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2009-04-22

Biografie Ciclisti da Leggenda: da Koblet (SVI) a Gaul (LUX)


HUGO KOBLET (SVIZZERA)
Koblet è stato un ciclista anni ’50 (79 vittorie), uno dei principali avversari di Coppi per intenderci. Malgrado la concorrenza di mostri sacri Koblet vinse 1 Giro (7 tappe e 23 mr) ed 1 Tour (5 tappe e 11 mg), oltre a 2 Campionati di Zurigo ed 1 titolo elvetico. Morì nel 1964 (39 anni) a Uster, nei pressi di Zurigo, in seguito a un incidente stradale, fatalità sulla quale molte voci specularono avanzando l'ipotesi di suicidio. In sella era stupendo perchè la sua eleganza e il suo stile erano naturali.
Aveva sempre con sè un pettine e comunque andassero le cose, prima di arrivare al traguardo si pettinava. E quando non riusciva a farlo perchè impegnato in uno sprint, appena superata la linea, prima ancora di abbandonara la bicicletta, si serviva del pettine con civetteria e le ragazze impazzivano.
FERDI KUBLER (SVIZZERA)
È stato un corridore anni ’50 specialista delle classiche, anche se non disdegnava il Tour che vinse 1 volta (8 tappe e 12 mg). Ha vinto le seguenti corse di 1 giorno: 2 Freccie Vallone, 1 Zurigo, 2 Liegi. È stato 1 volta iridato e 5 volte campione nazionale. 77 furono in tutto le sue vittorie. La sua esplosione attorno agli anni cinquanta lasciò un segno profondo e gli dette una così enorme popolarità da farlo risultare, in un referendum dell'83, il personaggio più popolare in Svizzera negli ultimi 50 anni.
RIK VAN STEEMBERGEN (BELGIO)
È ritenuto dalla critica il più grande velocista di tutti i tempi, dove per velocista si intende il corridore capace di vincere anche partendo diversi metri lontano dal traguardo e di sconfiggere gli avversari con una progressione potente e continua impossibile da rimontare per uno sprinter, più avvezzo a vincere risolvendo la contesa negli ultimissimi metri come ad esempio Mario Cipollini. In totale su strada ha conquistato ben 345 vittorie, che ne fanno il terzo corridore più vincente di sempre, dietro i connazionali Eddy Merckx e Rik Van Looy.
Contraddicendo le sue stesse attitudini il "Grande Rik" offrì nel Giro d'Italia '51 la più convincente dimostrazione delle sue grandi possibilità battendosi proficuamente anche in salita, chiudendo la corsa rosa 2° a 1'46" da Magni, con alle spalle Kubler e Coppi. In totale al Giro vanta 15 tappe ed 8 mr mentre al Tour 4 tappe e 2 mg. Ecco le classiche: 2 Vallone, 2 Fiandre, 1 Sanremo, 2 Roubaix. È stato 3 volte campione nazionale e 3 volte iridato, record condiviso.
CHARLY GAUL LUSSEMBURGO
Fu uno dei più grandi grimpeur (scalatori) di sempre, in grado di ricordare a tratti persino Coppi & Bartali. Sapeva esaltarsi soprattutto in condizioni atmosferiche particolarmente inclementi. Fu così nella celebre tappa Merano-Monte Bondone, nel Giro d'Italia del 1956, quando in una giornata da tregenda, con neve e freddo tipicamente invernali, arrivò al traguardo con quasi 8 minuti di vantaggio sul secondo classificato (Alessandro Fantini) e più di 12 minuti su Fiorenzo Magni (che con una spalla fratturata reggeva il manubrio con un laccio stretto fra i denti). Gaul risalì così dal 24° posto che occupava alla partenza della tappa al 1°, primato che difese poi con successo fino all'arrivo a Milano. Nel 1957 perse il Giro di Italia, quando durante una tappa confidando sul suo vantaggio si fermò a fare pipì e venne impietosamente attaccato dai suoi maggiori rivali (Louis Bobet e Gastone Nencini in testa).
Un’altra impresa la realizzò al Tour del ’58. Il lussemburghese Charly Gaul sin dalle prime battute sembra un corridore fantasma. Ne approfitta in primis Vito Favero. L’italiano grazie alla sua regolarità in salita (ed al ritiro di Anquetil), ed a qualche gran fuga da lontano in tappe soft, riesce a conquistare persino la maglia gialla dopo 14 tappe. Il suo vantaggio su Gaul è ormai colossale: 10’41’’. Alla 18^ tappa, nella cronoscalata del Mont Ventoux, perde oltre 7’ dal vincitore Gaul, imbattibile nelle gare contro il tempo. Nella tappa successiva, di alta montagna, Favero guadagna 10’ su Gaul. Sembra il sigillo alla vittoria finale. La classifica generale recita: 1° Geminiani, 2° Favero a 3’17’’. Staccatissimo Gaul a 15’12’’! Alla 21^ tappa -da Briançon a Les Bains- Gaul compie un’impresa alla Bartali o alla Coppi: vince in solitario, Favero giungerà 3°, ma con oltre 10’ di gap. Gaul in classifica è ormai ad appena 1’07’’. Nell’ultima asperità, una crono di 74 km Gaul come da copione s’impone con 3’17’’ su Favero che non può far altro che tirare giù il cappello davanti alle gesta mitiche del lussemburghese. Un’ultima impresa epica la realizzò nel ’59. Alla penultima tappa del Giro in maglia rosa era Jacques Anquetil; Gaul attaccò il francese andò subito in crisi; all'arrivo il ritardo di Anquetil fu di nove minuti. Il francese giunse al traguardo stravolto, così come anche Gaul che non partecipò nemmeno alla cerimonia di premiazione. Il Giro fu vinto con un vantaggio di 6 minuti e 12 secondi su Anquetil. In tutto Gaul ha vinto 2 Giri con annesse 11 tappe e 20 mr; al Tour (che vinse 1 volta) ottenne 10 tappe e 2 mg. F 6 volte Campione nazionale. 80 furono in toto i suoi successi da professionista.
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