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2009-03-14

Storia dei Mondiali di Calcio: Gloria all'Italia di Vittorio Pozzo e ... di Mussolini


Ed eccoci giunti al 1934. In Germania Hitler è sempre più un dittatore totalitario mentre in Italia la giornata lavorativa diventa di 8 ore, per una riforma di marca fascista.
E proprio l’Italia fascista sarà teatro del secondo Mondiale della storia, Nazione che senza tanti patemi si aggiudica una kermesse già diventata prestigiosa anche se non ancora irrinunciabile nel pensiero di molti, Gbr in primis.
Per Mussolini è l’occasione di affermare la propria superiorità sportiva e compattare lo spirito nazionalistico di un Paese che presto sarebbe entrato in Guerra a fianco della Germania razzista e sanguinaria del Fuhrer. Le città scelte per ospitare l'evento furono 8: Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino e Trieste.
Quello del 1934 passò alla storia come il primo torneo in cui si disputarono delle qualificazioni cui prese parte anche il paese ospitante. A Milano, l'Italia sconfisse la cenerentola Grecia per 4-0. Alla fase finale presero parte 16 nazioni: 12 europee, 3 americane e, per la prima volta, un'africana, l'Egitto. Nessuna squadra extra-europea, comunque, come vedremo, supererà gli Ottavi di Finale.
L’Italia deve subire lo smacco dell’'Uruguay campione uscente, che rifiutò di partecipare in risposta all'episodio avvenuto nel 1930, quando gli italiani e in generale molte squadre europee avevano declinato, a loro volta, l'invito alla competizione per le esose spese di viaggio e di soggiorno. La scelta della Celeste oggi potrebbe apparire suicida, insensata, ma per l’epoca era questione di orgoglio. Il cammino degli azzurri principia alla grandissima contro i malcapitati americani, 7-1 (tripletta di Schiavio, doppietta di Orsi, ecc..) e tanti saluti. Ai quarti di finale ci tocca incrociare la Spagna di Zamora che però stranamente rimane a casa, ufficialmente per infortunio. Gli uomini di Pozzo s’impongono di misura, 1-0 (Meazza) nella ripetizione (allora non erano contemplati i rigori) di un match che la prima volta si era chiuso 1-1 d.t.s. In semifinale i nostri affrontano l’Austria. Il Ct dell'Austria Hugo Meisl dichiarò: "Temo l'Italia, ma temo molto di più l'arbitro".
E, infatti, si fece molto rumore per il gol decisivo, segnato dall'italo-argentino Guaita con il portiere austriaco a terra, caricato da Meazza, per uno dei tanti favori arbitrali cui l'Italia si giovò in quella rassegna. In Finale i nostri affronteranno la Cecoslovacchia che all’epoca incuteva timore e profonda deferenza. Si gioca a Roma, il 10 giugno, ore 17,30, Stadio del PNF dinnanzi a 45.000 spettatori, Mussolini in primis. Al 71° minuto una doccia fredda si riversa sulla nostra compagine: la fortissima ala Puc viola, infatti, la retroguardia italiana, è 1-0! Tuttavia la reazione azzurra non si farà attendere e dopo 10 minuti perveniamo al pareggio con Orsi.
Si va ai supplementari ed al 95° Schiavio ci regala il 1° titolo Mondiale, acquisito tra tante ombre, una davvero ingombrante, quella del Duce, naturalmente. Ma ecco il tabellino completo dell’evento:
ITALIA: Combi, Monzeglio, Allemandi, Ferraris IV, Monti, Bertolini, Guaita, Meazza, Schiavio, Ferrari, Orsi Allenatore: Pozzo
CECOSLOVACCHIA: Planicka, Zenisek, Ctyroki, Kostalek, Cambal, Krcil, Junek, Svoboda, Sobotka, Nejedly, Puc Allenatore: Petru
Reti: 71' Puc (CEC), 81' Orsi (ITA), 95' Schiavio (ITA)
Arbitro: Eklind (Svezia)
Stadio del Partito Nazionale Fascista, Roma
Spettatori: 45.000
Classifica marcatori:
5 Nejedly (Cecoslovacchia)
4 Conen (Germania)
e Schiavio (Italia) 3 Orsi (Italia)
e Kielholz (Svizzera)
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