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2007-11-26

Gli Occhi della Tigre


Due settimane fa, sempre di lunedì, stavamo ad elogiare la bella prestazione di Torino, punto d’oro, per come maturato. Una partita molto simile, nello svolgimento, a quella di ieri al San Paolo: Catania che nella prima frazione ben figura al cospetto degli avversari e del pubblico di casa, ma che va sotto di un gol a fine primo tempo. Da Malonga a Zalayeta. Nella città della Mole, il Catania gioca (per altro in 10, ndr) un gran secondo tempo e pareggia con gol di Martinez. Nessun artificio o particolare fortuna,solo una gran voglia, di combattere, una squadra con il coltello fra i denti, e, usando una metafora “Stalloniana” con gli occhi della tigre. Quelli sono mancati ieri, alla squadra di Baldini, nello stadio che fu di Maradona. Mancata reazione, mancato gioco, mancato tutto. Individuiamone i possibili motivi. Un Catania vuoto sia a livello psicologico, ma anche fisico e tattico. Baldini è un predicatore della cattiveria agonistica; Davide Baiocco leader e capitano di questa squadra, è solito tirare fuori l’anima, a sé e a suoi compagni, in situazioni di svantaggio del genere. Non è stato così; l’ex-perugino “sbranato” da Gargano e Blasi, i quali senza difficoltà ringhiavano sul nostro capitano, inerme e sostituito. Da notare anche la staticità totale della manovra, la prevedibilità e banalità del gioco. Il cambio di modulo, dal 4-3-3 al 4-2-3-1, non ha dato i suoi frutti, e tra centrocampo e attacco si creato un enorme vuoto. Differentemente alla partita di Torino, dove la camaleonticità tattica, è stata l’arma in più che ha sorpreso i granata: la squadra è mutata più volte, intorno ad un unico punto fermo, Mark Edusei. Il ghanese ha un ruolo chiave nelle alchimie tattiche di Baldini, il suo lavoro di raccordo e ricamo tra difesa e attacco è imprescindibile per entrambe le fasi. Nel secondo tempo del San Paolo, la sua prestazione scialba si è fatta sentire… Lento e molle nei contrasti, pasticcione nell’impostare il gioco. Il valore del Michael Essien di casa nostra lo conosciamo bene, e contiamo di riapprezzare prestissimo il leone con la maglia numero 4 visto a Torino, feroce, instancabile, coraggioso. Il derby si avvicina, l’adrenalina sale…i dolci cuori rossazzurri già fremono per domenica. Desideri, speranze, sogni, rivincite, emozioni, suggestioni: un derby è questo; massima fiducia nei ragazzi, nell’allenatore, nella società, nel Catania tutto. Il Catania che conosciamo, quello vero, a Napoli non c’era; sappiamo che verrà fuori, di nuovo, imperioso, già da domenica…perché quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare…|di Damiano Damico - Fonte: www.mondocatania.com|. - articolo letto 35 volte


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