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2009-03-31

A tu per tu ...con Giuseppe Rossi


Italia, Inghilterra e Spagna: sei sempre più poliglotta...

"Sì, in effetti tre lingue sono tante ed in interviste come queste mi sento in difficoltà...(ride ndr)".

Come ti senti tu?

"Forse italo-americano".

Il portoghese lo conosci?

"E' una lingua che mi manca".

Potresti impararla con Mourinho, visto che ti apprezza e ti vorrebbe all'Inter...

"Io non ho sentito niente al riguardo. Non so cosa pensare, ora penso alla Nazionale e al mio campionato con il Villareal, per il futuro si vedrà".

Ti senti trascurato in Nazionale?

"Non mi sono mai sentito trascurato. Non mi sento messo da parte perchè non sono sceso in campo a Podgorica, sono tranquillo d devo crescere. Sto vivendo una bella esperienza e sono uno a cui piace giocare con la palla e fare quello che sono capace".

Domani giocherai?

"Spero di scendere in campo, come tutti del resto; nel caso dovesse toccare a me cercherò di dare il massimo per la squadra, e di fare la cosa giusta, che poi per un attaccante è fare gol o farlo fare ad un compagno servendo l'assist giusto".

Come sta andando la convivenza tra giovani ed anziani?

"E' un gran piacere essere qui, soprattutto per uno come me che deve crescere. E' bello stare in mezzo a tanti campioni, bravi ragazzi che sono anche grandi calciatori. Loro ci parlano, ci danno consigli su come rapportarci ai medici, allo staff di Coverciano, e così fanno crescere questo gruppo".

Senti le pressioni perché Lippi ti ha portato in nazionale un anno prima?

"Io sono tranquillo, devo crescere e sono fortunato a stare in un gruppo così bello. Sono molto contento di stare qui".

A Bari si sentirà il fantasma di Cassano?

"Non ne parliamo di Cassano. A Bari vogliamo fare bella figura".

Bearzot ti ha paragonato ad un incrocio tra Paolo Rossi e Bruno Conti, tu a chi ti senti di assomigliare?

"Non lo so, ma se lo dice lui fa di certo molto piacere, perchè sono stati due grandi campioni. Io faccio la mia strada, cercando di farla al meglio".

Molti stranieri si sono proposti a questa Nazionale, come Taddei ed Amauri, cosa ne pensi?

"Tutti vorrebbero giocare per i campioni del mondo. Fa piacere. Amauri e Taddei sono grandi giocatori".

Perchè sei costretto a giocare ancora all'estero?

"Perché non gioco in una formazione italiana? Non lo so, ma non è colpa mia. Le società fanno le loro scelte e di conseguenza io le mie. Io il mio spazio l'ho trovato in Spagna e sono sereno, tranquillo e voglio giocare in grandi platee".

Perché un ragazzo di vent'anni non si riesce ad affermarsi in Italia?

"In Italia si cerca il risultato subito e per questo si scommette meno sui calciatori ancora un po' più acerbi. Non è certo un mistero se all'estero le squadre hanno più pazienza verso i giovani, infatti per questo io gioco in Champions".

Sei dovuto andare via dall'Italia per trovare spazio?

"A diciassette anni sono andato via, ma tutti hanno la loro storia".

Ma vedi che le cose possono cambiare?

"Per fortuna ora qualcosa sta cambiando e i talenti ci sono. Qualche anno fa non ci sarebbero stati i vari Santon e Balotelli. Nel futuro sono sempre convinto che si andrà a migliorare".

Qualche nome?

"Penso per esempio a Giovinco ed Acquafresca, due giocatori che meritano grandi scenari".

Il problema è la cultura?

"In Italia ci vuole più pazienza, siamo propensi a cercare i risultati. In Inghilterra ed in Spagna è tutto diverso, si ha più pazienza. Nel Barcellona ci sono 3-4 giocatori di 20 anni che giocano titolari, ma in futuro sarà così anche in Italia".

Anche in nazionale il vento cambia, Toni e Giardino sono sostituiti dai vari Pazzini e Rossi?

"Alla fine le cose per forza cambiano, non si rimane sempre ventenni, normale che ci sia un cambio di generazione"

E' Pazzini il volto nuovo?

"Sta facendo delle belle cose con la Sampdoria. Sono molto contento per lui perché se le merita, bravissimo ragazzo".

Lo schema che ti esalta di più è il 4-4-2? "Può essere. Con il Villarreal gioco seconda punta, anche se a volte il nostro modulo diventa 4-2-4. Ma devo adeguarmi a quello che decide il c.t.".

Cosa pensi delle italiane fuori dalla Champions?

"Mi spiace, ma alla fine le squadre italiane si sono comportate bene, sono state solamente sfortunate".

Hai voglia di vendicare la Roma contro l'Arsenal?

"Sì, (ride ndr), per noi sono due partite molto sentite e vogliamo fare bene per il nostro cammino in Champions".

Si è parlato di una supremazia del calcio inglese sulle italiane..."

"Non credo che il calcio inglese sia superiore. Sulla carta hanno vinto, ma in campo le italiane si sono comportate molto bene".

Come si vive il doping in Inghilterra e Spagna?

"In spgna si fa poco, in Italia ci sono regole più severe. I controlli avvengono tutte le domeniche, mentre in Spagna raramente, ma non credo che si possa incorrere in problemi di doping, per cui può anche andare bene così".

Il tuo futuro?

"La cosa più importante per me è giocare a grandi livelli".
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