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2008-02-05

Mori per Sempre


Altra trasferta. Altra sconfitta. Sembra un copione già scritto ormai in casa Catania. Il segno 2 sembra una chimera, l’ultima vittoria esterna in campionato è datata ormai 29 aprile 2007, a Udine, fu un rigore di Gionatha Spinesi a timbrarla. La lista si allunga, dopo Napoli, Roma(Sponda Biancoceleste), Reggio, Roma(Sponda Giallorosa), arriva anche Genova. Sconfitta si’, ma diversa rispetto alle precedenti, se non nei punti classifica, quanto nella reazione. Il Catania stavolta ci ha provato, ha lottato, ci ha creduto; non è stata una sconfitta rassegnata, come le antecedenti. Ma chiamala Dea Bendata, chiamalo Caso, chiamalo Velotto, non hanno pesatodalla parte dell’Elefante. Due a uno e tutti a casa. Un reazione impetuosa allo svantaggio, però,è maturata all’inizio del secondo tempo, quando Mago Baldini ha letto bene la partita, modificando la tattica iniziale. Bacchetta magica “et voilà”, la squadra cambia dal 4-3-3 al 4-2-3-1, Biagianti e Tedesco sono rilevati da Morimoto e Izco ed è un altro Catania. Una modifica tattica non indifferente, che ha causato l’aumento del possesso palla rossazzurro nella metà campo del Grifone, cosa che nei primi 45 minuti era mancata. Il Catania ha osato,lo sguizzante Morimoto in appoggio a Spinesi ha creato parecchi grattacapi: del giapponesino è la torre per la rovesciata di Gionatha, ancora del numero 15 la girata di testa su cross di Izco terminata a lato a pochi minuti dal termine. Dopo il gol di mercoledì, e la buona prestazione di Genova, si nota davvero quanto Taka sia utile a questo Catania. Anche lui è unico nel suo ruolo di attaccante brevilineo e rapido, pronto ad incunearsi negli spazi più impensabili, ad inserirsi tra le maglie, imprevedibile. Buona l’intesa con Spinesi, il quale portando via un avversario “fisicamente” e facendo movimento, apre gli spazi per le improvvisate azioni dello stesso Morimoto. Una coppia ben assortita, che, potrebbe regalarci, insieme, numerose soddisfazioni. Taka è ora, una preziosa freccia in più nella faretra di Baldini. Per il resto una nota favorevole a Mariano Izco, che con il suo ingresso a dato al centrocampo rossazzurro quella verve e quel palleggio, mancato a Biagianti e Tedesco in quel di Marassi. Mariano è cresciuto tantissimi negli ultimi mesi; dal giocatore volenteroso ma insicuro e poco tecnico di inizio stagione, si è trasformato, con tanto lavoro, in un mediano tutto dinamismo e palleggio, che colleziona chilometri di corsa al ritmo di un tango argentino di Astor Piazzolla. Bravo Marianito continua così. Si riparte, di nuovo da una sconfitta, ma con al convinzione che questa volta il Catania c’è stato, ha osato, e continuerà ad osare. All’orizzonte la sfida con l’Inter, capolista solitaria, in marcia verso uno Scudetto ormai scontato. Quarantasei anni fa, proprio un Catania-Inter finito per 2-0 sancì la nascita del “Clamoroso al Cibali”; nell’indimenticata e inconfondibile voce di Sandro Ciotti. La Storia, incorreggibile giocherellona, spesso si diverte a ripetersi; aiutiamola noi, sostenendo|di Dario Damico - Fonte: www.mondocatania.com|. - articolo letto 119 volte


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