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2009-07-27

Tour de France 2009: il commento finale


Lo spagnolo Contador concede il bis alla Gran Boucle; l’ex Imperatore di Francia, l’americano Armstrong, torna a ruggire (3°); Nibali (7°) è il primo degli italiani. Cavendish dittatore dello sprint.
Non c’è grande corsa a tappe che gli sfugga. Dal Giro al Tour passando per la Vuelta, ogni competizione di rispetto cui prende parte viene da lui asservita. Lo spagnolo Alberto Contador, portabandiera di una Nazione in netta crescita, è il dominatore incontrastato del pedale, e nessuno, per ora, riesce minimamente a tenergli testa. Dopo aver vinto il Tour 2007, il Giro d’Italia 2008, Vuelta 2008, quest’anno al Tour ha ottenuto il 4° successo nei 3 Giri, senza tanti patemi. Hanno provato (in verità in maniera blanda) a scalzarlo Andy Schleck, Lance Armstrong & company, ma non sono riusciti nemmeno a scalfire lo strapotere dell’asso che avanza. Andy non è ancora maturo al punto giusto, Lance tornava a correre a 37 anni, dopo 3 di astinenza (aveva chiuso col ciclismo dopo 7 Tour di seguito), e già l’essere arrivato sul podio è da considerarsi straordinario, fuori da ogni logica. Così Contador non ha praticamente avuto rivali.
Se il Tour 2007 era stato assoggettato dopo la squalifica del leader Rasmussen, il Tour conclusosi ieri non lascia adito ad attenuanti di merito, anzi ne suggella una carriera già sontuosa, che si appresta a divenire leggendaria, sulle orme magari del suo antesignano Indurain (5 Tour). Comunque non è stato un bel Giro di Francia, sia per “colpa” di Contador, sia a causa del tracciato non proprio temerario come ci saremmo aspettati. Lo spettacolo difatti ne ha risentito parecchio, per una corsa che non resterà negli annali per l’eccezionalità, anzi, la noia l’ha fatta da padrone, anche in casa Italia, dove da 2 anni non riusciamo più a vincere una tappa. Ci consoliamo in ogni modo con gli 8 giorni in maglia gialla di Rinaldo Nocentini (che non è poco) ed il 7° posto nella Generale di Vincenzo Nibali, una promessa per il ciclismo nostrano, doping permettendo (i casi Sella, Riccò, Di Luca, Rebellin…docet). Per non parlare della maglia a pois portata a casa da Pellizotti, 2° all’ultimo Giro d’Italia (se Di Luca verrà squalificato a seguito della positività all’EPO).
Un Tour che sarà altresì rimembrato per la storica sestina vincente centrata dal britannico Cavendish, nuovo Re incontrastato degli sprint (Petacchi è rimasto ancora una volta casa, stavolta per una sua scelta suicida).
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