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2007-03-16

Gli outsiders: Federico Giampaolo


Quando lo vidi giocare per la prima volta, fu in una partita del Pescara all'Adriatico, in serie B. Quel ragazzo di 25 anni dai capelli biondi, ancora non diradati come oggi, mi colpì subito: era quello più intraprendente e fantasioso in avanti, e scavava l'area avversaria in lungo e in largo come un topolino in una torta. Da allora diventai un suo ammiratore, sia per il suo modo di giocare , che per il comportamento altruista e corretto in campo. Io lo definisco un "fantasista operaio", in quanto ha innegabilmente grandi doti tecniche, ma non è il fantasista classico discontinuo e poco dedito al sacrificio. Per questo Giampaolo può definirsi un giocatore completo, oltre che un raro esempio per i ragazzini che giocano a calcio. Nato a Teramo il 3 marzo del 1970, ma cresciuto nella vicina Giulianova, ha esordito con la squadra della propria città in C2 nel lontano campionato'87-'88. Poi due anni alla Juventus (i tifosi Torinisti se lo ricordano e lo fischiano ad ogni occasione buona), poi, per la precisione, ricordiamo tutte le sue altre squadre: Spezia, Bari, Verona, Palermo, Genoa, Salernitana, Cosenza, Modena, Ascoli, Crotone (anno in corso). Ma il luogo in cui ha giocato di più è vicino a casa, a Pescara, dove è il massimo bomber di tutti i tempi (quasi 60 goals in biancazzurro nelle gare ufficiali). 8 stagioni in tutto, con tre abbandoni e ritorni, uno squarcio di storia biancazzurra trascorso 7 anni in B e uno in C. La gioia della serie A l'ha conosciuta a piccole dosi: nel '91 '92 col Bari, nel '98-'99 con la Salernitana e nel '05-'06 con l'Ascoli, anno in cui, dopo solo una partita(quella col Milan), in cui tra l'altro era in panchina, il presidente Benigni, senza interpellare l'allenatore, il fratello Marco Giampaolo, lo rispedisce in B al Modena. Tante sono le esperienze che ha accumulato in carriera, ormai 37 enne, ma, mai domo, continua a fornire prestazioni di alto livello, raramente in debito di fiato. Tante le gioie, come nella stagione '96-'97, in cui ha realizzato 16 gol, sempre col Pescara, al fianco di un altro bomber di razza come Andrea Carnevale. Sfortunato nell'anno in A con la Salernitana, fu quasi masochista ad accettare il purgatorio della C1 col Pescara di Iaconi, nel 2002-2003, forse per riavvicinarsi a casa. Giampaolo è un bomber di un certo spessore, anche se tecnicamente è un trequartista che gioca a tutto campo, e non di rado capita che lo si vede addirittura a dare man forte alla difesa. Resta un mistero che un giocatore di tale talento, che fa gli slalom con gli avversari grazie al suo ottimo dribbling, non abbia messo piede nell'Olimpo del calcio, pur meritandolo appieno. Personalmente lo ritengo, come caratteristiche, molto simile a Paul Scholes, asso del Manchester e della nazionale inglese. E infatti se avesse giocato in Inghilterra (girò voce un anno che lo volesse l'Everton), probabilmente le cose sarebbero andate diversamente. In un calcio in cui molti giocano a fare i protagonisti, Giampaolo è sempre rimasto nei ranghi. Rari i suoi falli di gioco, molto rare anche le polemiche sui giornali. E', in sostanza uno che ha solo giocato, come dovrebbe essere per tutti i suoi colleghi e quasi mai è. La sua "virtuosa umiltà" probabilmente stride con il calcio dei divi. Ed è per questo che egli entra a pieno merito nella rubrica dei talenti inesplosi... - articolo letto 73 volte

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