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2008-08-04

L'Italia delle Olimpiadi Emozioni d'altri tempi (breve storia)


La prima partecipazione documentata degli azzurri risale alle Olimpiadi del ‘900 a Parigi dove concludemmo il medagliere all’8° posto con 2 ori e 2 argenti.
La medaglia per i nostri colori andarono lo sciabolatore A.Conte (oro), il cavaliere G.G.Trissino (1 oro ed 1 arg) e l’altro sciabolatore I.Santelli. Nel 1909 salimmo altre 2 volte sul gradino più alto del podio con il ginnasta Braglia ed il lottatore Porro. Nel medagliere arrivammo 9° con 2 ori ed altrettanti argenti.
All’epoca gli azzurri non erano preparatissimi come oggi e perciò vincere già 4 medaglie rappresentava un buon risultato. Il tempo delle grandi soddisfazioni stava però per arrivare, ed i primi bagliori di gloria s’intravedono a Stoccolma nel ’12 quando vincemmo 3 ori (2 con Braglia nella ginnastica ind e a squadre ed 1 con Nedo Nadi nella scherma) 1 argento e 2 bronzi.
Il medagliere ci vide classificarci all’11° posto, non male per un Paese ancora in fase di rodaggio sportivo specie per le condizioni arretrate cui versava. Dopo la Grande Guerra, ad Anversa 1920 raggiungeremo un autentico exploit inimmaginabile alla vigilia, che rendeva onore e merito ad un movimento che ormai era sulla scia delle grandi potenze europee e mondiali. Vinceremo addirittura 13 ori di cui 5 nella scherma grazie al lodevole contributo del più grande sportivo italiano d’ogni era (ex aequo con qualcun altro mito, ad esempio con G.Bartali, F.Coppi od i fratelli Abbagnale…) capace di fare l’en plein in tutte le specialità schermistiche cui prese parte, sia nelle prove individuali che in quelle a squadre, per un record che sinora risulta inavvicinabile, anche perché ai tempi d’oggi, con la specializzazione esasperata, è impossibile eccellere in più di una specialità.
Fra i protagonisti di quella delegazione tricolore rimembriamo U.Frigerio nell’Atletica con 2 ori nella marcia ed il ginnasta G.Zamponi. A completare il nostro celebre bottino ci furono 5 argenti e 6 bronzi, per il 7° posto finale nel medagliere. A Parigi 1924 non riusciremo a ripetere la sensazionale spedizione di 4 anni prima, tuttavia il nostro “score” sarà di assoluto valore, pari ad 8 ori 3 argenti e 5 bronzi che ci eleveranno addirittura al 5° posto nel medagliere finale. Nel computo degli allori figurano le imprese del solito Frigerio, del ginnasta Martino e dei sollevatori di pesi Gambetti, Galimberti e Tonani.
Quattro anni dopo ad Amsterdam ci fregeremo di 7 ori, 5 argenti e 7 bronzi. Entreranno nella storia i pugili Orlandi, Tamagnini e Toscani con un oro ciascuno. Nel medagliere saremo 5^.
A Los Angeles 1932 Mussolini si attende il Massimo e difatti I nostri atleti non lo deluderanno vincendo ben 12 medaglie per ogni metallo, arrivando al 2° posto nel medagliere, dietro soltanto agli imbattibili Stati Uniti. Protagonista assoluto per i nostri colori fu il nuovo superlativo ginnasta R.Neri autore di 2 ori. Dopo l’indimenticabile Olimpiade americana gli azzurri escono un po’ ridimensionati dalla kermesse di Berlino stravinta dalla Germania Nazista. Ci classificheremo al 4° posto nel medagliere con 8 ori 9 argenti e 5 bronzi. La scherma farà ancora la parte del leone regalandoci 4 ori.
La Guerra è passata, si ritorna al tran tran quotidiano con l’Europa lacerata da morte e miseria. Molti degli atleti delle passate edizioni sono caduti in Guerra, tuttavia la voglia di ricominciare a godersi la vita è preminente ed i nostri atleti se ne fanno portavoce a Londra 1948, per un approccio col dopoguerra veramente felice. Vinceremo 8 ori 12 argenti e 9 bronzi che ci isseranno al 5° posto. Fra i decorati si fanno notare particolarmente A.Consolini nel disco e la Pallanuoto uomini che regala ai nostri il 2° oro di squadra dopo quello del calcio nel ’36. da quel momento gli uomini della Pallanuoto verrano ricondotti ad un unico epiteto, 7 BELLO.
Quattro anni dopo ci ripeteremo ad Helsinki, confermando gli 8 ori ed il 5° posto nel medagliere per Nazioni. Fra coloro che si fregeranno del metallo più prezioso citiamo lo schermidore, erede designato di Nadi, Edoardo Mngiarotti. A Melbourne è ancora 5° posto ed 8 ori in cascina, 3 saranno gli ori nella scherma, solita dispensatrice di gloria, e nel ciclismo, altra disciplina prodiga di soddisfazioni sin dai tempi remoti.
Dopo oltre un secolo la torcia di Olympia illumina l’Italia: Roma diventa per 15 giorni la capitale dello sport a 5 cerchi. I nostri non deludono le aspettative andando a racimolare imprese su imprese, toccando quota 13 ori, 10 arg e 13 bronzi, per un record imbattuto di 36 medaglie che ci issano al 3° posto nel medagliere, primi fra i terrestri se si esclude la solita coppia d’assi composta da USA ed URSS. Cinque ori li vinceremo nel ciclismo di cui un paio con S.Gaiardoni. Vittorie destinate ad entrare nell’immaginario collettivo saranno quelle di Berruti nei 200 metri piani, della Pallanuoto e del pugile Benvenuti, ultimo di una generazione di fenomeni.
A Tokyo 1964 ripeteremo a grandi linee la leggendaria Olimpiade italiana, con 10 ori ed altrettanti argenti, 7 i bronzi per un rispettoso 5° posto nel medagliere.
Di tutt’altro respiro il bottino di Messico ’68 dove porteremo a casa soltanto 3 ori, uno dei quali col più grande tuffatore che l’Italia abbia mai potuto vantare nelle proprie file, KlaUS Dibiasi. Nel medagliere ci classificheremo al 13° posto, superati persino da Polonia e Romania. Da dimenticare è tutto sommato anche la successiva spedizione di Monaco di Baviera dove ci verranno attribuiti 5 ori con annesso 10° posto nel medagliere. Fra i vincitori avremo ancora Dibiasi.
Vergognosa la spedizione di Montreal dove a parte il solito Dibiasi vinceremo un altro oro nel fioretto con Dal Zotto, per un bottino impinguato da 7 argenti e 4 bronzi, che ci daranno il 14° posto nel medagliere, e l’unica consolazione è che la Francia –acerrima rivale da sempre-riesce persino a fare peggio di noi con 2-3-4.
Dopo questa sciagurata avventura ci rimbocchiamo le maniche per dare vita ad una grande spedizione a Mosca 1980 dove agguanteremo il 5° posto finale con 8 ori, fra cui sono da annoverare nel libro dei ricordi leggendari quelli di Mennea nei 200 metri piani, di Sara Simeoni nell’Alto e di Oliva nella Boxe.
Ed eccoci all’Olimpiade del record ancora imbattuto di 14 ori: Los Angeles ’84. Alla fine saremo quarti anche in virtù di uno dei successi più belli nella storia Olimpica, ovvero quello di Gabriella Dorio nei 1500 donne, senza nulla togliere agli altri trionfi azzurri, tutti degni di essere considerati indimenticabili.
A completare il nostro bottino superbo arriveranno anche 6 argenti e 12 bronzi, per un totale di 32 allori, a – 4 da Roma ’60.
Dopo la più bella Olimpiade di sempre l’Italsport ritorna a sfoderare prestazioni sulla falsariga degli anni ’50. A Seul infatti raccoglieremo gioie ed amarezze, per un 10° posto (fruto di 6 ori) che non ci rende giustizia. Indimenticabile l’apoteosi dei fratelli Abbagnale che nel canottaggio bissano l’oro di Los Angeles entrando nella leggenda del remo. Indimenticabile anche la prestazione di Bordin che nella Maratona sale sul gradino più alto del podio a distanza di 80 anni dal dramma di Dorando Pietri che a Londra 1908 commosse il Mondo per la squalifica comminatagli per essere stato sorretto dai giudici di gara.
Anche Barcellona 1992 non sarà prodiga di grandi exploit, ciononostante strappiamo un 12° posto che alle soglia del terzo millennio è assai onorevole. Gli ori saranno 6 e porteranno la firma fra gli altri dello sfortunato Casartelli che pochi anni dopo morirà a seguito di una caduta durante il Tour de France e della immortale Trillini che proprio in quell’Olimpiade principiò una carriera senza tanti eguali nella storia dello sport al femminile, carriera che gli regalerà innumerevoli vittorie, sia individuali che a squadre, dove con la Bianchedi e la Vezzali darà vita la Dream Team del fioretto.
Decisi più che mai a tornare ai vertici ad Atlanta ’96 tocchiamo quota 13 ori (35 allori in totale) in virtù in primis delle storiche affermazioni del precitato Dream Team, del ginnasta Chechi ribattezzato il Signore degli Anelli e dulcis in fundo di Agostino Abbagnale (fratello di Giuseppe e Carmine) che dopo aver tentato di morire per una tromboflebite fa rivivere ai nostri l’Oro di Seul. Indimenticabile anche la doppietta del canoista Rossi e della spada a squadra con Cuomo, Randazzo e Mazzoni lesti ad infiammare i cuori tricolori col loro stoicismo, vincendo una finale a tratti drammatica. Nel medagliere saremo sesti.
L’exploit di Atlanta avrà una superba replica a Sydney, ancora con 13 ori (34 allori totali) che varranno un posto fra le prime 7 Nazioni del Pianeta, ed in un’epoca dove le nuove leve dello sport avanzano di gran carriera è sicuramente un pregevolissimo risultato. Agostino Abbagnale entra definitivamente nella leggenda col 3° Oro in altrettante Olimpiadi, mentre destano stupore i nostri nuotatori che per la prima volta salgono sul gradino più alto del podio (doppio oro per Fioravanti) e la replica nel ciclismo della Belletti e di Paola Pezzo. Valentina Vezzali realizza il sogno Olimpico, unico alloro che mancava in un palmares da star assoluta della lama, invece A.Rossi fa tris nella canoa, stavolta affiancato da un validissimo Bonomi.
Ed eccoci all’ultima Olimpiade, Atene 2004. Anche in quella occasione ci lustreremo gli occhi con ben 10 Ori che ci pongono all’8° posto in virtù delle affermazioni dei vari Bettini (ciclismo) Vezzali e Baldini nella Maratona. Epiche anche l’ argento della sempreverde Trillini (34 anni), del solito A.Rossi (36 anni), Josefa Idem (canoista di 40 anni!) e Jury Chechi che a 35 anni sfiora persino il gradino più alto del podio.
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