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2008-07-27

Tour de France 20° tappa: la magia della maglia gialla


Ci sono momenti in cui la voglia matta di vincere prevale sulle condizioni fisiche e sulle proprie caratteristiche qualitative non proprio consone a preponderare sull’avversario di turno.
È stato il caso di Carlos Sastre che ha sconfitto il favoritissimo della vigilia, quel Cadel Evans che a cronometro avrebbe dovuto sbaragliarlo, per riprendersi definitivamente la maglia gialla, strappandogliela in modo quasi irriguardoso per i sogni che ormai lo spagnolo stava per lo meno accarezzando fugacemente.
Sastre era consapevole che nelle prove contro il tempo aveva tutto da perdere. Soltanto un miracolo avrebbe potuto lasciarlo in carreggiata. Quel minuto e mezzo ricavato sull’Alpe d’Huez (tappone che aveva appena conquistato rifilando all’australiano 2’15’’ ca.) non poteva rappresentare un pericolo ponderato per Evans, al quale sarebbe bastato adempiere al suo dovere di cronoman per asservire il Tour de France n° 95.
Tuttavia, pur contemplando la laboriosità di mantenere la leadership, Sastre non poteva, non voleva assolutamente spogliarsi del simbolo del primato. Ed è stato così che l’iberico in una sorta di mission impossible è andato contro corrente, aggirando persino l’ostacolo a lui tradizionalmente insuperabile, sopravanzando, è proprio il caso di dirlo, se stesso ed ogni raziocinante prospettiva.
Se poi ci si mette la cosiddetta paura di vincere che abbranca il tuo avversario, ecco che il gioco è fatto. Sastre si ritrova il vincitore con addirittura 1’05’’ su Evans, un margine da far dissolvere ogni perplessità sul suo conto. Il caposquadra CSC ha saputo ricavare il maggior utile dalla magia della maglia gialla, effettuando per un giorno una specie di anacoluto col suo antecedente e per la figura di scalatore puro in generale, visto che da sempre chi è un fenomeno lassù sulle montagne poi si approssima a comprimario nelle lotte contro il tempo.
E se un grimpeur come Sastre assurge a sé anche le crono…in futuro ci sarà di che narrare.
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