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2007-03-16

Io: Oliver Bierhoff


Ci sono vari tipi di talento: i Mozart, allenati sin da bambini alla loro professione e, per coincidenza miracolosa del destino, anche portati per essa, ed altri che vedranno riconosciuto il proprio genio tardi, a volte anche dopo la morte. Senza fare paragoni troppo forzosi, si può dire che Oliver Bierhoff, nel suo campo, appartenga alla seconda categoria. Sia pure giocando comunque ad alti livelli, nella serie A tedesca e nella serie B italiana, la sua vera consacrazione nell'olimpo calcistico ci sarà solo a 29 anni. Nato a Karlsruhe, città di grande tradizione giuridica e sede della Corte Costituzionale tedesca, esordisce a 18 anni nella bundesliga nelle fila dello Uengarden. Poi Amburgo, Salisburgo, Borussia, per approdare, nei primi anni '90, ad Ascoli: prima stagione in A, solo due reti in 17 gare giocate, poi tre anni in serie B, sotto il segno del compianto presidente Costantino Rozzi. Capocannoniere della B nel 92-93 e vice-capocannoniere nell'anno successivo, attira su di se le simpatie di vari clubs, ma a spuntarla sarà l'Udinese: 17 goals la prima stagione, l'anno successivo l'Udinese è quinta e in Coppa Uefa, il terzo anno è capocannoniere con ben 27 reti. Nel '96 è chiamato in nazionale, e sarà tra l'altro il primo a segnare il golden goal in una competizione internazionale, nella finale con la repubblica ceca che vedrà la Germania Campione d'Europa. Poi arriveranno per lui i mondiali di Francia del '98, il Milan, con l'unico scudetto conquistato in carriera, in cui mette a segno ben 20 reti, sfruttando la sua abilità nei colpi di testa. Poi carriera un po' in discesa: due anni così così al Milan, poi un anno nel campionato francese col Monaco, infine i campionati del mondo del 2002, amari: la Germania perde col Brasile la finale, e quella sarà la sua ultima partita in nazionale. L'ultimo anno lo giocherà col Chievo Verona in serie A. Con 186 goals in 443 partite di campionato, e 37 goals in 70 partite con la maglia tedesca, Oliver Bierhoff è uno dei piu' grandi bombers che la Germania ricordi. Di lui è ricordato il famoso colpo di testa, con cui ha segnato parecchie reti. Laureato in economia, è manager calcistico attualmente. Ha tenuto anche una lezione alla prestigiosa università di Berlino, esponendo idee di prim'ordine: salari più alti ai più meritevoli, occupazione più flessibile, mercati liberi, lotta alla disoccupazione(con 5 milioni di disoccupati, afferma, è come se la Germania fosse una squadra con mezzo organico in infermeria). Bierhoff dunque è una personalità interessante anche al di fuori del campo, poichè dimostra di avere anche doti di ingegno e di cultura. I nostri migliori auguri a lui da Fantamagic - articolo letto 47 volte

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