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2008-08-31

Portieri. Li prendiamo all'estero, sono migliori?


Beh si parla da un po’ della mancanza di portieri italiani di livello, si dice che dietro Buffon c’è il vuoto, che la storica scuola italiana si è bloccata, che nessuno raccoglie il testimone di Zoff o Alberatosi o Zenga.
Non sarà che andare a prendere portieri con improbabili cognomi sudamericani sia più semplice che investire nei giovani italiani?
Perché ci viene questo dubbio? Avete notato che papere riescono a combinare i vari Muslera, Dida e compagnia? Certo si può affermare che abbiamo in Italia anche “fuoriclasse” come Julio Cesar e Frey e altri ottimi numeri 1 stranieri, ma non basta.
I giovani portieri ci sono e sono bravissimi, alla Sampdoria c’è Fiorillo, la Roma ha (aveva) Curci, l’Atalanta Consigli, in serie B ci sono Viviano (Brescia), Zotti (su cui la Roma non ha creduto), Alfonso (al Pisa) e altri.
Sono tutti ragazzi che fino a 16-17 anni sono considerati grandi promesse, poi si scontrano col poco coraggio di tecnici e presidenti che sanno bene che un portiere argentino o peruviano riempie la bocca dei tifosi per tutta l’estate, mentre un giovane italiano sarebbe bersaglio di critiche al primo errore in una amichevole estiva.
Ci vorrebbe calma e sangue freddo, convinzione e coraggio per lanciare certi giovani alla ribalta della serie A, anziché mandarli in prestito in improbabili campi di C. D’altra parte Buffon fu schierato a 17 anni in Parma-Milan, non dimentichiamolo….
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