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2008-06-14

Italia: addio sogni di gloria...


L’Italia contro la Romania non si spinge oltre l’1-1: vantaggio rumeno con Mutu (erroraccio di Zambrotta) e pari immediato con Panucci. Poi Buffon para un rigore allo stesso Mutu.
La difesa azzurra continua a traballare ed il centrocampo non assiste per niente l’attacco.
Ma a complicarci la vita ci pensa pure l’arbitro di turno. La qualificazione degli azzurri è ormai praticamente svanita.
ADDIO SOGNI DI GLORIA - ITALIA-ROMANIA 0-3 Formazioni e pagelle personali: BUFFON 7; GROSSO 7 PANUCCI 6,5 CHIELLINI 6,5 ZAMBROTTA 4,5; PIRLO 4 PERROTTA 5,5 (CASSANO 7,5) DE ROSSI 6,5 CAMORANESI 5 (AMBROSINI n.g.); DEL PIERO 6,5 (QUAGLIARELLA 6) TONI 6
Note: Buffon ha parato rigore sull’1-1 a Mutu Dopo questo risultato gli azzurri faranno bene a preparare le valigie per il mesto ritorno a casa.
Magari dopo il match con la Francia che sancirà l’eliminazione ufficiale non si potranno avere le forze per farlo, quindi meglio …premunirsi.…premunirsi.
L’aereo per varcare i confini elvetici è già lì che attende il ritorno in Patria dei nostri mancati eroi.
Ad attendere Donadoni & company non sarà di certo una folla festante come 2 anni fa (sembra sia trascorso un secolo).
Gli azzurri dovranno prepararsi ad un’accoglienza in linea con la loro performance continentale in parte annunciata: disastrosa!
Sapevamo che l’infortunio di Fabio Cannavaro non era poca cosa. Ma da qui ad “ammirare” una difesa traballante ne corre.
Eravamo a conoscenza che il centrocampo non aveva fuoriclasse in grado di far la differenza come Fabregas, Iniesta o Snejder, ma di certo non era composto da dilettanti, visto che 2 anni orsono pur senza esprimere un gioco trascendentale aveva contribuito al 4° iride.
E che dire del reparto offensivo che portava in dote il maggior numero di gol di qualsiasi altro team? Con i vari Toni, Del Piero e Cassano avremmo dovuto fare sfracelli, ed invece, grazie all’improprio utilizzo di mister Donadoni siamo qui ad aggrapparci a Panucci per salvare la bagnarola, rimandando all’ultimo match con i transalpini la matematica eliminazione.
Puntavamo alla magica accoppiata col Mondiale e invece siamo già qui a piangere sul latte versato, da Donadoni è vero (malaugurata fu la scelta di Albertini di chiamarlo alla guida dei campioni iridati), ma anche dai singoli che non sono apparsi in condizioni accettabili, come Pirlo (dipendesse da me forse non avrebbe nemmeno un caps in azzurro) che, cascasse il Mondo, collassasse l’Universo, gioca sempre dal primo all’ultimo secondo.
Come Materazzi, Barzagli, Zambrotta, Camoranesi e lo stesso Toni che non è apparso in palla come suggerirebbero i 24 gol in Bundesliga.
Se poi alle nostre inadempienze ci si mette pure l’arbitro, emule di un certo Moreno (quando nel 2002 ci danneggiò vistosamente contro la Corea) allora la frittata è bella e servita.
Dopo la scoppola subita dall’Olanda Donadoni aveva stravolto la formazione, cambiandone addirittura 5: fuori gli inguardabili Materazzi, Barzagli, Gattuso, Ambrosini e Di Natale per far posto ai vari Chiellini, Grosso, Perrotta, De Rossi e capitan Del Piero.
Confermati inspiegabilmente l’intoccabile Pirlo e il fumoso Camoranesi. La musica cambiava, nel senso che non assistevamo all’harakiri di 4 giorni fa, ma il gioco, seppur più fluente, non rispecchiava le nostre ambizioni.
Dopo innumerevoli cross imperfetti dei vari centrocampisti e occasioni labili sprecate, finalmente Toni di testa perforava la porta ottimamente difesa da Lobont ma il gol veniva annullato per fuorigioco inesistente.
Così sarà la Romania a portarsi in vantaggio grazie a Mutu che non si fa pregare per punire uno svarione con tanto di assist compiuto dall’inguardabile Zambrotta, apparso poco incisivo pure in fase di’impostazione.
Pochi secondi dopo agguantiamo il pari in virtù di un tocco sottoporta di Panucci, e sarà lui stesso a fare il fallo che spingerà l’arbitro di turno ad assegnare un rigore infondato ai rumeni.
Ma a renderci giustizia laddove non provvede il direttore di gara c’è Buffon che dopo un’eternità torna ad essere protagonista dagli 11 metri, neutralizzando la conclusione del solito Adrian Mutu.
Intanto Donadoni fa entrare Cassano: ci si affida a lui per il 2-1. Appena entrato il sampdoriano si concede delle giocate d’alta scuola che danno una scossa all’intera Nazionale. L’intesa con capitan Del Piero -sin lì poco imbeccato dai compagni e quindi pressoché inoffensivo- è fruttuosa, e proprio da una loro combinazione stava per nascere l’auspicato gol, ma Toni si fa cogliere impreparato sul provvidenziale lancio del centravanti juventino.
E sarà proprio il capitano Campione del Mondo a lasciare poco dopo il campo proprio quando l’intesa con Cassano stava promettendo scintille. Il punteggio, malgrado lo spumeggiante Cassano, non si sbloccherà più.
L’addio ai sogni di gloria che avevamo accarezzato vanno a farsi benedire.
Sì è vero, abbiamo ancora un’ultima chance: se battiamo la Francia, e la Romania non fa altrettanto contro l’Olanda dei sogni (però già qualificata dopo il perentorio 4-1 rifilato ai transalpini e quindi senza alcun interesse a bloccare i rumeni…) approdiamo ai quarti.
Ma affidarci alle combinazioni non è il nostro forte. E l’esperienza ce lo insegna. Non resta che allora che rimboccarsi le maniche e pensare già a come rinsavire.
Sudafrica 2010 dovrà essere onorata a tutti i costi. Il Mondiale 2006 non può restare un evento glorioso sparuto.
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