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2008-06-18

Rieccoti Italia, grazie Olanda!


Dopo 30 anni sconfiggiamo la Francia (2-0) ed accediamo ai quarti.
RIECCOTI ITALIA, GRAZIE VAN BASTEN - contro i transalpini si rivede quasi fuori tempo massimo l’Italia Campione del Mondo compatta ed efficace. Scongiurato in tempo utile l’addio precoce all’Europeo anche grazie all’onestà dell’Olanda che a dispetto delle nostre malignità supera agevolmente la Romania.
ITALIA-FRANCIA 2-0 (PIRLO r., DE ROSSI p.) Formazione e pagelle: BUFFON 7; ZAMBROTTA 6,5, PANUCCI 6, CHIELLINI 7, GROSSO 6,5; GATTUSO 6,5 (AQUILANI n.g.), DE ROSSI 7,5, PIRLO 6,5 (AMBROSINI 5,5); CASSANO 6,5, PERROTTA 6 (CAMORANESI 6 )TONI 2. (nota: le pagelle sono personali dell'autore dell'articolo).
Grande, stoica Italia!!! - In un solo match gli azzurri di Donadoni ripongono via ogni scetticismo sulle loro qualità iridate ritrovando credibilità e la vera identità smarrita. Anche le quotazioni del bistrattato Donadoni appaiono ora in netta risalita. E pensare che per seguitare l’avventura europea dovevamo sopraffare la Francia ed auspicare nel contempo che la Romania non facesse altrettanto contro la demotivata fortezza olandese già qualificata col 1° posto in tasca.
Sarebbe potuto occorrere in verità un semplice pareggio, ma in tal caso ci saremmo dovuti assolutamente ancorare al successo degli orange che poi è comunque arrivato alla faccia di chi - memore di quanto accadde 4 anni fa in Svezia-Danimarca - temeva una risoluzione a tavolino del match coi tulipani in vena di regali ai rumeni.
Proprio al cospetto degli uomini di Piturca si era rivista a tratti la vera Italia che solo 2 anni orsono s’issava in cima al Pianeta. L’1-1 rimediato contro Mutu & company (apparsi poi inaspettatamente docili contro l’Olanda come se non ci fosse in palio la qualificazione ai quarti, smentendo le rispettabili qualità palesate contro Francia e Italia specie in difesa…) era stato il prologo di una Nazionale rinvigorita, se non addirittura trasformata, rispetto a quella palesatasi contro gli olandesi di Marco Van Basten.
Sentore di una compagine che si stava riavendo dallo shock subito al debutto. Ciononostante bisognava essere provvisti di una considerevole dose di ottimismo per meditare un epilogo del genere, perfetto sotto ogni profilo, da quello etico (mi riferisco all’Olanda ligia al dovere) a quello squisitamente tecnico, con una Nazionale azzurra apparsa in un men che non si dica stimabile in ogni reparto, trascendendo ogni ragionevole timore di condizione, se non nel settore prettamente offensivo con Cassano parso poco mordace e Toni in serata completamente imbarazzante.
La partita della vita iniziava sotto i peggiori auspici anche perché era da 30 anni che gli azzurri non superavano nell’arco dei 90 minuti gli “odiati” cugini francesi. Les bleus per tantissimo tempo erano stati la nostra bestia nera, come nel Mondiale 1998 quando fummo depennati ai rigori; nel 2000 quando cedemmo un Europeo già vinto, con le campane della gloria che già stavano per risuonare a festa.
Nel girone di qualificazione a codesti Europei le avevamo prese di Santa Ragione a Parigi per poi impattare 0-0 a Milano.
L’unica astrazione al monologo francese era rappresentata dalla Finale iridata 2006, ma in quel caso riuscimmo ad avere ragione dei nostri antagonisti soltanto dai tiri dal dischetto. Stavolta abbiamo guadagnato la vittoria senza l’ausilio di supplementari o risoluzioni diverse dal normale. Tutto è avvenuto nei 90 minuti regolari.
Che l’Italia fosse mutata lo abbiamo percepito dopo appena 4 minuti con un’occasionissima capitata sui piedi di Luca Toni che però mandava a benedire. Trascorrono altri 4 minuti e i francesi sono costretti a rinunciare per infortunio a Ribery che si era già proposto pericolosamente nella nostra area come a farci pregustare i loro imminenti assalti.
Domenech è quindi costretto a ricorrere ad un cambio, facendo subentrare il giovane Nasri. Ma da quel momento la Francia non riuscirà più a rendersi pericolosa se non in qualche sparuta occasione, specie con Henry, l’unico a salvarsi in un team completamente allo sbando.
Al 25° Abidal spinge in area di rigore l’inguardabile Toni che così si guadagna il calcio di rigore (questo è stato l’unico merito dell’attaccante del Bayern Monaco). L’arbitro fra l’altro commina l’espulsione al difensore francese che lascia il proprio team in 10 unità, imponendo quindi a Domenech una seconda sostituzione: dentro un difensore (Boumsong) e fuori il neo entrato Nasri.
Dal dischetto si propone Pirlo che cerca di giustificare la sua presenza a questa kermesse per lui a dir poco sbiadita. E’ GOOOL!!!
ITALIA IN VANTAGGIOOOO!!! - Nell’altra partita fra Olanda e Romania intanto è sempre 0-0. Al momento siamo virtualmente ai quarti di finale. Ma la serata è ancora lunga per fare programmi, una serata che sembrerà non finire mai! Dopo aver fallito altre due occasionissime con il solito Toni l’Italia sfiorerà il raddoppio su punizione -procurata dal mastodontico De Rossi che dopo alcuni anni si ripropone come uomo faro dell’”Azzurra”- con un palo scheggiato da Grosso. In avvio di ripresa i francesi appaiono più reattivi eppure il punteggio resta inchiodato sull’1-0.
Poi un boato risuana nello stadio di Zurigo: l’Olanda (a Berna) è in vantaggio, rete recante la marca di Huntelaar. La nostra qualificazione comincia a materializzarsi seriamente, anche perché poco dopo arriverà il nostro di gol, ancora su calcio piazzato, concretizzando il nostro gioco.
Il merito è del tiratore, De Rossi, ma ci mette del suo Henry che con la deviazione spiazza il proprio portiere. Trascorrono altri minuti ed ogni dubbio di accedere al turno successivo verrà fugato irrevocabilmente dalla rete arancione di Van Persie che sigilla una notte indimenticabile all’insegna della nostra esaltazione, per una intrepida Italia che più o meno sollecitamente recupera se stessa: il gioco, la grinta, lo spirito di squadra, i gol, la vittoria, la fiducia nei propri mezzi.
Se prima il nostro team appariva un anagramma adesso emerge in tutto con tutta la sua nitidezza. Gli azzurri devono ripartire da qui. Il match con l’Olanda pare sia stato assimilato ad un incidente di percorso che può sempre capitare.
Anche se quel match dovrà servirci da lezione (come si dice in questi casi, non gettiamo il bambino con l’acqua sporca…) non dovremo per questo fossilizzarci mentalmente su quel che è stato (facendoci magari condizionare psicologicamente) ma dobbiamo proiettarci con risolutezza su quello che potrebbe essere.
Un Europeo che si mostrava segnato potrà ora evolvere in meglio. Il match disgraziato con l’Olanda fuoriesce dall’economia di questa kermesse, metabolizzato da una Nazionale letteralmente trasformata.
Adesso non ci resta che disfare le valigie e disdire ogni prenotazione: la Spagna ci attende per essere matata… Il nostro crescendo Mozartiano dovrà elevarsi il più possibile, issandosi lassù dove nessuno potrà spingersi.
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