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2009-06-25

Caro Lippi, prenda nota: cinque Grifoni sono da Nazionale


«Vostra eccellenza che guarda il Grifone in cagnesco, e lo gabella per anti interista (ma anche milanista o juventino) perché mette le grandi alla berlina».
Dedico l’incipit di questa parafrasi un po' particolare dei primi versi della celeberrima poesia “Sant’Ambrogio” di Giuseppe Giusti a Marcello Lippi. Il nostro commissario tecnico probabilmente non ha preso in considerazione lo splendido campionato svolto dal Genoa quest’anno e l’eccellente stato di forma dei “papabili” per la Nazionale, poiché (sempre per dirla con il Giusti) «in tutt'altre faccende affaccendato». Non me ne voglia Lippi: ho il massimo rispetto verso di lui, ma dopo la figuraccia della nostra Italia nella Confederation Cup non si può non tacere. Voglio ricordargli che la squadra rossoblù è arrivata al quarto posto alla pari con la Fiorentina, ritornando nelle coppe europee, ed è stata eliminata in 10 uomini dall’Inter in Coppa Italia soltanto dopo i tempi supplementari.
Quindi sarebbe opportuno se sua Eccellenza Lippi prendesse carta e penna e segnare alcuni nomi sul suo taccuino: alle porte c’è l’impegno casalingo a settembre contro l’ostica e fastidiosa Bulgaria, avversario da battere per avere il passaporto per i mondiali sudafricani del 2010. Prima però è necessaria una premessa fondamentale: Gasperini (che il ct conosce bene, poiché erano assieme alla Juventus) ha abituato i suoi uomini a lottare e a giocare anche in posizioni e ruoli diversi da quelli abituali. Non è facile dunque trovare un tecnico che spiani la strada al responsabile della panchina più difficile del nostro calcio. I nomi che il Grifone non sono tanti, ma sono molto interessanti. Inizio da Matteo Ferrari, che non ha neanche 30 anni: Lippi avrebbe potuto convocarlo come difensore centrale al posto dell’evanescente e inconsistente Cannavaro.
E’ stato riconosciuto come uno dei migliori giocatori nel suo ruolo nella stagione e ha consentito la crescita agonistica e tecnica di due suoi compagni di reparto, Domenico Criscito e Salvatore Bocchetti entrambi ventiduenni. I due ragazzi napoletani sono titolari nell’Under 21 e sono abili e arruolabili nell’immediato futuro: entrambi sono impeccabili nelle chiusure sugli attaccanti avversari e sono formidabili colpitori di testa nelle azioni sui calci d’angolo. In più Criscito può essere impiegato come centrocampista laterale sinistro: una carta da giocare in più. Suggerisco altri due nomi per il nostro ct. Sono due attaccanti: il ventinovenne Giuseppe Sculli e il venticinquenne Raffaele Palladino. Il primo è possibile utilizzarlo come punta laterale e centrale, il secondo come laterale. Il concetto di “laterale” per Gasperini è però sia destro che sinistro: i suoi uomini devono roteare su tutto il fronte d’attacco in modo da mettere in seria difficoltà l’avversario. D’accordo, è un tipo di gioco differente da quello della Nazionale: ma è un’altra possibilità da prendere in considerazione, poiché sono intercambiabili. Insomma, il ct può pescare ben cinque uomini in maglia rossoblù. La loro età media è di 25,4 anni: sono forse troppo giovani per l’Italia degli over 30? Non sarà mica un problema per Lippi?
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