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2008-06-04

Aspettando gli Europei: storia della Nazionale dal '94 ad oggi (10°parte)


A questo punto sono 22 anni che non vinciamo un oro o all’europeo o al Mondiale (o all’Olimpiade con l’under ’21), da quel famoso 1982, quando ci laureammo campioni iridati per la 3^ volta. Un momento fantastico che pare non volere avere repliche.
Da quel momento, infatti, pioveranno solo delusioni, come nel ’90, solo terzi nei Mondiali da noi organizzati, nonostante l’imbattibilità; come nel ’94 quando ancora “grazie” ai rigori ci arrendemmo in finale al Brasile di Romario & c.; come nel 96, fuori d’un soffio nella 1^ fase degli Europei; come nel ’98, anche qui giustiziati dal dischetto; come nel 2000, quando l’Europeo ci fu letteralmente strappato dai francesi.
Verrà il girno del riscatto? Al tempo l’ardua sentenza.
SPECIALE - IL MONDIALE AZZURROCAMPIONI DEL MONDO!L’ITALIA PARTITA PER PARTITA (LE PAGELLE SONO A CURA DI ALBERTO SIGONA)
ore 21.00 ITALIA-GHANA 2-0 (Pirlo, Iaquinta) F: Buffon n.g; Zaccardo 6, Nesta 7, Cannavaro 7, Grosso 6,5; Perrotta 7,5, Pirlo 7, De Rossi 6,5, Totti 5,5 (Camoranesi n.g); Gilardino 4 (Iaquinta 6,5), Toni 7 (Del Piero n.g.). C.T.: LIPPI 6
Introduzione
Sembra ieri, eppure dalla cocente eliminazione dall’ultima spedizione iridata ad opera della Sud Korea, pardon, di Byron Moreno, sono già passati quattro anni.
Nel frattempo ci sono stati anche gli Europei portoghesi (vinti clamorosamente dalla Grecia a testimonianza di come il calcio sia cambiato) con la nostra precoce eliminazione ed il conseguente cambio d’allenatore. Da Trapattoni si è passati a Lippi. Quest’ultimo si univa inspiegabilmente al coro dei giornalisti, tecnici (o presunti tali) che preferiscono Totti a Del Piero, facendo nascere un dualismo che non sarebbe dovuto esistere in quanto le caratteristiche dei due big sono ben lungi dall’essere simili, anzi.. Così Del Piero viene costretto a concedersi dalla Nazionale per ben 11 mesi, ma nonostante il suo grave allontanamento la Nazionale (non certo per merito di Totti) si qualificava agevolmente per i Campionati del Mondo.
Protagonisti principali di questa “impresa” il nuovo asso Gilardino ed il bomber Toni.
Discreto il contributo dei vari Buffon, Nesta, Cannavaro, Zambrotta…, mentre baby Cassano, antica promessa del calcio italiano, andava alla deriva. E sarà proprio la condizione iper precaria del talentuoso di Bari vecchia ed il momento non proprio brillante di altri elementi a far ritornare Lippi sui suoi passi, convocando il “ripudiato” Pinturicchio che nel frattempo con la Juventus ha innestato la 4^ trascinandola all’ennesimo tricolore, nonostante il “cattivo” di turno, Capello, non gli aveva concesso molto spazio in squadra. Fin dai primi momenti Alex Del Piero (che da lì a poco diverrà il più prolifico bianconero d’ogni era) conferirà una nuova identità al team azzurro che grazie alle sue inventive riuscirà nell’impresa di battere alla grande, a domicilio, la fortissima Olanda –successo che ci garantirà la partecipazione al Mondiale come testa di serie, evitando in tal modo avversari come il galattico Brasile-, e a Firenze la Germania, futura padrona di casa ai campionati intercontinentali, con un sonoro 4-1 (con 1 gol dello stesso Del Piero, 25 centri che ne fanno il miglior bomber azzurro in attività, 5° posto in assoluto nella graduatoria marcatori, a 2 lunghezze dal divino R.Baggio che con Alexinho, come tanti altri, condivide oltre alla classe il trattamento poco ortodosso da parte dei commissari tecnici di turno…) che fa rumore in tutto il Pianeta.
Intanto poco prima del termine della Serie A, scoppia uno straordinario scandalo inerente la regolarità della stessa, con indagini tuttora in corso, che rischia di pregiudicare psicologicamente il nostro impegno in Germania.
La partita
C’è naturalmente tanta attesa per l’esordio contro il Ghana (alla sua prima partecipazione iridata), ritenuta una squadra dissomigliante dalle altre africane compagne di ventura (aventi fra i migliori gli “italiani” Kuffour, Mensah, Appiah…) e qualcuno teme il peggio. Al fischio d’inizio Lippi (vedi sopra) schiera Totti (reduce da un infortunio che ne aveva messo a rischio la partecipazione al Mondiale) in luogo del luminescente Del Piero, Perrotta per Camoranesi e Gilardino (da tempo opaco) viene preferito al redivivo Inzaghi che proprio nell’ultima amichevole azzurra aveva ritrovato l’azzurro dopo circa un triennio di stop per vari problemi fisici. La nostra squadra nel primo tempo non brilla più di tanto e il tanto atteso Totti sembra l’ombra di se stesso.
Ciononostante l’Italia passa a condurre con un gran tiro sa fuori area di uno che su azione non segna quasi mai, Pirlo, che fa passare la palla tra una miriade di maglie prima di insaccarsi alle sinistra del portiere ghanese.
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