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2009-03-29

Italia, avanti così: 2-0 in Montenegro


Brutta ed a tratti anche cattiva: comunque vincente grazie ad un rigore di Pirlo e ad un'invenzione alla Cassano di Simone Pepe trasformata in gol, guarda un po', dall'esordiente Pazzini. L'Italia di Lippi festeggia in Montenegro il ritorno al comando solitario nella classifica del girone di qualificazione mondiale, grazie al mezzo passo falso dell'Irlanda con la Bulgaria: non c'é molto altro da celebrare per gli azzurri (aria da occasione storica invece per i padroni di casa, per la prima volta da Stato indipendente ad affrontare in casa campioni del mondo del calcio).
Non c'é da pavoneggiarsi perché la squadra di Lippi soffre a lungo, troppo a lungo, l'entusiasmo dei montenegrini trascinati da Jovetic. E perché, anche fatta la tara di un ambiente particolare (stadiolo da serie C e terreno di gioco peggio) mai i campioni del mondo hanno mostrato con continuità quella differenza di valori proclamata ieri da Lippi e sicuramente esistente quando l'Italia gioca contro una nazionale espressione di un Paese che non arriva a 700 mila abitanti. I gol, uno per tempo, sono stati frutto di episodi. Buffon in un'occasione ha letteralmente salvato gli azzurri (e si era sull' 1-0). L'innesto di Palombo a centrocampo è stato disastroso, Iaquinta da punta centrale ha deluso. Jovetic, fantasista non sempre travolgente nella Fiorentina, ha mandato spesso in barca gli azzurri in fase difensiva. Detto questo, una cosa molto trapattoniana conforta Lippi: il risultato. Dal quale ripartire proprio contro l'ex ct ora alla guida della sua Irlanda, mercoledì a Bari.
L'avvio di serata era stato da sagra paesana, con i montenegrini felici di trovarsi ad affrontare, da indipendenti, l'Italia campione del mondo. Cori nazionalistici e inevitabile passerella di politici (il presidente Vujanovic ed il premier Dukanovic in testa) alla vigilia delle elezioni, in programma domani. Ma anche cavallereschi applausi a scena aperta durante l'esecuzione dell'Inno di Mameli. L'allegria in campo però era svanita subito, un po' perché al 6' Di Natale, causa pessime condizioni del terreno di gioco, si infortunava seriamente lasciando il posto a Pepe. E molto perché quattro minuti dopo, nella prima (ed a lungo unica) azione azzurra, su cross di Pirlo e tentativo di girata a rete di Iaquinta, Batak deviava la palla con la mano: rigore, che proprio Pirlo realizzava con un 'cucchiaio' al millimetro. Il colpo duro smorzava a lungo l'entusiasmo della squadra di Filipovic, mettendo la gara sulla direttrice migliore per l'Italia. Che tuttavia non ne approfittava, regalando balbettii di calcio: frenata a centrocampo dagli stenti di Palombo e dalle pattinate (sbagliati i tacchetti?) di De Rossi e Pirlo sul terreno infido con conseguenti errori marchiani, ai quali si uniformavano in avanti, facendo anche di peggio, Pepe (al suo attivo addirittura un fuoricampo...), Quagliarella e Iaquinta. Ne emergeva un primo tempo azzurro di pura grinta, senza altri bagliori ad eccezione di un lancio di De Rossi che al 23' (grazie anche a deviazione di Basa) smarcava in area solo davanti al portiere Pepe: il tocco alto vanificava l'intuizione. Il Montenegro invece riprendeva animo con il passare dei minuti: Jovetic e compagni interpretavano il copione disputando la gara della vita: fatale la sofferenza dei campioni del mondo, palesemente poco ispirati e forse graziati al 18' quando Palombo perdeva scioccamente una palla in fase di impostazione e Jovetic ne approfittava per involarsi verso Buffon ma subiva fallo da ultimo uomo di Cannavaro. L'arbitro Atkinson optava per il cartellino giallo e Lippi sospirava di sollievo.
Nella ripresa l'occasione di chiudere la gara agli azzurri arrivava subito: un veloce contropiede di Pepe metteva in condizione di tirare Iaquinta che però calciava fiacco sull'avanzatissimo Quagliarella, a sua volta incapace di deviare a rete. All' 8' arrivava finalmente il primo tiro nello specchio della porta dopo il rigore, un destro a giro di De Rossi parato facilmente. Piuttosto metteva qualche brivido a Buffon l'immediata replica montenegrina (girata di testa di Dalovic fuori di poco). Usciva Iaquinta, infortunato, ed entrava Pazzini che esordiva in azzurro apparentemente un po' troppo compassato. Pepe e Quagliarella tardavano nei rientri, il Montenegro provava a spingere mandando in vero e proprio affanno gli azzurri: ed al 22' solo una smanacciata prodigiosa in controtempo di Buffon su deviazione ravvicinata di Dalovic li salvava. Sprecava anche, l'Italia: perché un minuto dopo Pazzini, liberato in profondità da De Rossi, calciava a tu per tu con Poleksic e si faceva ribattere il tiro. Ma al 29' il sampdoriano proseguiva la sua striscia realizzativa, andando a raccogliere di testa un cross alla Cassano di Pepe. Le emozioni finivano anzitempo, ma ai montenegrini, che non sognano il mondiale di calcio ma l'Europa dell'Unione, applaudivano ugualmente: l'Italia, come da dichiarazione odierna del ministro Frattini, almeno nell'impresa politica li aiuterà.
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