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2008-03-13

Uno Contro Uno: Maggio vs Vargas


A destra ed a sinistra, le frecce, cambi di carreggiata, sorpassi ad alta velocità o lunghe attese in coda, si parla di strade, ma basta il sinonimo “corsie” siamo subito su di un verde campo di calcio, dove il senso è più o meno lo stesso. Hai buoni esterni? Metti la freccia e vai. Sei carente sulle fasce? Un bel problema. Baldini e Mazzarri, non sono di quegli allenatori che hanno poi molti patemi lungo le fasce, moduli garbatamente distinti, ma fasi di gioco con più d’una analogia. Così più che la partita dei due ex per parte, Terlizzi ed Edusei contro Castellazzi e Delvecchio, Sampdoria – Catania è la gara che metterà a confronto il miglior terzino destro del campionato, Christian Maggio, ed il miglior terzino sinistro, Juan Manuel Vargas. Uno fa tutto col destro, l’altro col sinistro, per il gioco degli specchi si ritroveranno l’uno di fronte all’altro, a lotta per la stessa striscia di campo. E sarà scontro tra titani. Il doriano ha 26 anni, compiuti l’undici Febbraio, una stagione da incorniciare non solo per il rendimento in campionato, arrivano anche le reti, quattro, quando in tutta la sua carriera ne ha collezionate cinque. Inizia con Edy Reja, giovanili del Vicenza, tre stagioni poi l’esordio in A, sei presenze, con la retrocessione in cadetteria trova più spazio 27 presenze ed una rete prima di una stagione disastrosa sul piano fisico, tanti infortuni che lo costringono ai margini del campo. La Florentia coglie l’occasione e lo tessera nell’anno della rinascita viola coi Della Valle, conquista la promozione in A consacrandosi beniamino del pubblico, ma il ritorno in A non è come nei sogni, ancora panchina che prosegue anche l’anno successivo quando a Gennaio viene dirottato in prestito a Treviso; il legame coi viola si rompe, di qui il passaggio alla Sampdoria, due stagioni fa, dove inizia subito a carburare, a crescere fino ad esplodere in questa seconda metà di campionato, la rete che vale ai doriani il derby della lanterna è un suo inserimento al millimetro dentro l’area genoana. Come se non bastasse, proprio domenica scorsa contro il Parma è lui ad aprire le marcature che portano la sua squadra al successo in trasferta. Juan Manuel Vargas, unico peruviano della Serie A, promesso ai club più prestigiosi di ormai tutta l’Europa centro-occidentale, Italia compresa. L’anno scorso a richiederlo è stato anche il Boca Juniros. Dicono di lui “con quel sinistro fa quello che vuole”. Ed un fondo di verità c’è, a testimoniarlo i goal, anche per lui 4, divisi tre in campionato, uno in Coppa Italia, tutti rigorosamente da fuori area, si ricordano di lui Siena, Reggina e Fiorentina, con una speciale postilla per il Milan, trafitto dalla rete finora più bella mai realizzata dal terzino sinistro: schema su calcio d’angolo, pallone a scendere da 20 metri, tiro al volo dritto sul palo dove Kalac non può arrivare. Nasce a Lima, anagraficamente, calcisticamente nel Colon di SantaFé, dove lo nota sia il Catania che il Portsmouth, quando la trattativa lo vuole in Inghilterra eccolo improvvisamente in casacca rossazzurra per circa 2mln di dollari americani. Un inizio “svagato”, ma con Falsini Ko dopo poche giornate ed in continua ricaduta per tutta la stagione, la fascia sinistra è sua e soltanto sua. Cresce a vista d’occhio, cullato dagli occhi dolci dei tifosi che vedono in lui qualcuno come nessuno mai. Anche per lui, il 2008 è l’anno della consacrazione, in Italia ed in Nazionale, dove da titolare inamovibile mette a segno due reti, la più clamorosa regala alla selecion peruviana il pareggio contro il Brasile, emozione che Manuel dedica a sua madre, come regalo di compleanno. Compiti e caratteristiche “speculari”, condizionate dallo schema di gioco proposto dai tecnici. La Sampdoria gioca con un difesa a tre, in maniera omologa a quanto fatto vedere dal Catania nelle ultime uscite. Centrali fissi, esterni, posizionati in prossimità della linea mediana, a far su e giù a seconda di dove l’azione va a svilupparsi. Compiti difensivi, compiti offensivi, classici ma portati a termine con estrema facilità ed efficacia. Non un piede eccezionalmente potente, ma preciso, supportato dalla caparbietà di chi si sente in stagione di grazia. A Marassi, col ritorno di Edusei al centro del campo, Baldini potrebbe dire addio al 3-5-2 dell’emergenza che ha esaltato davvero poco le caratteristiche della squadra, sempre in sofferenza soprattutto per quel che riguarda la ripartizione dei compiti a centrocampo. Dimostrazione ne è proprio la partita di Vargas, decollata sempre dopo il passaggio ad un centrocampo od una difesa a 4. Cresce la sua fama, crescono anche le attenzioni degli avversari, contro il Cagliari costantemente raddoppiato, è riuscito comunque a fare il suo gioco, trovando la stessa profondità ma un numero minore di cross. Mazzarri dovrebbe collocare Maggio qualche metro più indietro del normale, proprio per fargli prendere le misure all’esterno peruviano. La posizione nel corso della gara sarà subordinata all’esito della sfida tra i due. In copertura sarà aiutato dagli interni di centrocampo, che raddoppieranno, gli stessi col quale sarà chiamato a duettare in fase offensiva. Cerca il fondo e crossare, la strategia più efficace quando in avanti si dispone di tante torri, ottimi colpitori di testa, l’inverso del tridente che non c’è (Montella, Bellucci, Cassano). Attenzione anche ai suoi inserimenti sul secondo palo, le sue ultime due reti seguono tutte la stessa dinamica. Mettere in difficoltà la Sampdoria vorrà dire giocare di prima ed in velocità cercando varchi sulle fasce per poi aprire al centro sugli inserimenti dei centrocampisti. Mettere in difficoltà il Catania vorrà dire lo stesso, a parti invertite. Partire con Vargas in mediana, ovvero con un 3-4-3, nell’ipotesi di recuperare Sardo (anche per l’altezza che può mettere in campo), sarebbe un azzardo su di un campo ostico come quello doriano, ma non per questo una scelta sbagliata a priori. Dipenderà anche dal modulo adottato dalla squadra avversaria, tutto fuorché poco temibile. Avrà due uomini da tenere a bada, Maggio, del quale s’è già ampiamente parlato, e Sammarco e che potrebbe/ dovrebbe inserirsi a rimorchio per rilanciare il gioco in area oppure al limite dei 16 metri. Restare sempre nel vivo dell’azione e cogliere l’attimo “fuggente” per catapultarsi in avanti, per crossare e sperare in un altro assist “al Bacio” per Spinesi. Numeri 7, entrambi, ed una gran folla di osservatori che sprecheranno pagine e pagine d’appunti, per caratteristiche Maggio è un giocatore molto “ordinato”, a cui riesce meglio non far fare la giocata piuttosto che provarla, l’avversario preferisce saltarlo prendendolo controtempo, ed in questo la corsa aiuta il suo eccellente senso della posizione e dell’evoluzione del gioco, un po’ come segugio sa sempre da dove la sfera parte e dove andrà a finire. Per Vargas parla il suo sinistro, che può dare di sciabola o di fioretto, facendo male da qualsiasi posizione ed in qualsiasi situazione di gioco, più d’una volta risultando risolutivo per il risultato finale di una gara. La giocata la cerca e spesso la trova, velocità, fisicità, agilità e dribbling, risulta dirompente con anche solo pochi metri di campo libero dinanzi. continua sul sito...|della Redazione di MondoCatania - Fonte: www.mondocatania.com|. - articolo letto 109 volte


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