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2008-08-24

A Pechino è Super Cina (riflessioni su Pechino 2008)


A Pechino è Super Cina: gli USA –malgrado abbiano vinto più ori di 4 anni fa- dopo oltre un secolo di stradominio devono abdicare dal Trono dinnanzi all’impetuosità dell’emergente Impero Asiatico.
Imperiosa Olimpiade anche per la Gbr, 4^ nel medagliere. Accenna una leggera crisi la Russia decimata da innumerevoli casi di doping. Spedizione sfortunata ed a tratti disastrosa per la nostra delegazione che-in condominio con l’acerrima rivale della Francia, agganciata nel medagliere di tutti i tempi- non riesce più a tenere il passo delle Big, troppo forti per le nostre potenzialità rimaste attardate, non sufficientemente in linea con gli attuali livelli estremi di competitività. Alla fine raccogliamo 8 Ori, bottino di molto inferiore alle nostre attese.
Fra gli atleti è straripante l’americano Michael Phelps con 8 Ori; mentre l’Atletica partorisce il nuovo Figlio del Vento: Usain Bolt (Giamaica), triplo Oro e triplo record del Mondo nei 100, 200 e nella staffetta 4x100. Questi i motivi prevalenti della 29^ Olimpiade Moderna che –revanscismo a parte – è stata una Signora Olimpiade che ha dato vita ad un contrappunto di suggestioni.
CINA DA BRIVIDI - Vanno in archivio i Giochi Olimpici di Pechino 2008 all’insegna dello strapotere della… “tigre asiatica” (ormai sotto ogni profilo, da quello economico a quello sportivo) della Cina che –come fortissimamente prefissatasi- stravince l’Olimpiade da essa organizzata.
D’altra parte era quasi impossibile per una super potenza (già in gran spolvero 4 ani orsono) rimediare una magra figura a casa propria, per un Paese che ha vissuto questa esperienza come un sogno ad occhi spalancati, con l’obiettivo di mostrarsi al Mondo in tutto il suo sfolgorio, e così i cinesi si sono superati, andando persino al di là di ogni chimerica previsione. Persino la potenza storica incontrastata (se non ai tempi dell’URSS) degli U.S.A. è costretta ad assoggettarsi dopo un secolo di leadership indiscussa, per un passaggio di consegne epocale che fa da sconfinato spartiacque con il passato.
PHELPS E’ UN MARZIANO - USA che si consolano però con uno dei migliori esseri umani (quasi..umani) che sia mai manifestatosi sulla faccia della Terra, il nuotatore Phelps: il simbolo dei Giochi -dopo esserlo stato ad Atene- è ancora lui, 8 ori, sotterrato –incredibile ma… leggendario- il mega record di Spitz stabilito a Monaco 1972 che, sempre nelle corsie in piscina, si “fermò” a 7. Il nuovo mostro dello Sport, dopo Pelè, più di Carl Lewis, Schumacher, Laver, Marciano, Bartali, Coppi, N.Nadi, Abbagnale G,C,A., Di Stefano, Crujff, Cassius Clay, ecc… è lui!
L’americano è stato il prototipo del super atleta, il primo a mostrare allo stesso tempo una forza ed una completezza fuori dall’ordinario. Ormai ogni record è stato infranto, ogni traccia di umanità è svanita, ascendendo inderogabilmente all’Olimpo degli dei.
BOLT E LA SUA GIAMAICA, MAI COSì IN ALTO - L’altra stella megagalattica di questa kermesse è stata quella del giamaicano Usain Bolt che riesce nella magica accoppiata 100 e 200 (l’ultimo a riuscirci ai Giochi fu Carl Lewis) stabilendo il record Mondiale in entrambe le distanza, rispettivamente con un egregio 9’69” e con un fantasmagorico 19’30”, 2 centesimi in meno del missile di Michael Jonson che nel lontano 1996 scioccò il Mondo con 19’32”, frantumando il quasi ventennale primato del nostro Pietro Mennea.
E come se non bastasse l’atleta giamaicano ha trascinato anche la staffetta 4x100 al trionfo con il 3° record del Mondo. Giamaica che proprio in questa Olimpiade ha incantato il Mondo andando ad ottenere nel medagliere complessivo un piazzamento senza eguali nella storia, ed il tutto esclusivamente grazie all’Atletica.
Fra i protagonisti assoluti rimembriamo anche il fondista Bekele, irresistibile nei 5000 e 10.000.
DISGRAZIATA ITALIA - Un’Olimpiade che tuttavia sarà rimembrata anche per lo score della Selezione Azzurra, in allarmante flessione rispetto alle antecedenti kermesses a 5 Cerchi. La Comitiva italiana, fermatasi dopo un inizio scoppiettante (6 Ori in altrettanti giorni) a quota 8 Ori (che rimane in ogni modo uno dei migliori gruzzoli di sempre), è stata, infatti, colpita da una sorta di maledizione, un castello di carta che crollava su stesso, un’ecatombe, per una Nazione asservita da quasi tutte le Grandi, facendo registrare delle prove disastrose negli sport di squadra (calcio e pallanuoto in primis) e persino in settori da sempre serbatoi di Ori come il Canottaggio (1 argento e via), il Ciclismo su pista (rimasti all’asciutto), la Ginnastica (complici i giudici…) ed il Tiro a segno.
Frustrazioni su frustrazioni che al tirar delle somme ci lasciano un fortissimo amaro in bocca, specialmente perché abbiamo raccattato molto meno di quanto eravamo all'altezza, dissipando innumerevoli cartucce, da Vanessa Ferrari (astro della Ginnastica) ad Andrew Howe, da Marco Galiazzo (nell’Arco individuale) al ginnasta della Sbarra Igor Cassina al pugile C.Russo, “solo” argento..
In un Mondo sempre più concorrenziale, con lo Sport che sta lambendo livelli qualitativi magnificati, procacciarsi un alloro è divenuto sempre più un’ardua impresa. E se non ci adegueremo celermente al passo delle big saranno dolori. Al momento, sfortuna a parte, risultiamo quasi obsoleti, inadeguati rispetto alle varie Gran Bretagna (la migliore Olimpiade dell’ultimo cinquantennio), Corea, Giappone, Australia, Germania… accusando un gap che nel giro di qualche decennio potrebbe risultare incolmabile.
Il bilancio di Pechino deve indurci a riflettere rispetto a quelle che sono le nostre potenzialità, senza cadere nell’errore di autolodarci per quello che abbiamo raccolto (visto che comunque potrebbe apparire un Signor bottino): si rivelerebbe controproducente. E nemmeno dobbiamo consolarci più del necessario con la mezza debacle francese (7 Ori). Bisogna, invece, assolutamente rimboccarsi le maniche serbando la convinzione che si può e si deve migliorare.
SE SI VIAGGIA A 1000 ALL’ORA… - In una esasperata corsa ad ostacoli per sovrastare l’avversario, il passo per passare dalla eccellenza alla mediocrità puo’ risultare estremamente breve. E proprio il Nuoto ne è l’emblema, per una disciplina popolata ormai da extraterrestri (Phelps in prima linea), dove già arrivare in finale è diventato proibitivo.
Ne sa qualcosa Magnini che col titolo iridato al collo ha fallito l’appuntamento più importante, quello valido per sperare nel podio. O Colbertaldo, tanto per menzionare contemporaneamente i fallimenti clamorosi dell’Italnuoto, anche se alla fine possiamo vantare un Oro storico con la Pellegrini nei 200sl e un altrettanto strepitoso argento con la Filippi nella quadrupla distanza. Disciplina nella quale Rosolino -il più grande nuotatore azzurro all time- forse si congeda bruscamente dal grande palcoscenico, lui che sino a pochi mesi fa sfiorava il titolo europeo individuale, vincendo quello a squadre. Strafalcioni verificatisi ahinoi anche nel Canottaggio che come già proferito ci regala un solo argento con i vari Galtarossa e Raineri, ultimi piccoli miti rimastici nel remo internazionale.
E che dire dell’Atletica, dove Schwarzer a parte (Oro nella Marcia 50km) persino il lunghista Howe è andato ben lontano da ogni remota speranza di medaglia… Per non parlare degli sport di squadra dove sarebbe opportuno stendere un velo pietoso: probabilmente si chiude un’epoca irripetibile per la nostra Italia…
Ci consoliamo con la Scherma, l’unica sinora a non smentirsi, con l’Oro di Tagliariol e soprattutto quello favoloso, memorabile, magico della solita Vezzali. Con la Boxe grazie al favoloso Oro di Cammarelle vinto con irridente scioltezza. E con discipline tradizionalmente ostiche come il Tiro al volo donne (primo Oro con la Cainero), Taekwondo, e la Lotta (fantastico Minguzzi!), dove ormai non vincevamo da tempi non sospetti.
Imprevista la vittoria della Quintavalle nel judo, altra disciplina non proprio sorridente con noi, anche se in passato le soddisfazioni non erano poi latitate. Merita una menzione altresì il favoloso argento della Idem: la canoista azzurra, infatti, è riuscita a conquistare il 38° alloro (fra Olimpiadi, Mondiali ed Europei) di una carriera leggendaria che a 44 anni potrebbe non essersi conclusa qui.
Per i meno informati ricordiamo il consuntivo di Atene 2004: 10 Ori, 11 Argenti ed altrettanti Bronzi, per un totale di ben 32 allori che ora più che mai non possiamo non rimpiangere. Allora, forza azzurri, Londra 2012 già incombe. E farsi cogliere di sorpresa sarebbe un sacrilegio…
CANOTTAGGIO – AZZURRO SBIADITO Magra figura degli azzurri anche a causa dei parametri Olimpici a dir poco opinabili che di fatto ci hanno escluso dalla possibilità di far valere la nostra celebre tradizione remiera, ottenendo un bottino (argento con il “4 di coppia” composto da Luca Agamennoni, Simone Venier, Rossano Galtarossa, Simone Raineri) in linea con la nostra deludente avventura Olimpica. Alla fine per noi ci sarà un misero 14° posto nel ranking a 5 cerchi, con la Gran Bretagna che puo’ dettar legge senza tanti patemi con 2 Ori ed altrettanti Argenti e Bronzi, mentre sorprende il 5° posto nel Medagliere dell’asso pigliatutto Cina, sugli scudi anche in una disciplina dove sino a non molto tempo fa arrancava già alle prime asperità.
SCHERMA – VEZZALI SURREALE La nostra delegazione ha dato vita ad una sontuosa Olimpiade, anche se in ribasso rispetto ad Atene 2004. Per i nostri colori sono arrivati in primis 2 Ori, con Tagliariol nella Spada e con la immortale Vezzali (vedi Speciale dedicato agli eroi azzurri) che è riuscita a centrare il 3° Titolo Olimpico individuale, trascinando la squadra del Fioretto donne ad un Bronzo che senza lo scippo subito in semifinale contro i russi sarebbe potuto essere argento od oro. In testa al medagliere, per la differenza argenti, termina la solita inossidabile Francia grazie alle prove a squadre (in quelle individuali era stata un patatrac), desta stupore lo zero nella casella Ori dell’Ungheria, nobile decaduta della Lama…
NUOTO – UN MOSTRO DI NOME PHELPS Detto di Phelps, entrato ormai nel mito assoluto dello Sport con 14 Ori complessivi ai Giochi, ci rimane da ricordare la storica doppietta del nipponico Kitajima nella Rana; il successo del francese Bernard nella specialità regina, i 100sl; in ambito donne le doppiette di Britta Steffen (Ger) nei 50 e 100sl; della britannica Adlington nei 400 e 800sl; e di Stephanie Rice, Australia. Per un Medagliere che manco a dirlo vede svettare gli USA con 12 Ori, doppiando l’Australia, che a sua volta conquista il triplo di medaglie pregiate rispetto a Giappone, Gbr e Germania. Delude la Francia (1 Oro) a causa della defaillance della Manadou, mentre gli azzurri si accontentano del successo della Pellegrini nei 200sl e dell’argento targato Alessia Filippi negli 800sl.
MEDAGLIERE FINALE PECHINO 2008: Italia 9^. Stupisce la Giamaica. Buio pesto per l’Ungheria ed il Canada.
http://www.olympic.it/italian/game/id_S2008
MEDAGLIERE ESTIVO ASSOLUTO: L’Italia guadagna una posizione, eguagliata la Francia
http://www.olympic.it/italian/medal/id_summer.htm
MEDAGLIERE COMPLESSIVO: Tutto invariato sul podio
http://www.olympic.it/italian/medal
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