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2008-08-04

L'Olimpiade


Fra mille strascichi polemici dovuti all'assegnazione ad un paese come la Cina lungi dal rispettare i diritti umani, parte la 26^ edizione delle Olimpiadi moderne.
L'Italia fra ansie (dovute principalmente al doping già protagonista non disatteso di codeste Olimpiadi) e speranze si avvia a far buona figura, eguagliando (o magari superando) i bottini delle ultimissime rassegne a cinque cerchi.
L'"ASTRAZIONE" OLIMPICA - Ci dividono ormai scampoli di ore all'inizio della 26^ rassegna Olimpica dell'era moderna, dal quel fatidico 1896 che segnò il risveglio di una manifestazione (da secoli caduta nel dimenticatoio salvo essere opportunamente riesumata da de Coubertin) che sin dagli albori dello sport ne è stata l'emblema dello stesso, issandolo oltre la mera accezione d'origine, andando ben al di là dell'agonismo atletico.
Le Olimpiadi, infatti, rappresentano la perfetta unione fra sport e valori, fra atleti e Nazioni d'ogni Continente, amalgamando diverse culture, etnie e religioni. L'Olimpiade da sempre è fraternizzare tra i popoli, abbattendo ogni barriera ideologica che possa in qualche modo pregiudicare la lieta convivenza fra gli abitanti di un Mondo intero che per quindici giorni possono finalmente convivere pacificamente, dando luogo alla proverbiale tregua olimpica che da epoche arcaiche fa da contrappunto alle Olimpiadi.
Oggi questi principi cardine dei Giochi stanno via via se non proprio scomparendo perlomeno perdendo quell'importanza imprescindibile degli anni remoti, cedendo il passo esclusivamente ai risultati ed al business che nel 2000 la fanno da padrone in maniera esacerbata. Parlare ai tempi d'oggi dell'importanza di partecipare in luogo del vincere ad ogni costo fa quasi sorridere, e coloro che osano ricordare la celebre affermazione del padrone dei Giochi rischiano di passare per eretici e salire sul patibolo degli scriteriati. Ciò nondimeno, io sono dell'avviso che la vera eresia sia il far smarrire originale fascino ad un Festival che non ha eguali sin dalla notte dei tempi.
LA SCELTA DI PECHINO - Anche se tutte questi bei propositi steccano con la scelta opinabile di conferire l'organizzazione di codesta kermesse ad un paese come la Cina che non è di certo un esempio di rispetto della dignità umana che ai Giochi la dovrebbe fare da padrone. In molti hanno paragonato la scelta del CIO di affidare un evento di tale caratura, a quella del 1936, quando ad ospitare i Giochi fu addirittura l'orribile Germania Nazista di Hitler.
Corsi e ricorsi storici a parte il solo vaglio di Pechino per le Olimpiadi fu all'epoca (la XXIX Olimpiade è stata assegnata a Pechino il 13 luglio 2001 durante il 112° congresso del Comitato Olimpico Internazionale svoltosi a Mosca) un obbrobrio, un'offensiva al buon senso e un ceffone a tutti coloro che giorno dopo giorno vivono sulla loro pelle le atrocità di uno Stato governato con sistemi arcaici ed improponibili nell'odierna civiltà avanzata d'Europa e non solo. Diritti umani a parte Pechino non è la città ideale nemmeno per il l'atmosfera, e non mi riferisco metaforicamente a quella degli animi surriscaldati (il consueto passaggio della Torcia, che sarebbe dovuto essere un momento di gioia, ha dato vita a delle situazioni imbarazzanti, fra le più critiche della storia Olimpica, visto che moltissime persone hanno approfittato di questo simbolo per assurgerlo come cassa di risonanza per svariate proteste più o meno legittime: doveva essere un tragitto glorioso, sì è trasformato piuttosto in un "estenuante calvario" irto d'ostacoli), che già sarebbe di per sé grave, ma all'inquinamento che negli ultimi anni sta rendendo letteralmente irrespirabile una metropoli troppo sviluppata, dove vivere è diventato insopportabile, per una città che sta facendo dell'ecosostenibilità uno sgradevole optional di cui è saggio farne a meno, in favore del business esasperato, per un degrado senza molti eguali nel Pianeta Terra.
Un mix di condizioni che senz'altro non agevola lo svolgimento delle gare ed il beneplacet (si fa per dire) degli atleti. Comunque ormai è troppo tardi per esprimere dissensi. Sta arrivando l'ora x e per quanto possibile non ci resta che goderci lo show.
LE ASPETTATIVE AGONISTICHE - Tecnicamente parlando gli USA si apprestano a far tintinnare il medagliere con onorificenze a bizzeffe, ma stavolta il loro Impero potrebbe subire i potenti attacchi della Nazione ospitante che soltanto un quadriennio orsono si piazzò al 2° posto a soli 4 ori dagli imbattibili americani.
Ed anche la Russia potrebbe mettere in pericolo l'assodata leadership del Paese a stelle e strisce. Quanto all'Italia si punta ad un bottino come sempre ragguardevole, e fra ansie (dovute al doping che ha già mietuto qualche vittima eccellente) e...speranze ci si vede nei primi 8 posti del medagliere, con un obiettivo ben precisato, ovvero di scavalcare la Francia al 4° posto di sempre, nostra Nazione rivale per eccellenza che dista appena un alloro più prezioso da noi, e magari superare di gran carriera la nobile decaduta dell'Inghilterra per un 3° POSTO (che fra l'altro già occupiamo in assoluto, ovvero comprendendo i Giochi Invernali) che avrebbe dell'inverosimile e proietterebbe codesta spedizione nella leggenda universale dello Sport tutto.
Traguardi vanitosi ma di certo non sconclusionati. Fra gli atleti che potranno farsi partecipi di quest'eventuale idillio rimembriamo al volo i nuotatori Magnini, Rosolino (capostipite di una generazione di fenomeni), Alessia Filippi e Federica Pellegrini; fra gli schermidori vantiamo Montano, Sanzo, la sempreverde Trillini e l'immensa Vezzali; fra i ginnasti oltre all'olimpionico Cassina non possiamo esimerci dal citare la Ferrari, punta di diamante di un movimento in continua crescita; nell'atletica leggera ci giochiamo le carte Howe nel Lungo, Baldini nella Maratona, Brugnetti nella Marcia e la Di Martino nell'Alto; infine molte speranze sono ripiegate nel ciclismo (Bettini in primis) e negli sport di squadra, dove però negli ultimi 3 anni stiamo annaspando, specie nella Pallanuoto uomini e nella Pallavolo, sempre al maschile.
Il nostro portabandiera Antonio Rossi (canoista 3 volte campione olimpico) a 40 anni non può pretendere una medaglia, ma la sua presenza (alla stregua della 44enne Josefa Idem, anch'ella canoista) impreziosisce una sfilza d'atleti italiani che per ottenere prestigiosi traguardi faranno bene a ghermirlo da esempio, come sportivo e come uomo.
Le Olimpiadi saranno visibili anche in chiaro su RAI2 ed in rete sul portale WWW.RAI.IT.
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