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2007-09-27

Catania da Applausi


Prestazione Maiuscola nel risultato più che nel gioco, punti preziosi. Si può riassumere così Catania – Empoli, gara vivace a sprazzi nel primo tempo, entusiasmante nella ripresa. Sardo dall’inizio preferito a Silvestri, nessuna novità, oltre quella citata, tra i rossazzurri. Cagni risponde al 4-3-3 di Atzori (penultima panchina oggi prima del ritorno di Baldini, ndr) con modulo identico e uomini differenti dai consueti titolari, nonostante lo stesso mister dichiari: “Ho utilizzato i giocatori che fanno parte dell’Empoli, una rosa di serie A non ha prime e seconde scelte”. Il solito Catania si direbbe ad un certo punto del match, bravo a costruire ma incapace a finalizzare, come se nella trequarti avversaria il pallone prendesse fuoco, costringendo a liberarsene. Mascara e Martinez vengono marcati stretti a uomo, poche le possibilità dei due per muoversi, nonostante l’ottima prestazione complessiva di entrambi. Spinesi sembra non essere in campo, fuori dalla manovra: non solo mancanza di palloni ma incapacità nel creare gli spazi, quasi a scontrarsi con i due esterni in determinate occasioni. A fine gara non saluta neanche, scuro in volto. Tutto normale, il goal sappiamo essere la linfa di vita per ogni attaccante; quando arriverà, saremo pronti a festeggiarlo con lui. L’Empoli stenta ad attaccare, difende più che propone: Vannucchi, Buscè e Saudati guardano impotenti dalla panchina, entreranno in seguito. Ripresa su altri ritmi, il Catania passa quasi subito ed è Martinez Show. Nessuno riesce più a fermarlo, solo Atzori può, cambiandolo e dando spazio a colui che da nove mesi non gioca: Giuseppe Colucci. Emozione in campo, occhi lucidi di gioia nella mix zone. Sofferenza finale, Mascara sfiora il 2-0 con un pallonetto da sigla televisiva. Poi il triplice fischio del signor Marelli, buono per metà gara. Pesante l’espulsione diretta per Tedesco (molto deluso a fine gara, ndr), poca uniformità nella distribuzione dei cartellini, passando per il tocco di mano di Martinez passato inosservato in occasione del goal rossazzurro e per il rigore chiesto dallo stesso numero 25 etneo negli spogliatoi per una trattenuta nella prima frazione di gioco. Difficile giocare nell’erba del Massimino, lo dicono in tanti a fine gara, la pesantezza del campo prevale sul lavoro fatto in questi giorni. Fino a ieri non si sarebbe potuto giocare per la pioggia. Tre punti fondamentali, utili per prendere fiato in una classifica che ancora dice poco e da non guardare; troppo presto per previsioni e bilanci. Domenica si torna a San Siro, avversario il Milan. Mancherà Tedesco, centrocampo sempre più in emergenza. Dettagli se si pensa a cuore, grinta e maglia|di Fabrizio Alibrio - Fonte: www.mondocatania.com|. - articolo letto 31 volte


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