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2009-04-18

Biografie Ciclisti da Leggenda: Fausto Coppi (ITA)


Sinora ci si accapiglia al fine di decretare nell’alveolo del nostro immaginario chi sia stato il più grande ciclista italiano (e forse di sempre) di ogni era: Gino Bartali o Fausto Coppi? In attesa che si possa trovare la soluzione a codesta sorta di enigma coinvolgente i tifosi e gli esperti di sport vediamo di conoscerne le gesta, cominciando dal Campionissimo.
Coppi era un corridore degli anni ’40, estremamente duttile, in grado di eccellere come nessuno in ogni specialità, sia a cronometro sia in montagna, esprimendosi ad alti livelli persino in pianura, travestendosi da velocista. Riusciva a vincere le gare di un giorno come la Sanremo e le grandi corse a tappe, dal Giro d’Italia al Tour de France. Purtroppo la sua luminescente carriera è stata costellata d’infortuni e varie vicissitudini che ne hanno reso la vita di ciclista davvero impervia. Per non parlare della Guerra 1939-1945 (mandato in Africa con la fanteria è fatto prigioniero dagli inglesi) che gli precluse tanta gloria. Ciononostante Coppi ha ottenuto in carriera una serie sterminata di vittorie (122), realizzando diverse imprese epiche (impossibili da ricordarle tutte) che sono rimaste impresse nella leggenda dello sport.
In primis rimembriamo comunque 5 Giri d’Italia (22 tappe e 31 mr), 2 Tour de France (su 3 partecipazioni; 9 tappe e 19 mg), 1 Mondiale in linea, 1 Freccia Vallone, 3 Sanremo, 1 Roubaix, 5 Lombardia e 4 titoli italiani. Dal fisico apparentemente poco atletico, era dotato di una notevole agilità muscolare e di un sistema cardiorespiratorio fuori dal comune (capacità polmonare di 6,5 litri e 44 pulsazioni cardiache/minuto a riposo), qualità che n’esaltavano la resistenza sotto sforzo.
Leggendaria la sua rivalità proprio con Gino Bartali, che divise l'Italia nell'immediato dopoguerra (anche per le presunte diverse posizioni politiche dei due). Coppi morì nel ’60 a soli 40 anni di malaria (stranamente non diagnosticata dai medici) contratta nell’Alto Volta durante una gara. La sua dipartita lasciò un paese sotto shock. Coppi fu al centro anche delle cronache scandalistiche del tempo, per la relazione extraconiugale avuta con Giulia Occhini, moglie del dottor Locatelli. Tra Fausto e Giulia Occhini iniziò una storia d'amore, resa pubblica nel giugno del '53. Essendo entrambi già sposati, la relazione suscitò all'epoca grande scandalo e fu fortemente biasimata da una parte dell'opinione pubblica; persino il Papa Pio XII giunse a condannarla apertamente. La vicenda culminò in un processo e Coppi sarà condannato a 2 mesi di carcere pena sospesa. Dai più Coppi è ritenuto l’emblema del ciclismo, eguagliato (o forse superato) solo da Bartali. Un corridore cui nulla era precluso.
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