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2007-01-13

Andrea Pirlo. L'ex in campo


Le sue pennellate hanno dipinto d’azzurro il cielo di Berlino. Lui, Andrea Pirlo è stato uno dei protagonisti della straordinaria impresa della nazionale italiana ai mondiali di Germania. Lui, calciatore di qualità che può essere definito un artista del pallone, con le sue giocate d’autore, nella stagione ’99/2000 ha deliziato il pubblico reggino. In quel campionato, infatti, le sue più belle opere d’arte sono state messe in mostra allo stadio “Granillo”. È stata la prima storica esperienza della Reggina in serie A, e Andrea Pirlo ancora oggi la ricorda. “Ricordi eccezionali di entusiasmo e passione incredibili, e di tanta competenza”, racconta il centrocampista rossonero. “I giudizi del pubblico reggino sono sempre stati attenti, e l’incoraggiamento della curva non è mai mancato, specie nei momenti di difficoltà della squadra”. Una stagione esaltante: stadio stracolmo, e un amore per i colori amaranto che ha contagiato subito anche chi, come lui, è arrivato a Reggio da lontano e per la prima volta. “Io sono di Brescia, e quando mi hanno proposto Reggio Calabria come destinazione, nel settembre del ’99, mi ha subito intrigato l’idea di giocare in un posto così distante da casa mia”, afferma Pirlo. “Fino ad allora, infatti, avevo sempre giocato in Lombardia. Così, scoprire il calore mediterraneo è stato bellissimo. Certo, il primo impatto non è stato dei più semplici, ma la gente di Reggio, la società e i compagni di squadra mi hanno aiutato tantissimo. Ho legato molto con il presidente Foti, che saluto sempre con simpatia e affetto. Tra i compagni, invece, ho ritrovato Baronio, con cui siamo cresciuti insieme a Brescia, dalle giovanili alla prima squadra, e a Reggio abbiamo legato tanto. Insomma, quella in amaranto è stata un’esperienza molto positiva. Ho dato tanto alla Reggina, ma la Reggina mi ha restituito al calcio delle “grandi”, con un carattere più forte e maggiore sicurezza nei miei mezzi e nelle mie possibilità. Mi ha dato fiducia, mi ha fatto crescere dal punto di vista tecnico e tattico, e mi ha fatto capire cosa significa combattere sul campo con lo spirito sportivo di una squadra provinciale”. In effetti, per Pirlo, quella in riva allo Stretto è stata davvero una grande stagione: 28 presenze e 6 reti in maglia amaranto, che hanno confermato il suo indiscusso talento. E tra i suoi dipinti più belli di quel campionato, Andrea ne ricorda uno, in particolare: “Il gran gol su punizione contro il Lecce”. Già, roba da stropicciarsi gli occhi. Così come lo è stato, sempre in quella stagione, il pareggio di Milano contro il Milan, in cui Pirlo ha segnato anche il gol del momentaneo vantaggio amaranto. “Quella partita, terminata sul 2-2, è stata a mio avviso la più bella”, afferma il centrocampista. “Tornare a San Siro da protagonista è stato un grande segnale per me e per la squadra, ed è stata una delle emozioni più grandi di quel campionato. Non la principale, però. Quella infatti, è stata indubbiamente la salvezza. E poi, gli applausi del Granillo: mettono sempre i brividi addosso. Il pubblico reggino merita davvero di essere definito il dodicesimo uomo in campo” - articolo letto 106 volte

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