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2008-12-22

Catania - Roma: commento tattico


Partita giocata su lanci lunghi , poco rasoterra. Terlizzi recordman per il Catania in materia di palloni recuperati, 17, più in generale, guardando i palloni giocati, i centrali difensivi del Catania fanno poco, sintomo di una Roma sfilacciata , che non riesce a coniugare le giocate a centrocampo con gli spunti degli attaccanti, esattamente quanto “progettato” e dichiarato da Zenga a metà settimana; che soddisfazione per il tecnico etneo battere quello Spalletti che ha rivelato essere il suo punto di riferimento professionale.
Il più impegnato del settore difensivo è Silvestre (16 palloni recuperati ed oltre 30 giocati), la cui media d'operosità si alza dal 70' in poi quando Zenga lo fotocopia su Menez , sul quale De Rossi indirizza ogni suo passaggio, quasi in automatico. Per chiudere ogni spiraglio il tecnico etneo deciderà di togliere Izco, esterno del 3-5-2, optando per un difensore destro più esperto in fase difensiva come Silvestri, e passando al 4-4-1-1 .
La vittoria del Catania, oltre che nei meriti dei giocatori, sta indubbiamente in quelli dell'allenatore che, a dispetto d'ogni pronostico, lascia in panchina l'irrinunciabile Ledesma presentando in campo una mediana tutta d'incontristi, rispolverando persino Baiocco, un muro imperforabile completato da Carboni e Biagianti (10 contrasti vinti). Sugli esterni chiudono e ripartono Tedesco ed Izco, mentre Mascara folleggia a destra e sinistra, dettando i tempi della manovra, in perfetta simbiosi con gli inserimenti di Morimoto, colto solo rare volte in fuorigioco. Il giapponese è il vero incubo di Spalletti, ne fa due, di goal, ma costruisce almeno altre 4 occasioni che solo per caso fortuito non arrotondano ulteriormente il punteggio.
Non è un caso se nelle percentuali di pericolosità ed attacco alla porta avversaria è il Catania a primeggiare. Contenere, chiudere e ripartire, un atteggiamento tipico della trasferta ma che il Catania è riuscito ad interpretare nella miglior accezione possibile, sorprendendo con i migliori 70' visti al Massimino da qualche decennio a questa parte, come avversario c'era la Roma, non male è dire poco.
La squadra è compatta, si muove con sincronismi perfetti , tutti difendono quando c'è da difendere, tutti attaccano quando c'è da attaccare, fatto sta che la Roma ne capisce davvero poco, sembra giochi in inferiorità numerica anche se, col suo possesso palla e con la sua supremazia territoriale, prova ad affacciarsi dalle parte di Bizzarri che però resta quasi totalmente inoperoso, tant'è che il numero di conclusioni in porta termina in pareggio, nonostante la Roma, fino ad oggi, fosse stata una delle squadre con maggiore facilità di tiro, evidentemente è stato superlativo, il Catania, tanto da costringere Vucinic a trucchi da Oratorio , come quando con la testa strappa il pallone dalle mani di Bizzarri, pronto a rinviare: giallo.
Tedesco piazza il suo 6° Assist in campionato, il lunghissimo lancio che libera Morimoto davanti a Doni è tutto di sua invenzione; Mascara si conferma imprescindibile , 49 passaggi, 7 palloni conquistati, 3 dribbling,4 cross, e sempre più attento lettore delle trame di gioco, il primo goal è un contropiede magistrale che mette in luce tutte le doti del calatino: ruba palla a Perrotta , affonda al centro, aspetta l'allargarsi sulle fasce dei due compagni (Morimoto e Baiocco)e poi serve a quello, Baiocco, più distante dal diretto marcatore, goal. In tutto ciò da evidenziare anche la leggerezza difensiva della Roma, che persa palla a centrocampo si trova sbilanciata oltremodo, con i soli due centrali per altro troppo alti , ad arginare l'invitabile superiorità numerica.
Giornata da dimenticare per Juan e Mexes , di contro alla prestazione di Davide Baiocco, accantonato in tribuna per un mese circa, e che ha risposto sul campo a due domande “Il turnover fa bene?” e soprattutto “Quanto ancora puoi dare al Catania?”. Migliore in campo dei suoi, capitano, tutte le azioni portano il suo sigillo, con Tedesco costituisce l'asse principale di ogni manovra , oltre 16 scambi tra i due, senza tralasciare Carboni , una media impressionante d'oltre il 90% di precisione nei suoi passaggi effettuati.
Da evidenziatore rosso le due sviste clamorose della difesa etnea che in 4' portano il 3-0 al 3-2, la rete di Vucinic è fotocopia, nella dinamica, di quanto accaduto col Lecce, tracciante alto di oltre 30 metri da anticipare assolutamente di testa, così non è; nella rete di Menez o si fa il fuorigioco bene o non si lascia solo un attaccante , Bizzarri di miracolo ne fa solo mezzo, e non basta a disinnescare il finale al cardiopalma, con Okaka che svetta in solitaria , in area, marcato da nessuno.
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