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2009-02-25

Gascoigne: "Un anno assurdo, parlavo coi pappagalli!"


Londra - Uscito dal tunnel che lo stava portando alla morte, Paul "Gazza" Gascoigne racconta il suo calvario: "Mi facevo un paio di strisce ma dopo mi sentivo così deluso di me stesso e mi vergognavo da morire. Non so bene che cosa stessi cercando di fare. So solo che, qualsiasi cosa fosse, non ha funzionato. Mi ha solo fatto sentire peggio con me stesso. Mi pento di averlo fatto, ma l’unico modo per sentirmi meglio è ammettere tutto quello che ho fatto".
Negli ultimo dodici mesi, Gascoigne è stato ricoverato tre volte in centri di igiene mentale ma una volta ritornato a casa si è riattaccato alla bottiglia. «Non mi ricordo esattamente perché ho bevuto il primo bicchiere dopo l’operazione - racconta -. E non mi ricordo nemmeno quando. Mi sentivo giù per l’operazione, era Natale e avevo voglia di bere. Ho preso un bicchiere di vino e da lì è ricominciato tutto. Dopo una settimana non riuscivo a cavarmela da solo e mi sono trasferito in albergo a Gateshead. Ma lì ho cominciato a bere anche di più: bottiglie su bottiglie di vino con l’aggiunto delle bottigliette di gin del minibar. Ma non mi ubriacavo, perché per un alcolizzato è difficile. È lì che la mia dipendenza è cominciata.
Mi sono comprato una Nintendo Wii e ho cominciato a giocarci 24 ore su 24. Non dormivo mai, nemmeno per dieci minuti. Sono diventato bravissimo a bowling. Ho sfidato tutto il personale dell’albergo. Ordinavo il servizio in camera solo per avere qualcuno contro cui giocare. Giocavo alla Wii e bevevo e questo era tutto. Quasi non mangiavo. Ero preso in una rete e non riuscivo a liberarmi.
Infine un triste aneddoto: "Ho ordinato due pappagalli giocattolo che rispondevano quando li chiamavi. Registrano quello che dici e lo ripetono. Ho cominciato a sentire che erano le uniche “persone” con cui potevo parlare. Un giorno mi sono guardato attorno e ho visto i due pappagallini che intrattenevano una conversazione. O almeno questo è quello che mi sono immaginato. Ho cominciato a pensare che fossero reali e una volta ho ordinato tre birre: una per me e una per uno per i pappagalli. Li ho fatti parlare finchè non si sono esaurite le batterie. Li ho affidati al portiere perché le cambiasse, ma poi ho creduto che i pappagallini fossero volati via. Quando il portiere me li ha riportati, ne ho messo uno sotto la doccia per punizione".
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