partita con il Varese, condizionata dal vento.
L&#8217;analisi di Colantuono parte dall&#8217;assetto tattico: forse qualche cambio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">BERGAMO &#8211; Forse, Stefano Colantuono, si aspettava qualcosina di più. Se la prestazione non è stata comunque negativa, i tre punti erano quasi un obbligo. Sulla condizione del campo, però, non vuole soffermarsi più di tanto, dopo le polemiche della partita con il Varese, condizionata dal vento.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;analisi di Colantuono parte dall&#8217;assetto tattico: forse qualche cambio di troppo nell&#8217;assetto nerazzurro?</strong><br />
«No, abbiamo giocato col 4-4-2, sono cambiati solo gli interpreti,  perchè c&#8217;erano necessità diverse, ed ho schierato giocatori che sanno  dare più qualità tra le linee, ed uno di questi è Doni. Ho scelto,  inoltre, di giocare così per consentire agli esterni di accentrarsi e  provare la conclusione».</p>
<p><strong><span id="more-3752"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come giudica il rientro di Doni?</strong><br />
«Secondo me, ha disputato una buona partita, anche sul piano fisico, correndo fino all&#8217;80&#8242;.»</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong><strong>E la scelta di Ruopolo, invece?</strong><br />
</strong></strong>«Non c&#8217;è niente di strano: abbiamo una rosa di 23-24 titolari, ed in  settimana Ruopolo è apparso più brillante di Ardemagni. Non c&#8217;è nessun  caso».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong><strong>Parliamo ancora dei singoli: Carmona.</strong><br />
</strong></strong> «Ci serviva un giocatore con certe caratteristiche, ha alzato il tasso tecnico ed ha mostrato una buona tenuta fisica».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong><strong>Cosa manca, quindi?</strong><br />
</strong></strong> «Mah, i gol li faremo, addirittura in una circostanza si sono  ostacolati, tra di loro, Ceravolo e Raimondi. Abbiamo preso un palo,  Sicignano ha fatto delle belle parate, c&#8217;è stata anche un po&#8217; di  sfortuna. Il calcio è così, lo accettiamo. Dobbiamo essere più precisi.  Oggi era difficile fare gol, siamo sempre andati lì-lì per farli&#8230;  pazienza: si chiude il libro e si pensa subito alla prossima partita».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong><strong>Contro il Vicenza, le palle inattive hanno creato qualche problema all&#8217;Atalanta. Oggi?</strong><br />
</strong></strong> «Stiamo lavorando anche su questo, e oggi non abbiamo corso rischi, ma su questo fondamento possiamo ancora migliroare».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong>I<strong>l campo non era in perfette condizioni&#8230;</strong><br />
</strong></strong> &#8220;Non dirò mai che le condizioni del campo erano pessime, fermiamoci al  vento di settimana scorsa, sennò si riaprono mille critiche. Le  occasioni le abbiamo avute e quando cresceremo anche sotto l&#8217;aspetto  fisico, probabilmente diventeremo più precisi nelle conclusioni. Alla  squadra posso dire poco, Sicignano è stato molto bravo ad evitare il  gol&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong><strong>Il Forsinone si è difeso in dieci..</strong><br />
</strong></strong> &#8220;Ma non direi che hanno fatto catenaccio, hanno fatto la loro partita e  sfruttato le ripartenze, noi però dobbiamo pensare a noi stessi. Non  potevamo velocizzare molto la manovra, ma eviterò come la peste di  aprlare delle condizioni del campo..&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong><strong>Come mai Ardemagni in panchina?</strong><br />
</strong></strong> &#8220;Perchè questa settimana l&#8217;ho visto meno brillante rispetto a Ruopolo&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong><strong>Nessun infortunio?</strong><br />
</strong></strong> &#8220;No, scelta tecnica&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong><strong>Carmona?</strong><br />
</strong></strong> &#8220;Ha fatto bene, ha ancora margini di miglioramento, ma ha fatto la sua partita in modo positivo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong><strong>Capelli?</strong><br />
</strong></strong> &#8220;L&#8217;ho sostituito perchè aveva problemi allo stomaco&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong><strong>Doni?</strong><br />
</strong></strong> &#8220;Ha fatto una buona partita a sinistra, mi è piaciuto</p>
<p style="text-align: justify;">[Luca Ronchi - Fonte: www.atalantanews.com]</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong>﻿</strong></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Montolivo glissa, l&#8217;Inter osserva: assalto pronto. Retroscena Lukaku</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 08:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>

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		<description><![CDATA[I rifiuti di Riccardo Montolivo sono il caso del momento in quel di Firenze. Sinisa Mihajlovic trema alla sola idea di poter perdere, nel giro di un anno, il gioiello del centrocampo della sua Fiorentina, ma purtroppo la prospettiva pare essere reale. La questione è tutta sul rinnovo di contratto: il club viola propone un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I rifiuti di Riccardo Montolivo sono il caso del momento in quel di Firenze. Sinisa Mihajlovic trema alla sola idea di poter perdere, nel giro di un anno, il gioiello del centrocampo della sua Fiorentina, ma purtroppo la prospettiva pare essere reale. La questione è tutta sul rinnovo di contratto: il club viola propone un quinquennale, ma Montolivo vuol sentirsi sicuro prima di firmare praticamente a vita con la Fiorentina.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi, c&#8217;è anche una questione economica che si sta facendo sempre più intricata, come ha ammesso lo stesso giocatore sollecitato nella tarda serata di ieri dopo il match giocato con la Nazionale: &#8220;Quando tornerò parleremo della storia del mio rinnovo. E&#8217; vero ciò che dice Branchini (il procuratore, ndr), che ancora le cose sono lontane, ma non mi pare questo il luogo dove affrontare certi discorsi&#8221;. Insomma, dichiarazioni tutt&#8217;altro che rassicuranti soprattutto dopo i botta e risposta tra l&#8217;agente Branchini e Corvino, che fanno capire una volta per tutte che la situazione non è affatto idilliaca. Dietro a tutto ciò però, sottolinea anche Datasport, ci sarebbe un pressing importante dell&#8217;Inter che, seppur non si sia ancora mossa ufficialmente, controlla la situazione del centrocampista che per età, caratteristiche e nazionalità italiana piace molto in Corso Vittorio Emanuele.</p>
<p><strong><span id="more-3746"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Montolivo lo sa bene che l&#8217;assalto nerazzurro potrebbe arrivare da un momento all&#8217;altro, soprattutto visti gli ottimi rapporti che Branchini già vanta con l&#8217;Inter, visto che ha in procura Suazo e Biabiany. E quando l&#8217;agente stesso dice che Riccardo non è troppo sicuro della firma proprio perché vuole capire a cosa può portarlo il progetto, sa che una grande potrebbe confermare la carriera di Montolivo ad alti livelli facendogli vincere qualcosa di importante, garanzia che il progetto Fiorentina, in tempi brevi, non può dargli. L&#8217;Inter dunque osserva, come ha già osservato tantissime volte Romelu Lukaku, 17enne belga del quale si parla per i nerazzurri specialmente dall&#8217;Inghilterra. Il Daily Mail ha ipotizzato un&#8217;asta con il Chelsea, ma secondo le ultime voci ad avere un bel vantaggio sarebbe l&#8217;Arsenal, che per facilitare il tutto si porterebbe in casa anche il fratello di Romelu, Jordan Lukaku.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è però un retroscena sull&#8217;idea Lukaku per i nerazzurri: se adesso a richiederlo è stato Benitez, già verso marzo fu José Mourinho a sollecitare l&#8217;Inter nel seguire il ragazzino, tanto da inviare uno 007 a Bruxelles proprio per capire al meglio le potenzialità di questo baby fenomeno. Anche quando il mercato è chiuso, l&#8217;Inter sa come muoversi&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">[Fabrizio Romano - Fonte: www.fcinternews.it]</p>
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		<title>I voti al mercato di Milan, Inter e Juve. Roma, che colpo Borriello. Cassano già incanta. Torino sveglia!</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 08:50:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milan]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>

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		<description><![CDATA[La Nazionale italiana vince grazie a Cassano, ma si sapeva che il genio del barese poteva fare la differenza. E&#8217; un giocatore che se sente la fiducia del ct, lo ripaga mettendoci estro e tanto cuore. La prestazione degli azzurri e stata ampiamente sufficiente, anche se si può ancora migliorare. Il gioco per un commissario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Nazionale italiana vince grazie a Cassano, ma si sapeva che il genio del barese poteva fare la differenza. E&#8217; un giocatore che se sente la fiducia del ct, lo ripaga mettendoci estro e tanto cuore. La prestazione degli azzurri e stata ampiamente sufficiente, anche se si può ancora migliorare. Il gioco per un commissario tecnico è sempre un compito difficile da applicare, Prandelli ci sta mettendo tutto il buon senso che lo contraddistingue e qualcosa comincia già a vedersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ct era la persona giusta per creare un nuovo ciclo, sa puntare sui giovani e sa farsi apprezzare per le sue doti, oltre che tecniche, anche umane, il che non gusta mai. Lasciando il capitolo Nazionale, affrontiamo un viaggio tra le squadre protagoniste del mercato. Il Milan è partito in sordina ma penso che era tutto preparato. Galliani e Braida sapevano che i tifosi si aspettavano qualcosa di importante, e dopo averli fatti spazientire al punto giusto, hanno portato due fenomeni. Il Milan è passato da un mercato da 5,5 ad un mercato da 9,5.</p>
<p><strong><span id="more-3742"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Volevo dare 10 ma in difesa qualcosina in più poteva esser fatto, ma si sà che a stuzzicare la fantasia dei tifosi bastono i grandi nomi. L&#8217;Inter voleva Kuyt e il Liverpool non l&#8217;ha venduto. Acquistare un giocatore tanto per prenderlo non è convenuto ai nerazzurri, anche in memoria degli errori commessi in passato. Dunque solo per il mercato in uscita voto 7. Mi ripeterò, mi dispiace per Balotelli (ma da DS dico che Branca non poteva fare diversamente). Juve voto 8. Ha puntato tutto o quasi su giocatori italiani, vediamo se la strategia di Marotta e Paratici pagherà. I giocatori arrivati non hanno scaldato la piazza (solo Aquilani e Quagliarella), Krasic (buon giocatore) sarà chiamato a diventare il nuovo Nedved. Alla Juve nessuno più parla di Iaquinta, ma quando rientrerà sarà un acquisto in più per Delneri.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono curioso di vedere Rinaudo come sfrutterà l&#8217;occasione della vita. Milan alla pari dell&#8217;inter, con la fame si spodestare i cugini dal podio. Borriello grande colpo della Roma, in squadra mancava un ariete così Ranieri ha avuto ciò che si aspettava. Per me è stata un&#8217;ottima operazione, ci hanno guadagnato tutti. Uno sguardo in serie B, dove tutti fanno punti tranne quel Toro che doveva prontamente risalire in serie A. Il Torino deve riprendersi in fretta, la serie B è tortuosa. Lo scorso campionato i granata hanno cominciato bene ma poi non sono riusciti ad ottenere la promozione. Lerda ha tempo per forgiare la squadra, ma deve darsi una mossa.</p>
<p style="text-align: justify;">[Malu' Mpasinkatu - Fonte: www.tuttomercatoweb.com]</p>
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		</item>
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		<title>Menez: &#8220;Ho sentito tanta pressione e non sono riuscito ad esprimermi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 08:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>

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		<description><![CDATA[La Francia perde con la Bielorussia e la stampa transalpina si scaglia contro Jeremy Menez. Il talento giallorosso, come riportato dal portale FranceFootball.fr, ammette: «Sono desolato. Ho sentito un sacco di pressione. Mi dispiace solo che non ho mostrato quello che posso fare. Ma sono sicuro che pian piano mi scioglierò. Ho subito anche molti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Francia perde con la Bielorussia e la stampa transalpina si scaglia contro Jeremy Menez. Il talento giallorosso, come riportato dal portale FranceFootball.fr, ammette: «Sono desolato. Ho sentito un sacco di pressione. Mi dispiace solo che non ho mostrato quello che posso fare. Ma sono sicuro che pian piano mi scioglierò. Ho subito anche molti falli, eravamo troppo lenti in alcune occasioni». C&#8217;è ancora speranza: «Tutti noi abbiamo le qualità per fare bene, non possiamo gettare via tutto. Martedì in Bosnia sarà dura. Ma nelle difficoltà può nascere un grande gruppo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span id="more-3739"></span></strong>[Emanuele Melfi - Fonte: www.tuttomercatoweb.com]</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Europei di Pallanuoto: 7 bello qualificato alla fase ad eliminazione diretta</title>
		<link>http://www.calciomagazine.net/2010/09/05/europei-di-pallanuoto-7-bello-qualificato-alla-fase-ad-eliminazione-diretta/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 08:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Sigona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pallanuoto]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli azzurri di Campagna, dopo aver superato nell’ordine Spagna, Montenegro e Turchia, hanno raccolto la piena posta anche al cospetto della Romania, 10-7, palesando in primis un reparto difensivo di una caratura sensazionale, chiave di volta di un match che altrimenti avrebbe potuto riservare emozioni tutt’alro che positive.
I nostri hanno invece sprecato un po’ in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gli azzurri di Campagna, dopo aver superato nell’ordine Spagna, Montenegro e Turchia, hanno raccolto la piena posta anche al cospetto della Romania, 10-7, palesando in primis un reparto difensivo di una caratura sensazionale, chiave di volta di un match che altrimenti avrebbe potuto riservare emozioni tutt’alro che positive.</p>
<p style="text-align: justify;">I nostri hanno invece sprecato un po’ in attacco, ma per la perfezione c’è ancora tempo.  Italia che in tal modo ottiene il pass per il turno successivo (e per i prossimi Mondiali), e se faranno bene anche contro la Croazia si andrà direttamente in Semifinale. Ecco il commento a fine gara del Ct Campagna: “Sono molto contento perché i ragazzi hanno raggiunto il primo traguardo e compiuto un saltino in avanti. Ora vedremo se saranno in grado di compiere un saltone.</p>
<p><strong><span id="more-3699"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ci siamo preparati psicologicamente per questo, ma aspettiamo ulteriori verifiche dalla difficile partita con la Croazia e dalla fase a eliminazione diretta. La squadra sta crescendo nel suo insieme, sia collettivamente sia individualmente. Ci sono coesione, personalità e grandi motivazioni. Devono continuare a giocare con umiltà e determinazione. I ragazzi stanno raccogliendo i frutti del lavoro svolto in avvicinamento agli Europei, coi collegiali al centro federale di Ostia e le amichevoli e i tornei internazionali, ma ora arriva il difficile e non bisogna deconcentrarsi. Ripeto: abbiamo compiuto solo un saltino e ringrazio i dirigenti e i tecnici societari per la collaborazione e il Presidente Paolo Barelli per la vicinanza e la disponibilità con cui ci ha sostenuto e ci continua a seguire&#8221;.</p>
<p><strong>Italia-Romania 10-7 il tabellino</strong></p>
<p><strong>Italia: </strong>Tempesti, Luongo 1, Gitto 1, Figlioli 3, Bertoli, Felugo,  Giacoppo 2,   Gallo 1, Presciutti 1, Fiorentini, Aicardi, Deserti 1,  Pastorino. All.   Campagna.</p>
<p><strong>Romania:</strong> Stoenescu, Radu 3, Negrean 1, Diaconu 1, Iosep 1 (rig.), Busila  1,   Chioveanu, Matei Guiman, Cretu, Georgescu, Ghiban, Kadar,  Dragusin. All.   Kovacs.</p>
<p>Arbitri: Naumov (Rus) e Stavropoulos (Gre).</p>
<p>Note: parziali 4-2, 1-1, 2-1, 3-3. Uscito per limite di falli Bertoli  (I) a   7&#8242;17 del terzo tempo. Superiorità numeriche: Italia 6/8, Romania  2/9.   Ammonito Presciutti (I) nel secondo tempo. Spettatori 800 circa.  In tribuna   staff e atlete della Nazionale di pallanuoto femminile.</p>
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		<title>Ciclismo, 7° tappa Vuelta: Ale Jet riaccende i motori</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 19:55:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Sigona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sentivamo quasi patetici nel voler pretendere da Alessandro Petacchi, visibilmente in declino, un successo di tappa in questa Vuelta. Confidavamo ancora in lui malgrado si capisse come non fosse in grado di sprigionare quella potenza necessaria per imporsi in una tappa davanti a gente come Farrar e Cavendish. Le frazioni precedenti lo avevano relegato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ci sentivamo quasi patetici nel voler pretendere da Alessandro Petacchi, visibilmente in declino, un successo di tappa in questa Vuelta. Confidavamo ancora in lui malgrado si capisse come non fosse in grado di sprigionare quella potenza necessaria per imporsi in una tappa davanti a gente come Farrar e Cavendish. Le frazioni precedenti lo avevano relegato ai margini delle aspettative, risucchiato nell’oblio della propria carriera.</p>
<p style="text-align: justify;">Il jet, quello che rombava come nessun altro prima di decollare ed atterrare sulle ali della gloria, sembrava aver spento i motori, o comunque, si aveva la sensazione che si fossero ormai usurati i meccanismi deputati al suo funzionamento. Faceva quasi tenerezza mista a rabbia nel vederlo sprintare senza speranze. In noi, che lo amiamo, c’era una sorta di rassegnazione che andava a fondersi con l’utopistica speranza di rivederlo tagliare il traguardo a braccia levate, rivivendo, magari per un solo giorno, le emozioni che un tempo erano routine, quando Petacchi era semi imbattibile, quando si era costruito una rendita che gli avrebbe garantito un futuro da leggenda del pedale.</p>
<p><strong><span id="more-3735"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma, per la serie “A volte ritornano” ad Orihuela il sogno si è tramutato in realtà. Petacchi ha fatto rombare i motori lasciando dietro di se una scia che avrebbe avviluppato persino Cavendish, battuto di mezza bicicletta, quasi a voler ricordare al britannico chi era il vero Petacchi: un mostro. Un mostro capace di mietere record su record, di vincere 20 tappe alla Vuelta (2° di sempre), 6 al Tour (su 3 partecipazioni appena!) e 26 al Giro, per un totale di 52 che lo pongono al 3° posto all time, dietro Cipollini (57) e super Merckx 65. A 36 anni Petacchi sarà sul viale del tramonto, ma fra un albero e l’altro c’è ancora spazio per le ultime glòrie. “Oggi, tutto quanto programmato nella riunione pre-corsa, è stato realizzato in maniera perfetta &#8211; ha spigato un soddisfatto Piovani, ds della Lampre-Farnese Vini in coppia con Vicino &#8211; Abbiamo tenuto sotto controllo la fuga dei quattro attaccanti, andando a riprenderli con una tempistica invidiabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi i ragazzi hanno condotto Petacchi nel finale nella migliore maniera possibile: il personale della nostra squadra che si occupa dell&#8217;arrivo ci aveva comunicato che a 350 metri la strada si restringeva molto, una informazione molto utile che ci ha convinto a prendere gli ultimi 500 metri con convinzione in testa al gruppo. Petacchi ha poi rifinito nella migliore maniera possibile tutto questo lavoro&#8221;. &#8220;Vittoria bellissima: mi regala tanta soddisfazione in quanto risultato di un grande lavoro dei miei compagni &#8211; ha spiegato Petacchi dopo la corsa &#8211; Ho bene in mente ogni metro da quando siamo passati a 2 km dal traguardo: prima si è messo Bole in testa al gruppo, alzando la velocità e tenendo un ottimo passo per tantissimo, dato che si è spostato solo ai -700 mt; quindi è stato il turno di Furlan tirare fino all&#8217;imbocco di una chicane, punto nel quale la strada si stringeva; Hondo si è lanciato ad altissima velocità nelle due curve, io l&#8217;ho seguito e sono partito ai 200 mt con una velocità nettamente superiore a quella degli avversari. In queste prime tappe ho pedalato con ben fisso in mente l&#8217;obiettivo della vittoria di tappa, la mia concentrazione era volta solo a questo traguardo: mi è dispiaciuto non aver colto il successo nelle due occasioni precedenti, ma ora posso festeggiare la vittoria con la squadra”.</p>
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		<title>Lo strano caso di Borriel-himovic, in Paradiso all&#8217;improvviso: è davvero lui l&#8217;anti-IbRoPaRo?</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 13:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Milan]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno dice sia il Milan più forte degli ultimi 15 anni: bisognerà  dimostrarlo sul campo a partire già da Cesena, certo che sulla carta  l&#8217;affermazione è tutt&#8217;altro che campata in aria. La scorsa settimana  avevamo anticipato lo spiraglio persistente per Robinho e, detto-fatto,  il Presidente ha fatto l&#8217;ultimo regalo ai suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qualcuno dice sia il Milan più forte degli ultimi 15 anni: bisognerà  dimostrarlo sul campo a partire già da Cesena, certo che sulla carta  l&#8217;affermazione è tutt&#8217;altro che campata in aria. La scorsa settimana  avevamo anticipato lo spiraglio persistente per Robinho e, detto-fatto,  il Presidente ha fatto l&#8217;ultimo regalo ai suoi tifosi: l&#8217;arrivo del  Pelezinho ha il sapore della ciliegina (e che ciliegina) su una torta  finalmente di altissima pasticceria, una squadra che potrà lottare su  ogni fronte su cui è impegnata senza troppi problemi, a patto di non  cadere mai nel narcisismo calcistico: a quello ci penserà Mister  Allegri, riguardo cui i feedback da Milanello sono ogni giorno migliori.</p>
<p style="text-align: justify;">La nascita del nuovo Milan ha avuto anche un prezzo da pagare, il  sacrificio di Marco Borriello e Klaas Jan Huntelaar: se quello  dell&#8217;olandese era preventivato, quello del napoletano mi ha lasciato  sorpreso per diversi motivi. Innanzitutto ho trovato assolutamente  fuoriluogo le sue dichiarazioni nel post-partita di Milan-Lecce: sono  sempre stato un estimatore della prima ora di Marco Borriello, ma quelle  parole, a 48 ore dalla chiusura del mercato, sono state un fulmine a  ciel sereno e probabilmente una mossa incosciente. In molti hanno  abbinato l&#8217;operazione Robinho in stretta relazione a quella Borriello in  uscita: falso, il Milan avrebbe acquistato l&#8217;ex Santos anche in caso di  permanenza dell&#8217;ex numero 22.</p>
<p><strong><span id="more-3733"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Avere un&#8217;ottima riserva per un  fuoriclasse come Ibrahimovic avrebbe reso il Milan ancor più competitivo  ed avrebbe aumentato le possibilità di vincere qualcosa: Marco non ci  ha pensato o forse ha sottovalutato questo aspetto, obnubilato  dall&#8217;ormai persa titolarità in favore di Zlatan. Da lì, la trattativa  con la Juventus, il rifiuto, la firma con la Roma: &#8220;Ho coronato il mio  sogno&#8221; ha dichiarato ai microfoni di Roma Channel&#8230; Una dichiarazione  che ha destato qualche sorpresa: a nessuno risultava questa smania di  giallorosso prima dello sbarco all&#8217;ombra della Madunina di Ibracadabra,  ma nel gioco dell&#8217;arruffianarsi i nuovi tifosi tutto è permesso. Il  Milan deve molto a Borriello, perchè in una stagione di indiscussa  difficoltà tecnica e non solo, il ragazzo da San Giovanni a Teduccio ha  saputo caricarsi sulle spalle la squadra con la capacità di cementare lo  spogliatoio ed addirittura di entusiasmare i tifosi con gol stupendi:  Borriello deve ancor di più al Milan, perchè anche quando avrebbe potuto  scaricarlo con buone ragioni, non l&#8217;ha fatto&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perchè forse  quella frase è stata un po&#8217; infelice, ma è stata ben pareggiata dai  ringraziamenti al club rossonero il giorno della presentazione: sia  l&#8217;uomo che il calciatore Borriello allora meritano solo il meglio, con  la speranza di vederlo trionfare in maglia azzurra presto, Prandelli  permettendo. Ciò che nell&#8217;affare Borriello mi ha lasciato basito però è  il background in cui si è svolta e l&#8217;eco mediatica che ha avuto: &#8220;Con  Borriello, la Roma raggiunge l&#8217;Inter e risponde al Milan&#8221; hanno scritto  diversi quotidiani, mentre centinaia di tifosi in delirio accoglievano  il bomber all&#8217;aeroporto. Onestamente, al Milan non si erano mai accorti  di avere &#8220;un giocatore che fa la differenza&#8221; in una misura tale, o  meglio, nessuno mai l&#8217;aveva sdoganato pubblicamente: sembrano lontani  anni luce i tempi in cui, in ogni tabella, veniva sottolineata  l&#8217;inferiorità del reparto offensivo milanista, dovuta evidentemente  proprio alla presenza di Borriello, posto (e che qualcuno ci dica il  contrario) che Ronaldinho e Pato non possano di certo essere inferiori a  Totti e Vucinic.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando Lippi tagliò dalla spedizione mondiale  Borriello, non ci furono indignazioni pubbliche, anzi: portare Pazzini,  Quagliarella, Iaquinta (non Ibrahimovic, per tornare a bomba) al suo  posto sembrava l&#8217;unica scelta da fare, senza ombra di discussione.  Borriello insomma non guadagnerà più soldi in giallorosso, ma di certo  ha guadagnato nel giro di un&#8217;ora uno status che nessuno gli aveva mai  riconosciuto: quello di campione in grado di decidere gli equilibri di  un campionato nella corsa allo scudetto. Tuttavia i termini dell&#8217;accordo  economico raggiunto tra Milan e Roma (a proposito, occhio a Mexes), non  lasciano intuire troppa preoccupazione nella mente di una vecchia volpe  del mercato come Adriano Galliani: con l&#8217;IbRoPaRo in campo. o con una  Champions in bacheca nel caso dell&#8217;Inter, probabilmente è più facile  sorridere di questa strana beatificazione mediatica, piuttosto che  preoccuparsene&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">[Francesco Letizia - Fonte: www.tuttomercatoweb.com]</p>
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		<title>Benitez e i dubbi tattici: due soluzioni per tornare al top</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 13:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ vero. Gli esami, nella vita non finiscono mai. E Rafa Benitez, che non a caso viene chiamato Professore, lo sa. La sua Inter sta attraversando una fase di passaggio ed è chiaro che non si può avere il miglior gioco e la migliore predisposizione tattica. Come dice lui stesso, ci vuole tempo. Innanzitutto lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ vero. Gli esami, nella vita non finiscono mai. E Rafa Benitez, che non a caso viene chiamato Professore, lo sa. La sua Inter sta attraversando una fase di passaggio ed è chiaro che non si può avere il miglior gioco e la migliore predisposizione tattica. Come dice lui stesso, ci vuole tempo. Innanzitutto lo spagnolo continuerà a lavorare sulla testa e sul fisico dei suoi, giacché l’inflessione in fatto di prestazioni è figlia di una condizione fisica ancora tutta da ritrovare.</p>
<p style="text-align: justify;">Riacquisita quest’ultima, Rafa inculcherà alla squadra il suo credo ed il progressivo passaggio dal 4-2-3-1 di stampo mourinhano a due altre soluzioni tattiche: un 4-4-2 a rombo ed un 4-3-3. Il primo modulo venne utilizzato da Josè Mourinho la scorsa stagione, soprattutto nella prima parte, con Sneijder che giocava a ridosso di due punte, Eto’o e Milito, ai quali, da gennaio, si aggiunse anche Goran Pandev. L’Inter aveva nella forza del centrocampo e nella spinta solita di Maicon, la sua forza, sfruttando anche la bravura di Sneijder tra le linee, pronto ad inserirsi e fare gol oppure fornendo interessanti palloni alle punte. Lo Special One, con l’arrivo del macedone dalla Lazio, cominciò a ponderare l’idea che l’Inter potesse supportare non 3, ma addirittura 4 giocatori offensivi.</p>
<p><strong><span id="more-3731"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La squadra era matura e la partita di Londra, contro il Chelsea, ne fu la prova: Inter corta, determinata che vince allo Stamford Bridge non solo grazie alla corsa ed alla fisicità che possiede, ma anche grazie al bel gioco, ad uno Sneijder semplicemente straordinario, ad una fase d’attacco simbiotica con quella difensiva (basti vedere un recupero di Eto’o, che sradica il pallone dai piedi di Drogba) ed un’ Inter che da quel momento in poi farà sua questa concezione di calcio, che la porterà ad essere sovrana in Italia ed a scalare la vetta europea sino a porgere il suo vessillo in cima. Il sistema trovato da Josè Mourinho sfruttava al meglio le caratteristiche fisiche e tecniche dei sui campioni: sfruttava la velocità e il cuore da centrocampista di Eto’o e Pandev, letali davanti ma anche bravi dietro in fase di recupero. La classe di Sneijder abile nel lavoro di raccordo tra i reparti e Diego Milito, goleador infallibile, ma anche intelligente nel giocare per la squadra e nel ripiegamento. Mou aveva, inoltre, sfruttato, non solo l’onda dell’entusiasmo verso il possibile triplete , ma anche l’esponenziale crescita fisica nerazzurra, il vero e proprio problema dell’Inter odierna.</p>
<p style="text-align: justify;">Non appena ritrovata questa condizione fisica, Rafa apporterà i suoi cambiamenti: il ritorno al 4-3-1-2 significa essere più pericolosi là davanti, con Eto’o e Milito chiamati a mettere in crisi le difese avversarie, allo stesso momento. Un centrocampo più muscolare ed allo stesso tempo che sappia trattare il pallone, in nome del possesso di palla tanto caro a Rafa, con Thiago Motta e Cambiasso, e capitan Zanetti a pendolare tra la fascia sinistra e la linea mediana. Dejan Stankovic sarà sempre pronto a tornare utile con il suo dinamismo. Biabiany, Coutinho e Goran Pandev sono pronti a subentrare, ed in caso a trasformare il tutto in 4-3-3.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tridente è la seconda opzione tattica dell’ex tecnico di Valencia e Liverpool. Davanti si potrebbe schierare Eto’o, Milito e Sneijder, ma anche Pandev, spostando l’olandese a centrocampo, in una maniera tattica molto simile al 4-2-3-1, ma con i dettami completamente diversi. Il talento olandese sarebbe chiamato a fare lavoro di raccordo tra centrocampo ed attacco, anche se sappiamo bene che gli piace essere più libero dal punto di vista tattico e svariare su tutta la trequarti. Altro punto in agenda di Rafa è la difesa alta, ancora da registrare, nei movimenti e nell’intesa. Ma come lui stesso ama dire, chi vuole sempre tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Benitez dunque lavora per la sua Inter e per il futuro di questa squadra che vuole essere protagonista, in Italia ed in Europa e per questo ci vuole forse un cambio tattico radicale rispetto al passato, anche se ciò significherebbe cancellare il vincente passato.</p>
<p style="text-align: justify;">[Alberto Casavecchia - Fonte: www.fcinternews.it]</p>
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		<title>Mistero bianconero: l&#8217;attaccante smarrito&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 13:27:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è un mistero nell’estate bianconera, un arcano che non è stato svelato. Anzi, nel tentativo di coprirlo è stata ripetuta allo sfinimento una filastrocca dai protagonisti ma qualcosa continua a non tornare ed inquieta gli amanti della Vecchia Signora. Proviamo allora a riavvolgere il nastro per cercare di comprendere le strategie di mercato pianificate in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C’è un mistero nell’estate bianconera, un arcano che non è stato svelato. Anzi, nel tentativo di coprirlo è stata ripetuta allo sfinimento una filastrocca dai protagonisti ma qualcosa continua a non tornare ed inquieta gli amanti della Vecchia Signora. Proviamo allora a riavvolgere il nastro per cercare di comprendere le strategie di mercato pianificate in corso Galfer.</p>
<p style="text-align: justify;">LA SITUAZIONE DI PARTENZA &#8211; Ad inizio ritiro, l’attacco presenta cinque interpreti: Del Piero, Diego (considerato da Delneri una seconda punta), Trezeguet, Iaquinta e Amauri. Si discute sulla necessità di intervenire per rafforzare il reparto offensivo dato che nella passata stagione, nessuno ha toccato la doppia cifra nelle realizzazioni. Tranne Del Piero per motivazioni “storiche” ed anagrafiche, non sembrano esserci intoccabili. Sui giornali si prefigura una rivoluzione là davanti: sembra certo che il budget verrà investito per trovare un uomo gol.</p>
<p><strong><span id="more-3729"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">LA GITA A WOLFSBURG &#8211; Il 9 Agosto Marotta si reca personalmente a Wolfsburg. L’obiettivo dichiarato è Edin Dzeko: per assicurarsi le prestazioni del bomber bosniaco la Juve è pronta a mettere sul piatto come contropartita Diego aggiungendo un conguaglio economico. Gli incontri si concludono con un fumata nera: Hoeness ribadisce che il giocatore non si muoverà almeno per questa stagione. Marotta incassa il no e torna a Torino a mani vuote mentre sulla stampa continuano a circolare i nomi delle possibili alternative. Ma nelle successive due settimane nulla si muove; i tifosi della Vecchia Signora sono in trepidazione ma confidano nel colpo di fine mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">25 AGOSTO: IL D-DAY &#8211; Il 25 Agosto è il giorno della svolta. In poche ore arrivano conferme del passaggio di Trezeguet all’Hercules Alicante e di Diego al Wolfsburg. Tra il ricavo per la vendita del brasiliano e il risparmio sugli ingaggi, il “tesoretto” bianconero sembra rimpinguarsi. Sembra ma evidentemente non è così perché i nomi dei sostituiti non accendono la fantasia del popolo bianconero. La prima scelta è Di Natale  (33 anni…) ma il capocannoniere dell’Udinese rifiuta per ragioni personali. Marotta allora compie un blitz a Napoli e chiude rapidamente per Quagliarella. Prestito oneroso con diritto di riscatto. I tifosi – e la logica – suggeriscono un nuovo intervento per completare il reparto.</p>
<p style="text-align: justify;">NULLA SI MUOVE: LA DELUSIONE FINALE &#8211; Si attendono le ultimi mosse di Marotta e si pensa ad un botto nelle ultime ore di mercato. Sembra fatta per Borriello, ma la trattativa sfuma e la punta preferisce approdare alla Roma. Ad arrivare in bianconero è Leandro Rinaudo, un rincalzo per la difesa. E l’attacco? Marotta dice che è a posto così, Delneri ribadisce il concetto ma sembrano versioni ufficiali che si discostano dai reali pensieri di dirigente ed allenatore. No comment da parte di Andrea Agnelli mentre Blanc si fa notare solo per essersi fatto crescere la barba. Nei tifosi bianconeri subentra la delusione osservando il mercato faraonico del Milan. Si inizia a parlare apertamente di stagione transizione – l’ennesima – e il popolo juventino mostra segni d’insofferenza.</p>
<p style="text-align: justify;">LE POSSIBILI INTERPRETAZIONI DEL MISTERO &#8211; Ripercorrendo le tappe del mercato bianconero, si evidenzia una certezza: in una prima fase Marotta voleva un attaccante ed era disposto ad investire il budget proprio per dare a Delneri un bomber da 20 gol a stagione. Poiché si tratta di un dirigente navigato che difficilmente conduce il mercato in base agli umori quotidiani, è facile supporre che vi sia stato un intervento esterno per dissuaderlo da una simile operazione. Non regge l’ipotesi che improvvisamente la società abbia deciso di dare fiducia al desaparecido Iaquinta o che Quagliarella fosse considerato la panacea di ogni male. Anche perché il napoletano non potrà giocare in Europa League e la penuria di attaccanti arruolabili in Europa dai bianconeri sfiora l’incoscienza. Come se non bastasse la prima giornata col Bari aveva evidenziato l’incompatibilità di Del Piero e Quagliarella, tandem obbligato viste le indisponibilità di Amauri e Iaquinta.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora prende corpo un’altra interpretazione dei fatti. Detto senza troppi fronzoli, è probabile che a metà mercato sia arrivata “dall’alto” una direttiva in cui si  invitava l’ex dirigente Samp a non concludere operazioni onerose. Altro che tesoretto o bonus! Il disavanzo tra le spese per gli acquisti e i ricavi delle cessioni è stato bilanciato dall’abbattimento del monte ingaggi. Un esempio: il prestito oneroso di Quagliarella è stato fissato a 4 milioni mentre l’addio di Trezeguet è arrivato senza conguaglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, il differente ingaggio dei due giocatori rende questo scambio vantaggioso per le casse bianconere. Proprio la necessità di non gravare a bilancio spiega le modalità della cessione di Diego: la Juve ha abbassato la cifra richiesta pur di non rateizzare il pagamento del cartellino del brasiliano. Insomma, Marotta si è trovato spiazzato: non è che non volesse prendere una punta, semplicemente non poteva. Mentre Berlusconi dava il via libera a Galliani per spendere e spandere (l’operazione Ibra costerà sui 90 milioni considerando lo “stipendio” dello svedese), il direttore bianconero doveva fare buon viso a cattivo gioco. E per quanto si possa essere bravi, è difficile completare una rivoluzione senza poter investire. Neanche Galliani o Branca realizzano colpi ad effetto senza l’intervento dei rispettivi presidenti.  Allora, il malcontento bianconero deve trovare un altro target, magari più “in alto”. Se si vuole ricostruire una Juve vincente bisogna volerlo non solo a parole. I tifosi si auguravano in un “regalo” personale sotto forma di campione da parte del nuovo presidente. Sono rimasti delusi un’altra volta…</p>
<p style="text-align: justify;">[Roby D'Ingiullo - Fonte: www.nerosubiancoweb.com]</p>
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