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2010-01-27

Fabrizio Ferron:"Alla Samp mi sono sentito a mio agio.La retrocessione non ha cancellato i ricordi"


E’ stato l’uomo bandiera dell’Atalanta tra il 1988 e il 1996, è diventato protagonista nella Sampdoria dei Mancini, Veron, Mihajlovic e Montella, ha assaporato i gusti europei con entrambe le casacche. Uno tra i migliori portieri in circolazione, che non ha avuto il piacere di conoscere la Nazionale unicamente per la presenza degli intoccabili Zenga e Tacconi, poi per l’esplosione dei vari Pagliuca e Peruzzi. Estremo difensore di grande affidamento e impeccabile professionalità, ha lasciato il segno in ogni piazza dove abbia lavorato. Per analizzare la vigilia della sfida tra Sampdoria e Atalanta e per tuffarci nel passato, Sampdorianews.net ha avuto il piacere di contattare in esclusiva Fabrizio Ferron:

Fabrizio, sei rimasto nel mondo del calcio, o hai preferito dedicarti ad altre attività?

“Con Cusin curo una scuola portieri, la Scuola Portieri 1 tra Bologna, Modena e Ferrara”.

Cosa ha rappresentato la Sampdoria nella tua carriera?

“Una tappa importante. Sono arrivato a Genova dopo 8 lunghi anni all’Atalanta e ho avuto la fortuna di giocare con grandi campioni come Mancini, Montella, Veron, Mihajlovic, in società c’era Enrico Mantovani. Ho trascorso 3 anni bellissimi, la retrocessione è stata un brutto episodio, che non ha cancellato però i miei ricordi blucerchiati”.

Hai qualche ricordo particolare della piazza doriana e dei tifosi della Gradinata Sud?

“Ricordo tuttora la forza dei tifosi, la serata della presentazione ufficiale della squadra al Palazzetto dello Sport, Mancini non riusciva nemmeno a parlare dinanzi a così tanto entusiasmo. A quei tempi il mio allenatore dei portieri era Battara, dal quale ho imparato tantissimo. I tifosi doriani sono sempre stati impeccabili nei miei confronti, li ho sempre rispettati, mi fa piacere essere ancora ricordato con affetto”.

Gioie e rimpianti nel corso di una carriera: cosa ti viene subito in mente? La Nazionale può rappresentare il rimpianto più grande?

“Sono felice di essermi potuto confrontare con così tanti e bravi portieri di un’importante generazione, oltre che scendere in campo per 20 anni a quei livelli. Rimpianti? No, è inutile averli, alla fine credo che ognuno abbia la carriera che si merita, il mondo del calcio è questo, conta farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. Ho giocato in società importanti. L’Atalanta mi ha preso quando ero un ragazzino a San Benedetto, ha creduto in me, ha avuto il coraggio di farmi giocare subito, fu la svolta della mia carriera. Le gioie? Il mio debutto in A contro il Napoli di Maradona e Careca, la vittoria dello spareggio salvezza con il Verona, le varie salvezze, la prima partecipazione Uefa con l’Atalanta, gli anni alla Samp”.

Domenica si sfideranno due tue ex squadre, Samp e Atalanta. Che partita ti aspetti?

“Guardo sempre con molta soddisfazione e attenzione le squadre nelle quali ho giocato, ora da esterno mi piace seguire il calcio per quello che è, con maggior tranquillità. Mi attendo una bella partita, la Samp si è ripresa ad Udine dopo un periodo di difficoltà, ma l’Atalanta ha bisogno di raccogliere punti salvezza”.

L’infortunio subito da Castellazzi ha costretto la società a prelevare sul mercato Storari. Da ex portiere quale è il tuo giudizio nei loro confronti? Al ritorno di Castellazzi si aprirebbe un ballottaggio, è giusta la concorrenza tra portieri?

“Mi spiace per Castellazzi, si era ripreso benissimo dall’infortunio alla spalla, spero di rivederlo in campo al più presto, senza nulla togliere ai sostituti. Storari è un portiere molto affidabile, ha raggiunto una certa maturità, garantisce sicurezza e tranquillità all’intera difesa. Avere due portieri potenzialmente dello stesso livello è un bene per la squadra, tutti vorrebbero giocare, nel calcio di oggi può succedere di tutto tra infortuni e squalifiche, meglio disporre di 2 portieri di grande livello. In carriera non mi sono mai guardato dietro per vedere chi era il mio possibile sostituto, stavo tranquillo e conscio delle mie qualità, il calcio è uno sport, ci sta la competizione, purchè sia sempre leale”.

Come giudichi la decisione della Sampdoria di mandare Fiorillo a farsi le ossa tra i cadetti?

“Era ora, per un giovane è inutile sentirsi sempre dire di essere bravo se poi alla fine non giochi. Fiorillo avrà adesso la possibilità di giocare con maggiore continuità, andando a conoscere le proprie qualità e i propri limiti”.

Quale è il tuo sogno nel cassetto, o progetto che vuoi realizzare nel futuro? “Mi piacerebbe portare avanti la nostra scuola portieri, ritengo che i ragazzi di oggi abbiano bisogno di ricevere ciò che il sottoscritto e altri estremi difensori hanno ricevuto. Faccio riferimento alle figure dei vecchi preparatori dei portieri, che si caratterizzavano per la passione e l’appoggio psicologico. Tutti possono fare gli allenamenti, è fondamentale avere un rapporto importante con i portieri. Oggi quelle figure non ci sono più, conta sempre più soltanto il risultato, i portieri devono essere pronti fin da subito”.

Un saluto ai tifosi blucerchiati e ai sempre più numerosi lettori di Sampdorianews.net

“Saluto i tifosi sampdoriani che con il sottoscritto sono sempre stati straordinari. Ho ricevuto tanto da loro, spero di aver contraccambiato. Chiedo a loro di restare vicino alla squadra come hanno sempre fatto, in modo che i giocatori possano rendere al massimo. Con me è successo, non smetterò di ringraziarli, mi hanno fatto sentire a mio agio”.
|di Diego Anelli - Fonte: www.sampdorianews.net| - articolo letto 871 volte


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