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2008-06-22

Euro 2008 partita per partita: Russia-Olanda 3-1 dts: super Russia, bollita Olanda


OLANDA (4-2-3-1): Van der Sar; Boulahrouz (9' st Heitinga), Ooijer, Mathijsen, Van Bronckhorst; De Jong, Engelaar (17' st Afellay); Kuyt (1' st Van Persie), Van der Vaart, Sneijder; Van Nistelrooy. In panchina: Timmer, Stekelenburg, De Zeeuw, Robben, Melchiot, De Cler, Huntelaar, Vennegoor. Allenatore: Van Basten
RUSSIA (4-1-3-2): Akinfeev; Anyukov, Ignashevich, Kolodin, Zhirkov; Semak; Zyrianov, Semshov (24' st Bilyaletdinov), Saenko (36' st Torbinskiy); Arshavin, Pavlyuchenko (9' st supp. Sychev). In panchina: Gabulov, Malafeev, Berezutski V., Yanbaev, Berezutski A., Adamov, Ivanov, Shirokov, Bystrov. Allenatore: Hiddink
ARBITRO: Michel (Slovenia).
RETI: 11' st Pavlyuchenko, 41' st Van Nistelrooy, 8' sts Torbinski, 11' sts Arshavin.
NOTE: serata calda, terreno di gioco in non perfette condizioni. Oltre 42 mila gli spettatori. Ammoniti: Boulahrouz, Van Persie, Van der Vaart, Kalodin, Zhirkov e Torbinski. Angoli: 11-4 per la Russia. Recuperi: pt 1'; st 2'.
COMMENTO: era lo spauracchio degli Europei, appellativo che s�era guadagnata dopo le roboanti vittorie che avevano steso i Campioni ed i vice Campioni del Mondo, oltre che la Romania. L'Olanda per di più era reduce da uno scrosciante fase antecedente questa kermesse che ne suggerivano a maggior ragione un Europeo da protagonista. Ma dinnanzi ai fenomenali Russi tutto ciò è risultato insignificante.
Gli orange, apparsi bolliti in ogni reparto, andando avanti per forza d'inerzia, si sono fatti surclassare, specie nei supplementari, dagli avversari allenati dall'uomo dei miracoli Hiddink. Sono stati affondati dai colpi micidiali di un team che alla vigilia di questa kermesse non si sarebbe dovuta nemmeno qualificare per i quarti, chiusa com'era da Spagna e Svezia.
E persino la Grecia, in qualità di campionessa in carica, aveva delle quotazioni superiori agli ex sovietici. Colpa di chi non aveva tenuto in debita considerazione le loro immense qualità in grado di mettere in difficoltà qualsiasi avversario, e di batterlo anche. E' stato così con la Svezia di Ibrahimovic superata alla grande; con la Grecia e adesso persino con la squadra dei sogni rispondente all'Olanda.
Una Russia che per via del traguardo delle semifinali ottenuto ha una grande similitudine coi turchi, anche se in fatto di qualità credo non ci sia paragone essendo quest'ultimi assai inferiori ai nordici.
Intanto entrambe, in un modo o nell'altro, in un merito o nell'altro, sono ancora in corsa per un posto in Paradiso, vestendo magari i panni della Grecia 2004 che stupì tutti gli addetti ai lavori e non solo nel riuscire ad issarsi sul tetto d'Europa uscendo dai binari dell'ovvio.
Un'impresa destinata a quanto pare ad avere non pochi proseliti, antesignana di un calcio seriamente alterato nei proprio principi tradizionali, sempre più livellato, verso il basso o verso l'alto a seconda dei punti di vista, ma comunque non più scontato come un tempo. Se il successo della Grecia era stato un'avvisaglia, quello eventuale della Turchia o della Russia sarebbe la conferma di uno sport dove non ci sono quasi più team favoriti.
Dove ogni tradizione è fine a se stessa, destinata ad essere "oltraggiata" dai team emergenti di turno.
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