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2007-02-05

Riparte il Calcio ma a quali condizioni?


Giornata cruciale per il calcio italiano. Alle ore 12 i solenni funerali dell'ispettore Raciti, vittima delle barbarie del folle venerdì sera di Catania. Dalle ore 16.30 vertice a Palazzo Chigi tra Coni, Figc e i ministri competenti, Mastella, Amato e Melandri. Di certo sono previsti drastici provvedimenti per il futuro. Le ipotesi sono diverse dalla ripresa immediata del campionato ma a "porte chiuse" alla inibizione della presenza del pubblico ospite, alla presenza garantita soltanto agli abbonati. Di certo senza reali garanzie non ci potranno essere i giusti presupposti per ricominciare. Molte società, dopo questa giornata di riflessione nutrono la voglia di riprendere presto il campionato. Non dimentichiamoci che slittare di 1 o 2 giornata ha peso per chi ha organizzato e deve riorganizzare la gestione di trasferta ed eventi sportivi. Niente di certo davanti alla morte di una innocente vittima a servizio della Nazione (anche se purtroppo gesti di intolleranza e di follia continuano a seminarsi tra le frange più estremiste di alcune tifoserie con scritte oltraggiose che lasciano senza parole). A nostro avviso il calcio deve guardare avanti (naturalmente garantendo la giusta sicurezza negli stadi e fuori dagli stadi) perchè fermarsi la darebbe vinta a quella minuta ma dannosa parte di pseudotifoseria "killer". Era giustissimo onorare la morte di un "eroe" di questo calcio ancora vittima della violenza, ma adesso bisogna andare avanti per dare un senso a questo sangue versato. Il modello inglese? Di certo ha avuto successo ma in un paese allo sfascio come il nostro difficilmente sarebbe applicabile, per lo meno nell'immediato (ricordiamoci le difficoltà nel passato di applicare le nuove norme sulla violenza negli stadi). Ricordiamoci che persone del genere se non uccidono per una partita lo faranno in altre occasioni. Il problema purtroppo è insito nella società che non finiamo mai di ripetere è sempre più orfana di valori morali e religiosi. Da famiglie distrutte, da figli lasciati vivere per la strada, dal rigore spesso poco utilizzato dei padri di famiglia. E ricordiamoci che delinquenti non si nasce ma si diventa... Nelle scuole, delle discoteche, nei parchi o nei concerti, tanti sono i luoghi di violenza, di acquisizione di valori diversi da quelli di una sana cultura. Allora estendiamo la nostra riflessione alla vita quotidiana e cerchiamo da li di arginare le conseguenze negative che si riperquotono via via sulle vittime innocenti come il calcio. - articolo letto 9 volte


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