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2009-04-13

Storia del Tour De France: dall'arrivo del re Indurain, ad un Armstrong senza rivali


1991 L’ARRIVO DI UN RE, INDURAIN
Il ’91 è l’anno della ribalta per Indurain che sopisce subito le ambizioni della concorrenza, Chiappucci compreso. Il navarro della BANESTO sembra una fotocopia di Anquetil: domina a cronometro per poi difendersi in salita. Notevolissime erano le sue doti atletiche, come ad esempio i 28 battiti al minuto che registrava a riposo. Alla fine trionferà con 3’36’’ su Bugno e 5’56’’ su Chiappucci. L’Italia stabilì un primato nazionale di rilievo vincendo consecutivamente 5 tappe, nell’ordine con Chiappucci, Cenghialta, Argentin, Lietti e Bugno.
1992 INDURAIN CONCEDE IL BIS
Anche il ’92 sara un monologo noioso a firma di Miguel Indurain che precederà sul traguardo dei Campi Elisi Chiappucci (ancora lui!) di 4’35’’ e Bugno di oltre 10 minuti. Gli azzurri vinsero 3 tappe con Bontempi, Chiappucci e Chioccioli. 1993 INDURAIN, E SONO 3! Nel ’93 Indurain realizza il tris e agli avversari non resta che ammirare questo campione che non si scompone più di tanto. L’Italia vince 3 tappe con Cipollini, Roscioli e Chiappucci. Indosseremo la maglia gialla 2 volte con Cipollini.
1994 INDURAIN CALA IL POKER
Si affaccia sulla scena un certo Marco Pantani che comunque non andrà oltre il 3° posto, dietro il lettone Ugrumov ed il solito Indurain, giunto a 4 Tour consecutivi. Noi vinceremo 4 tappe con Minali, Bortolami, Poli e Conti. Indosseremo la maglia gialla per 2 giornate con F.Vanzella.
1995 INDURAIN, CINQUE IN FRANCESE
Indurain è il primo corridore a vincere il Tour 5 volte consecutive. La sua vittoria storica purtroppo passa in secondo piano a causa di una disgrazia. La 15° tappa tra Saint- Girons e Cauterets è vinta da Richard Virenque in fuga, ignaro della tragedia che si consuma nel gruppone: il ciclista italiano Fabio Casartelli, coinvolto in una caduta nella discesa del Portet d'Aspet, colpisce una barriera di protezione e muore nonostante il trasporto d'urgenza in elicottero verso un ospedale a Tarbes. Il giorno successivo, dopo un minuto di silenzio, parte la 16° tappa che viene neutralizzata: in un mesto trasferimento, il gruppo rimane compatto e a bassa andatura; al traguardo passano tenendosi per mano tutti i ciclisti della MOTOROLA, squadra di Casartelli. Fra gli italiani, Ivan Gotti tiene la maglia gialla per due giorni. Marco Pantani vince due tappe in salita e la maglia bianca. Mario Cipollini e Fabio Baldato vincono rispettivamente due e una tappa allo sprint.
1996 QUEL TOUR RIMASTO MORALMENTE VACANTE…
Il Tour ’96, con Indurain sul viale del tramonto, viene vinto dal 32enne danese Bjarne Riis con 1’41’’ su Ullrich e 4’37’’ su Virenque. L’Italia si aggiudica 3 tappe con Cipollini, Podenzana e Baldato. Dopo 11 anni avviene quello che non ti aspetti, il clamoroso colpo di scena degno di un film: in una conferenza stampa del 25 maggio 2007 la maglia gialla finale, Bjarne Riis, ha ammesso di aver fatto uso di EPO per vincere la corsa a tappe. Il 7 giugno 2007 il Tour de France, attraverso le dichiarazioni del portavoce della corsa, Philippe Sudres, fa sapere che non intende considerare più Bjarne Riis quale vincitore dell'edizione 1996.
Il titolo dovrebbe essere attribuito al tedesco Jan Ullrich, peraltro anch'esso sotto inchiesta per doping. Tuttavia il 4 luglio 2008, l'organizzazione del Tour, nella persona di Philippe Sudres fa retromarcia e riassegna a Riis la vittoria del tour poiché essendo passati più di 10 anni al momento della confessione il reato era prescritto. Certo che in questa storia la credibilità di tale sport va a farsi benedire…
1997 NASCE UNA STELLA, JAN ULLRICH
Jan Ullrich è il primo tedesco ad aggiudicarsi la corsa gialla. Ullrich precederà Virenque di 9’09’’ e Pantani di 14’03’’. L’Italia vinse 7 tappe: 2 con Cipollini, Minali e Pantani, 1 con Traversoni. Si pensa che Ullrich possa aprire un ciclo alla Indurain, ma la realtà sarà diversa…
1998 UN PIRATA ALLA CONQUISTA DELLA FRANCIA; L’ITALIA IN PARADISO DOPO 33 ANNI!
Impresa d’altri tempi del “pirata” Marco Pantani che riporta in Italia la Gran Boucle dopo un digiuno insopportabile durato oltre trent’anni, 33 per la precisione. Il campione romagnolo, dopo mille e una vicissitudini, era reduce dalla prima corsa a tappe portata a casa da trionfatore, il Giro d’Italia. Pantani è un corridore con grandissime doti di scalatore ma con grossi limiti a cronometro che gli impediscono di sperare nel trionfo al Tour. Difatti nella 1^ tappa a cronometro rimedia oltre 4’ da Ullrich, scivolando in classifica a circa 5 minuti dallo stesso tedesco. A Plateau de Beille però il pirata vince la tappa con 1’40’’ su Ullrich, riaprendo leggermente i giochi.
Nella 15^ frazione si attraversa il Galibier e lì Marco compie la più grande impresa degli ultimi anni: a 50 km dall’arrivo va in fuga sotto la pioggia con un ritmo irresistibile per chiunque e, fra due ali di folla in visibilio come non mai, arriva a Les deux Alpes con 8’57’’ su Ullrich: Pantani -incredibile ma vero- è la nuova maglia gialla grazie ad un vantaggio di 5’56’’ sul campione 1997. Il divario resta tale sino all’ultima cronometro, terreno fertile per il ciclista Telekom, tallone d’Achille per il pirata di Cesenatico. Pantani perderà 2’35’’ (3° posto) da Ullrich e così riuscirà a vincere la corsa gialla, realizzando l’accoppiata leggendaria col Giro, secondo italiano a riuscirci dopo Coppi. Un’impresa di proporzioni epiche se si considera il fatto che Pantani è uno scalatore puro negato nelle gare contro il tempo. Si ha la sensazione che si sia aperta una nuova era: l’era di Pantani, appunto. Ma il futuro ci riserverà tanta amarezza, come avremo modo di vedere…Il tour del ’98 ci vide vincere 6 tappe, 2 con Cipollini, 2 con Pantani stesso, 1 con Massi ed 1 con Nardello. Indosseremo la maglia gialla in 6 occasioni, solo con Pantani.
Il Tour del ’98 sarà ricordato anche per altro: l’affaire Festina sconvolge la gara e l'opinione pubblica: la scoperta di vari prodotti dopanti in possesso del medico della squadra francese causa l'esclusione immediata di questa, cui appartengono Richard Virenque, Laurent Brochard e Alex Zülle. La squadra TVM è tenuta sotto controllo. Uno sciopero dei corridori provoca quindi l'annullamento della tappa tra Albertville et Aix-les-Bains. Il direttore Jean-Marie Leblanc riesce comunque a mediare e a salvare questa edizione. Approfondimenti su Pantani: clicca qui
1999 SEMBRAVA UN CAMPIONE PER CASO, INVECE…
Al Tour del ’99 non prenderanno parte i due protagonisti della scorsa edizione, Pantani (sotto shock dopo lo scippo subito al Giro ’99) e Ullrich, in odore di doping. In un Tour senza campioni ed addolcito in funzione antidoping, esce un vincitore senza grandi pretese, Lance Armstrong, che ai più sembra un vincitore di transizione in attesa del ritorno di Pantani e Ullrich. In verità sarà soltanto il 1° di una serie sterminata di vittorie: ne conquisterà 7 battendo ogni record. Nella realizzazione di tale primato Armstrong (scampato da poco ad un tumore maligno) sarà agevolato dall’assenza di veri campioni, è vero; dai percorsi realizzati ad hoc per esaltarne le qualità di cronoman; dalla preparazione mirata a competere solo al Tour (snobbando sistematicamente Giro e Vuelta); ma se Armstrong ha vinto 7 Tour vuol dire che è stato un campione con C maiuscola.
In quel Tour l’Italia si fece onore vincendo 7 tappe: 1 con Commesso, Mondini e Guerini; 4 consecutive (record italiano) per il grandissimo velocista Mario Cipollini: re leone vinceva le ultime tappe al Tour (in totale ne vanta 12, eguagliando il record italiano di Bartali); in seguito, infatti, non vi prenderà quasi mai parte: nel 2000 per infortunio, nel 2001, 2002 e 2003 per il diniego degli organizzatori, forse invidiosi del suo strapotere.
2000 ARMSTRONG E’ SENZA RIVALI
Il Tour del 2000 è infiammato dal ritorno di Marco Pantani, il campione italiano più amato ed osannato di sempre. Pantani alla 1^ tappa montuosa va in crisi: è lo spettro di se stesso e perde già 10’34’’ dal texano Armstrong, lanciato verso il bis. Tuttavia sul Monte Ventoso (11^ tappa) il Pirata regala delle forti emozioni ai propri tifosi, affrontando l’ascesa del monte spalla a spalla col campione americano; Pantani vincerà in volata su Armstrong stesso: la classifica non ha subito lo scossone sperato ma Marco è tornato quello dei bei tempi, o quasi. Alla 15^ tappa Pantani concede il bis, stavolta in solitario, rifilando ad Armstrong 50’’. Sarà l’ultimo acuto in carriera di Pantani che ben presto discenderà negli inferi della propria psiche, ed il tutto culminerà con la sua morte avvenuta nel 2004 a soli 34 anni.
Sono state diverse le cause del suo oblio; la sospensione al Giro ’99, i sospetti sul doping, l’ennesima disavventura capitatagli al Tour in questione, dove sarà costretto al ritiro per gastroenterite, ecc..ma a mio parere il colpo di grazia glielo diede il patron del Tour Jean Marie Leblanc nel 2003. Pantani era reduce da un buon Giro d’Italia. A 33 anni non poteva più concedersi rinvii e così dichiarò esplicitamente che il suo vero obiettivo sarebbe stato il Tour dello stesso anno, per consacrare il suo ritorno (seppur al 50%) in auge. Leblan però, per il 3° anno consecutivo, gli negò questo piacere. Da quel momento Pantani iniziava lentamente a morire. Tornando al Tour, Armstrong come da copione vinse il Tour con 6’02’’ su Ullrich e 10’04’’ su Beloki. Gli azzurri vinceranno 5 tappe (Pantani 2, Bettini, Commesso e Zanini 1) ed indosseranno la maglia gialla 4 volte con Elli.
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