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2008-06-16

Biografia Allenatori da Leggenda: Sacchi


Dopo esserci soffermati sui grandi calciatori spendiamo qualche riga sugli allenatori che in un modo o nell'altro si sono ritagliati uno spazio nella gloria, chi per le vittorie, chi per le rivoluzioni apportate al football.
Premettendo che personalmente non ritengo la figura dell'allenatore poi così importante nell'economia dei team, comincio col trattare di Arrigo Sacchi.
Sacchi vuole una squadra che imposti e imponga il proprio gioco, che aggredisca l'avversario e lo obblighi a sottostare al proprio ritmo.
La soluzione è semplice quanto rivoluzionaria: il calcio totale dell'Olanda di Cruijff, il pressing asfissiante, le ripartenze fulminanti.
La squadra che ha in mente, una volta andata in vantaggio non si risparmierà, ma continuerà ad attaccare con la stessa intensità, perché l'unico modo di giocare che conoscerà sarà il calcio offensivo.
La base su cui poggiava il suo progetto era quella di riuscire a creare una squadra in cui ogni giocatore avesse compiti importanti sia in fase difensiva che offensiva, una squadra quindi dove la collaborazione assumesse un aspetto rilevante.
Per realizzare questo progetto si intensificano le sedute di allenamento a Milanello, si mandano a memoria schemi e movimenti provando e riprovando fino alla nausea situazioni di gioco.
Tra le altre virtù che contraddistinsero le squadre di Sacchi fu l'imperforabilità della difesa: nonostante il calcio offensivo, Sacchi dedicava grande attenzione ai movimenti difensivi, a tal punto che quasi sempre le sue squadre si contraddistinguevano per essere le meno perforate a fine campionato.
Guidò il Milan dal 1987 al 1991, vincendo molti trofei: uno scudetto (1987/1988), due Coppe dei Campioni (1988/1989 e 1989/1990), due Coppe Intercontinentali (1989 e 1990), due Supercoppe Europee (1989 e 1990) e 1 Supercoppa Italiana (1988).
Grazie al perfetto connubio tra tecnica, tattica e potenza, secondo alcuni esperti questo calcio è da considerarsi il migliore della storia per la qualità che seppe esprimere.
Campioni come Marco van Basten, Paolo Maldini, Franco Baresi, Mauro Tassotti, Carlo Ancelotti, Frank Rijkaard, Roberto Donadoni e Ruud Gullit contribuirono a questi straordinari risultati.
Nel 1991 Sacchi fu assunto alla guida della nazionale italiana. L'avventura azzurra visse fasi alterne ed in definitiva il tecnico di Fusignano non riuscì ad ripetere in azzurro i trionfi ottenuti in rossonero; alla fine riuscirà comunque ad ottenere l'argento iridato.
Poco dopo l'Euro '96 verrà esonerato e comincerà inesorabile il declino del tecnico che aveva iniziato la sua ascesa col Parma.
Nel 2001 ricoprì per un breve periodo la carica di allenatore proprio del Parma ma, in seguito a problemi di salute per l'eccessiva tensione nervosa provocatagli dalla sua professione, cambiò mansione, diventando direttore tecnico.
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