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2009-02-24

Quel fruscio di bandiere..


Arriva la capolista, arrivano i campioni d’Italia, proprio nel giorno in cui noi rossoblu renderemo l’ultimo tributo al grande Giacomo Bulgarelli.
Sinisa oggi si troverà di fronte il suo passato più recente, quel passato che l’ha visto come giocatore e dove ha mosso i primi passi da allenatore. Lancia alcuni messaggii in settimana, qualcuno pensa che potrebbe parlare un po’ meno, io francamente amo le persone che non le mandano a dire, che se possono si tolgono anche qualche sassolino nella scarpa. Amo queste persone perché sono così anche io, e amo in modo particolare chi è così in questo che, vorrei chiamare pazzo, ma forse oggi è più giusto chiamare addirittura “marcio”, mondo ipocrita del calcio, dove di vero, credo, è rimasto ben poco. Ma adesso è arrivata l’ora di andare oltre le chiacchiere, è arrivata l’ora di scendere in campo contro la capolista, con questa squadra che ci sbatte in faccia la propria opulenza….Ibra, Julio Cesar, Rivas, Figo, Zanetti, Cambiasso, Balotelli, Adriano….mamma mia, c’è da intimorirsi anche solo a pronunciarli questi nomi, ma io non ho affatto paura, io sono solo orgogliosa di tifare per gli altri, per quelli vestiti di rossoblu che sicuramente dovranno soffrire fino all’ultima giornata: va bene così, le cose sofferte sono quelle che regalano le gioie maggiori.
E’ vero, c’è anche Cruz nell’Inter, io francamente ho apprezzato il giocatore quando era qui, adesso non mi fa né caldo né freddo, veste un’altra maglia, stia pure dov'è. Esco di casa molto presto, vado a pranzo in centro prima della partita con i miei amici di Rimini (rigorosamente rossoblù, neanche a dirlo!) e nella trattoria in Via del Pratello c’è tanta gente con la sciarpa rossoblu al collo.. ho già una tensione che da sola mi riempie lo stomaco. Lo stesso stomaco che comincia invece a darmi un discreto fastidio quando nei pressi dello stadio (anzi, proprio in via Andrea Costa, davanti ai cancelli della curva, davanti ad un bellissimo striscione che ricorda il nostro grande Giacomo Bulgarelli) vedo diversi interisti, sparsi qua e là, con le loro belle facce arroganti, di quelli che tanto sanno che vengono qui a farla da padroni; e io vorrei tanto che il Bologna gli facesse lo sgambetto, e penso sempre e comunque che “gli interisti di Bologna siano solo una vergogna”. Si vede subito che non è una giornata come tutte le altre, e non solo perché il nostro avversario è l’Inter, si capisce che c’è qualcosa di più, qualcosa che ci fa essere lì con uno spirito diverso, che non saprei definire.
So invece definire bene, molto bene, l’emozione che c’è stata prima del fischio d’inizio. Intanto l’immagine di Giacomo sotto la Torre di Maratona, e poi le immagini di questo grande indimenticabile giocatore che scorrono nel tabellone, che ci ricordano di come era il Bologna dell’ultimo scudetto, e di come era grande il Capitano delle 486 presenze in rossoblu. E di come ha continuato ad essere grande anche dopo avere appeso le scarpe al chiodo, perché i grandi uomini restano tali per sempre, perché i grandi uomini non lasciano il tempo che trovano, i grandi uomini restano grandi per l’eternità. Poi piano piano inizia a srotolarsi quel bellissimo striscione, “nel cuore di Bologna le vere bandiere continuano a sventolare” e mi auguro con tutto il cuore, dopo tutto il lavoro che hanno fatto i gruppi delle tifoserie, che il minuto di silenzio sia, per una volta tanto, un vero minuto di silenzio, quasi sempre la gente applaude, ma se si chiama “minuto di silenzio” vorrà pur dire qualcosa, altrimenti si chiamerebbe “minuto di applausi”; dopo avere sparso la voce in ogni modo possibile, anche i giornali di oggi riportavano questo invito alla tifoseria, dopo che addirittura i capi delle tifoserie rossoblu avevano contattato le tifoserie nerazzurre, finalmente ce l’abbiamo fatta: è stato il minuto di silenzio più toccante cui mi sia mai capitato di assistere, “assordante”, come l’ha definito il Mister. Ma vorrei dire a tutti quelli che erano a casa, a tutti quelli che erano in tribuna, e a tutti quelli che erano nei distinti, che noi in curva abbiamo sentito qualcosa in più, e non è una cosa da poco, è stata una cosa indimenticabile che sento ancora nelle orecchie: quel minuto di silenzio da noi è stato diverso perché era sì silenzio, ma un silenzio rotto…anzi no….pieno…sì, un silenzio pieno dello sventolio delle centinaia di bandiere presenti, quel rumore è stato quello che più di ogni altra cosa mi ha messo i brividi.
Quel fruscio in tv non è arrivato, negli altri settori nemmeno, ma in Paradiso, dove adesso gioca Giacomo, secondo me è giunto. Ora si inizia però, e non c’è modo migliore di rendere omaggio a un grandissimo come Giacomo che mettere l’anima in una partita come questa, non importa come andrà a finire, l’importante è poter dire, alla fine, di aver dato il massimo. Nel primo tempo non me la sento di dire che vedo il Bologna che avrei voluto vedere, a dire il vero poi non è neanche l’Inter che mi aspettavo, perché grandissime occasioni da gol non ce ne sono neanche verso la porta di Antonioli. Finisce il primo tempo a reti bianche, francamente non credevo, se mettiamo sulla bilancia i valori tecnici di queste 2 squadre non c’è storia. Nel secondo tempo sulla bilancia, dalla parte dell’Inter, (neanche ce ne fosse bisogno) sale di prepotenza anche il Sig. Ayroldi….ci sale con un sol balzo al 13° minuto, quando Adriano (e dagli torto, gli è andata fatta bene domenica scorsa contro il Milan, vuoi che non ci riprovi, ma sì con il Bologna non se ne accorge nessuno dai, cosa vuoi che contino questi provinciali qui) sistema per bene, ma proprio bene, per stare sicuro lo sistema con un braccio, un bel pallone per Cambiasso: GOL. E il Bologna che vedo da adesso in avanti avrei voluto vederlo anche nel primo tempo, ma così non è stato, il Mister in settimana aveva detto “dipende tutto da noi” e infatti questo è il risultato: nel primo tempo avremmo potuto dare molto di più, e poteva andare peggio. Alla metà del secondo tempo entra Marazzina, e Massimo ritorna a fare il Massimo, peccato solo non sapere dove sia stato tutto questo tempo.. se ci fossi sempre stato, Massimo, come sei stato per questo quarto di partita, qualche punto in più sono sicura che l’avremmo, ma puoi ancora riscattarti, basta che adesso continui così, l’anno scorso ci hai portato in serie A con i tuoi gol, adesso aiutaci a rimanerci . Al 35° arriva il bellissimo gol di Britos, peccato però che Balotelli ci spezzi il sogno del pareggio mentre abbiamo ancora la gola che brucia per l’esultanza. Al 90° una perfetta azione che vede protagonisti Marazzina e Di Vaio porta il paregg…….NO... sembrava fatta, ma porta qualcosa lo stesso: la convinzione che Massimo sia tornato Massimo, la convinzione che Massimo e Marco possano e debbano giocare insieme, e la convinzione che si debba continuare a crederci, a giocare così, perché solo così possiamo salvarci.
E facciamo in modo che chi adesso gioca in Paradiso possa essere orgoglioso di voi.
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