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2008-06-06

Aspettando gli Europei: storia della Nazionale dal '94 ad oggi (13°parte)


Vuoi per clamorose esclusioni da parte dei tecnici di turno (alcuni paiono veramente impazziti), per infortuni, per l’uscita precoce delle loro nazioni, ecc…
QUARTI DI FINALE - ITALIA-UCRAINA 3-0 (ZAMBROTTA, TONI, TONI)
Formazione e Pagelle: BUFFON 7,5-GROSSO 6 CANNAVARO 7,5 BARZAGLI 7 ZAMBROTTA 7- GATTUSO 6(ZACCARDO n.g.) PIRLO 5(BARONE 6) CAMORANESI 6,5 PERROTTA 7- TOTTI 6 TONI 7
Vincere con l’Ucraina era il minimo che si poteva ed auspicare, non poteva capitarci, a questo punto del torneo, un avversario più malleabile, e, nonostante l’assenza di Del Piero per infortunio(del cervello di Lippi…), siamo riusciti a non tradire le premesse vincendo facile, 3-0 grazie ad un mega gol da fuori area di Zambrotta ed ad una doppietta del redivivo Toni che finalmente dimostra di aver concluso il camionato italiano di serie A con 31 reti.
Certo, diversi elementi chiave come Pirlo, Gattuso (che io comunque non avrei, forse, mai impiegato in Nazionale…) e Totti (ancora attendiamo il suo recupero e nel frattempo il Mondiale sta per concludersi…) stanno condizionando il rendimento complessivo del team azzurro e in semifinale, traguardo raggiunto dopo 12 anni, contro gli avversarui storici della Germania (4-2 ai rigori sulla solita deludente Argentina) occorrerà molto di più per averne ragione.
Intanto prima del match una notizia schock ha sconvolto Casa Azzurri: l’ex giocatore della Juventus ed attuale dirigente della stessa, G.Pessotto (35 anni), 22 caps in azzurro (ha disputato i Mondiali ’98 e gli Europei ’00 prendendo parte anche alla sfortunata finale persa coi francesi, giocando un match da 7) ha tentato (almeno così pare) inspiegabilmente il suicidio gettandosi dalla finestra della sede bianconera: è in fin di vita, ma i medici delle Molinette stanno facendo miracoli per riportarlo fra noi.
E proprio a Pessotto, giocatore ed uomo modello, che gli azzurri hanno dedicato il passaggio del turno.
Intanto, negli altri quarti di finale i portoghesi dopo 40 anni raggiungono il prestigioso traguardo delle semifinali (non a caso il team di Scolari è vice campione europeo) battendo ai rigori l’Inghilterra, ancora una volta silurata prima del previsto. Ma il risultato più clamoroso di questi mondiali è senza dubbio l’eliminazione inattesa di quelli che venivano descritti come dei galattici tre gradini su tutte le altre compagini: i brasiliani di Ronaldo, Ronaldinho…, fatti fuori dall’ultima squadra riuscita a batterli (finale ’98) ai mondiali: la Francia di Henry (suo il gol schianta carioca) e de le roi Zidane.
Dopo 3 finali consecutive (2 vinte) i verdeoro non arrivano neanche alla finalina. Ciò nonostante possiamo già dire che questo torneo ha fatto registrare un passo indietro riguardo la predetta rivoluzione proletaria (il 3° posto della Turchia ai Mondiali ’02 ed il successo inaspettatissimo della Grecia all’ultimo europeo, ecc… ci avevano illuso che il calcio stesse veramente andando incontro ad una svolta…), visto che fra le “provinciali” solamente l’Ucraina di Scewchenko ed il Ghana di Appiah hanno veramente fato sentire la loro voce di controtendenza.
Ore 21,00 SEMIFINALE: GERMANY-ITALY 0-2 d.t.s.(Grosso, Del Piero)
Formazione e Pagelle: BUFFON 7- GROSSO6,5 CANNAVARO8,5 MATERAZZI7 ZAMBROTTA 6,5-PERROTTA 6 (DEL PIERO7) CAMORANESI6 (IAQUINTA7) PIRLO6,5 GATTUSO7-TOTTI6- TONI5,5 (GILARDINO6,5) C.T.: LIPPI 5,5
La pizza italiana risulta indigesta ai tedeschi
RISPOLVERANDO HITLER -Dopo le offese gratuite d’ogni genere che i tedeschi (soprattutto alcuni giornali indegni d’essere chiamati tali) ci avevano riservato prima della partita valida per l’accesso alla finalissima di Berlino, ritenendoci fra l’altro delle pizze, palesando un’arroganza ed irriverenza indecente, l’incontro, una classica del mondiale, assumeva gli aspetti di una sorta di difesa dei nostri valori e della nostra dignità di uomini e di calciatori.
A leggere quello che scrivevano di noi veniva da pensare al dissotterramento di quelle idee razziali che avevano contraddistinto la Germania hitleriana sessant’anni orsono.
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