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2007-10-12

Sindrome da Bomber


Passare i giorni, i minuti, gli attimi con un solo pensiero , fisso, in testa: la rete che si gonfia, la folla che scoppia, l’esultanza; chi di mestiere fa l’attaccante, di gol vive, dentro e fuori dal campo… Si, perché un gol, ti regala applausi, ti apre il cuore, ti stampa un sorriso, fiero, soddisfatto. Quando il gol non arriva, però, la situazione cambia: malumori, sofferenze, musi lunghi, nervosismo, critiche. Il bomber senza gol è una pianta senza linfa, una pianta spenta, priva di ciò che la rende bella, maestosa, vitale. La pausa del campionato, è una buona occasione per focalizzare l’attenzione su quei bomber, che ogni domenica dispensano emozioni nei nostri stadi. Una rapida occhiata alla classifica marcatori e già un colpo d’occhio: dietro i mostri sacri Ibrahimovic, Trezeguet e Totti, un grosso vuoto, costituito da un gruppo di bomber di razza, che finora hanno tardato all’appuntamento con l’amata rete. I nomi, parecchi e abbastanza noti: da Quagliarella a Pazzini, da Di Vaio a Montella, passando per Ventola, Tavano, Bogdani, Calaiò, Inzaghi e il nostro Spinesi. Nessuno di questi, ha messo a segno più di una rete, in 7 giornate. Una vera e propria “sindrome da bomber”, che ha fatto tante, troppe vittime in questo scorcio di torneo. Perché? Il mercato, col suo spietato compravendi, ha causato il cambio di maglia di molti goleador: i vari Montella, Ventola, Quagliarella sono chiamati a ripetersi in un ambiente tutto nuovo, che potrebbero non avere ancora assorbito. Ad inizio di stagione, non hanno trovato una sintonia con la novità, che li ha bloccati nella loro “routine” del gol. Le pressioni e le aspettative per un bomber, sono tante, a volte troppe; pesano come un macigno, sulle spalle di giocatori costretti a essere “prigionieri” del gol: Pazzini, incoronato, frettolosamente e malamente, erede di Toni e costretto a vivere con l’ombra del centravanti del Bayern alle spalle; Inzaghi, chiamato a sopportare un costante dualismo con Gilardino(altro collega in astinenza realizzativa, non fosse stato per Muslera) e vittima del suo passato, remoto e recente, da goleador “decisivo”. Si potrebbe continuare con Bodgani e Tavano, una coppia d’oro che a Livorno ancora non riesce ad esprimersi, un goal in due, come Calaiò e Lavezzi, che cedono lo scranno di bomber a Sosa e Zalayeta, la strana coppia. Nella Sampdoria Caracciolo e Bonazzoli sono ancora fermi a zero, così come Vucinic, Frick e Bjelanovic, rispettivamente a Roma, e Siena e Torino dov’è crisi anche per Ventola, che non si schioda dalla rete, unica e sola, marcata nella prima giornata, ruolino identico a quello di Del Piero, (ancora, per poco?) alla Juventus. Ambientamento, pressioni, in altri casi, invece, l’agente scatenante della sindrome è lo stato di forma, che ancora risente della pesante preparazione estiva: attaccanti abituati a stentare nei primi mesi, per poi esplodere nella fase cruciale e conclusiva del campionato. Atleti dal fisico particolare, pesante, che faticano più degli altri a mettere in “moto” la buona dose di massa muscolare. E’ il caso di Spinesi. Un periodo difficile per il finalizzatore rossazzurro, in cui pecca, di mobilità e velocità, classico sintomo di una condizione atletica ancora non ottimale. Sette partite, tutte da titolare, nessun gol; un incubo per uno come lui, che lo rende nervoso e scontento. Noi, che lo conosciamo lo sappiamo: a Spinesi basta un gol, uno solo, che lo sblocchi: poi non si fermerà più. Due anni fa, si sbloccò in un’afosa serata d’autunno, rifilando addirittura una tripletta all’Atalanta; a fine campionato, promozione e classifica cannonieri con 24 gol all’attivo. La stagione scorsa fu l’aria da derby che ispirò le sue punizioni, due, di fila, al Palermo e al Messina; le marcature finali furono 17. Quest’anno ancora niente, ma, il passato insegna, è solo questione di tempo.., Come anche per Mascara, più e più volte vicino alla prima marcatura stagionale, come il non-goal da copertina contro l'Empoli, l'attaccante calatino cerca la via del goal, e nel suo caso la forma c'è tutta e smagliante, manca solo un pizzico di "magia" in più, fortuna, forse, mente libera, anche.2 I cuori rossazzurri sono con loro, in ogni momento, ad ogni loro movimento, provando a regalare quell’alito di vento che permetta al Gabbiano di muovere le ali e spiccare il volo, protando con sé il Topolino, come nei cartoni animati della Disney, verso la gloria…|di Dario Damico - Fonte: www.mondocatania.com|. - articolo letto 52 volte


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