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2008-09-04

Situazione economica serie A


Osserviamo la situazione economica in cui versa il calcio italiano. I dati si riferiscono al 2006, ma sono comunque indicativi della situazione complessiva.
Il giro d’affari è calcolato in 1.300 milioni di euro, le perdite riportate dalle società (dato aggregato) sono di 160 milioni condite da debiti per 1.600 milioni.
Con questi dati non stupisce che si cerchino “scorciatoie” contabili (cessioni del marchio a società di proprietà o iscrizione del parco giocatori per valori alquanto discutibili) che consentano ancora di dare l’assalto ai trofei più prestigiosi, e soprattutto che si invochino aiuti dai governi (clamoroso il caso della legge salva-calcio).
Il problema riguarda anche la “spartizione ” dei proventi, infatti valori variabili tra il 50% e il 70% dei ricavi complessivi provengono dalle 4 società più importanti.
La maggior parte degli introiti (ma questo si sapeva già) deriva dai diritti televisivi (oltre la metà di tutte le entrate), mentre rimane con quote irrisorie il merchandising.
Si spende troppo per stipendi di tesserati (fino ai ¾ delle entrate) e strutture di proprietà (centri tecnici in primis).
Nel 2007 ci sono comunque state società di Serie A che sono riuscite a portare il bilancio in attivo, miglior performance per l’Udinese (13 milioni), e un plauso al “piccolo” Empoli (2,5 milioni) che nonostante sia retrocesso dimostra di avere una struttura societaria di primissimo ordine.
Maglia nera per il Napoli (oltre 30 milioni di passivo) neo-promosso.
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