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2009-04-21

Storia della Juventus: i primi campionati ... e le vittorie


La Juventus, con Enrico Canfari presidente, dopo essersi iscritta nel consiglio della FIF, partecipò per la prima volta al Campionato Federale di Prima Categoria - il terzo nella storia del calcio italiano - l'11 maggio 1900, ma non andrò oltre le eliminatorie, perdendo 0-1 contro il F.B.C. Torinese.
In compenso conquistò comunque, per la prima volta, la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione. Nel 1903 la Juventus abbandonò la maglia rosa e adottò la maglia a strisce bianche e nere come un simbolo di semplicità, austerità, aggressività e soprattutto, potere. Ma a quanto pare in verità fu il frutto di un equivoco. Secondo la leggenda, infatti, “un inglese di nome John Savage, uno dei soci della Juventus e commerciante all'ingrosso di prodotti tessili a Torino nel 1903 viste le magliette color rosa pallido con cravatta nera e pantaloni neri dei giocatori della Juventus , propose loro di rinnovare quell'uniforme, comprando in Inghilterra un nuovo e più completo modello di maglie rosse con bordi bianchi simile a quello utilizzato dal Nottingham Forest. Ricevuto l'incarico, Mister Savage si mise subito in contatto con una fabbrica tessile di Nottingham ed inviò l'ordine d'acquisto accompagnato dalla più maltrattata delle vecchie uniformi rosa e nere.
L'impiegato di Nottingham, vista la scolorita maglietta rosa, credette che fosse piuttosto bianca e macchiata. Quindi, vista la coincidenza tra i colori della Vecchia Signora e quelli bianconeri del Notts County (uno dei più antichi clubs del campionato di calcio inglese ) pensò bene di spedire in Italia una dotazione di uniformi simili. A Torino, quando fu aperto il grosso pacco postale, le quindici maglie a strisce verticali bianche e nere e colletto bianco non piacquero ma, data la prossimità del campionato, non vi erano alternative per i soci-giocatori juventini, pertanto dovettero adottarle insieme a un stesso numero di pantaloncini e calzettoni di colore nero e talvolta con laccetti all'altezza del colletto”. Da allora diventò la divisa ufficiale della squadra torinese in quanto sembrava che quelle «portassero fortuna» alla società e che, ulteriormente, è diventata una delle maglie calcistiche più famose del mondo. Nel campionato nazionale di quell'anno la squadra torinese arrivò, per la prima volta, alla finale, perdendo però per 0-3 contro il Genoa, una delle principali formazioni del calcio pionieristico, già vincitrice di 5 Scudetti. Nel 1905 la Vecchia Signora si fregerà del 1° Scudetto della sua neonata storia. Nel girone finale del campionato italiano, gli juventini battono l' U.S. Milanese 3-0, pareggiano a Genova 1-1 col Genoa e battono di nuovo il Milanese a Milano 4-1 Un nuovo pareggio 1-1 contro il Genoa nella sfida decisiva del girone finale, giocata a Torino il 2 aprile dello stesso anno garantiva il tricolore. Gli undici juventini che vinsero il campionato italiano per la prima volta, secondo i cronache all’epoca, furono: il pittore Domenico Durante; Gioacchino Armano ed Oreste Mazzia (studenti al Politecnico); lo svizzero Paul Arnold Walty, Giovanni Goccione (capitano) e lo scozzese Jack Diment (tutti e tre impiegati); Alberto Barberis (studente in giurisprudenza), Carlo Vittorio Varetti (studente in ingegneria) e Luigi Forlano (geometra); l’inglese James Squair (impiegato) e Domenico Donna (un studente in giurisprudenza). Era naturalmente ancora un calcio di livello dilettantistico.
Nel 1906 successe un qualcosa di singolare e nel contempo lesivo per le sorti della Zebra. I bianconeri avevano concluso il torneo al 1° posto ex aequo col Milan. Si rese necessario uno spareggio e per via della classifica avulsa si disputò in casa della Juventus. Il match finì in parità e si rese indispensabile un match “di ritorno”. Fu scelta come sede Milano e per protesta la Signora boicottò la partita. Lo Scudetto sarà così assegnato a tavolino ad i rossoneri.
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