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2009-08-03

Mondiali di Nuoto 2009: Italia mai così in alto


Una storica Italnuoto, trascinata dalle donne, fa man bassa di allori; Phelps si conferma il temibile squalo assassino di sempre (5 Ori ed 1 Argento); Roma 2009 segna l’addio ai costumi hi-tech.
4 Ori, 1 Argento e 5 Bronzi: a tanto ammonta il nostro medagliere dei Mondiali appena conclusosi nella città eterna, culla sconfinata dello sport e dei valori in esso contenuti, colonne portanti di una disciplina come il Nuoto che negli ultimi anni sta rubando la scena persino al calcio, almeno nel periodo estivo, quando si ha voglia di tuffarsi in acqua, in tutti i sensi, anche i più reconditi.
Il calcio sarà lo sport più amato, ma dopo 10 mesi di abbuffate si prova la necessità di dedicare la propria attenzione a sport più..leggeri, dei quali ci si prende unicamente in certi frangenti che durano lo spazio di un paio di settimane. Così abbiamo rotto la routine del pallone per esaltarci come non mai, trasvolando i nostri sogni rimasti congelati per tempi troppo prolungati, nell’assistere alle performance al femminile della nuova regina della vasca, quella irresistibile, magnifica e roboante Federica Pellegrini, che nei 200 e 400 sl ha infranto ogni record (10 primati del Mondo, e non ha nemmeno 21 anni!), ottenendo i primi 2 titoli iridati della sua affascinante carriera. Vi è stata gloria, per la prima volta ai Mondiali, anche per Alessia Filippi (romana…de Roma), nella maratona dei 1500 s.l., consacrando una avanzamento professionale giunto ai vertici, specie dopo il prestigioso argento a Pechino 2008 negli 800, specialità dove in questa kermesse è stata di bronzo. Mai una donna, dopo Novella Calligaris, era riuscita, in vasca, ad ottenere 1 Oro: quest’anno ne abbiamo racimolati 3, tanto per gradire.
E mai eravamo riusciti a vincere 3 Ori in corsia in una sola edizione. Conteggiando le altre specialità ci assestiamo a quota 4 Ori, sfiorando Fukuoka 2001, quando superammo ogni aspettativa remota, arrivando a 5 allori più pregiati. A far crescere il nostro bottino, sempre più tintinnante, ha contribuito Valerio Cleri, 1° nella 25 km di fondo, dove nella versione al femminile è stata bronzo la Vitale. Nella 10 km stesso piazzamento per la Grimaldi.
Storico argento nei tuffi 3 metri sincronizzati per Dallapè-Cagnotto, quest’ultima anche bronzo nel tramp 3 metri. Un altro storico bronzo è arrivato nel sincro con Beatrice Adelizzi. Il nostro, senza tanti giri di parole, al di là del momento emozionale, può essere definito un Mondiale storico, a tratti senza precedenti, difficile da replicare (non si vedono molte promesse all’orizzonte). Appena 2 anni fa a Melbourne ottenevamo un solo Oro (ex aequo) con Magnini (oggi in caduta libera), rimediando un numero sontuoso di delusioni, che invece in questa edizione sono per fortuna latitate. Italia a parte merita una menzione come sempre speciale lo squalo di Baltimora Michael Phlelps, che in questa kermesse iridata ha raccolto sì meno di Pechino (in quanto ha disertato i “misti”) ma ha raggiunto ugualmente un bottino straordinario, 5 Ori ed 1 Argento, che lo ergono a Re della manifestazione.
Il più grande sportivo all time (dopo Pelè, almeno a mio parere) è arrivato a traguardi fantascientifici: 21 Ori iridati e 14 Olimpici, per dei record inarrivabili, almeno per gli abitanti della Terra. Cui Phelps forse non appartiene. Fra i protagonisti rimembriamo altresì il brasiliano Cielo Filho, Oro nei 50 e 100 sl. Intanto dopo un gran discutere sul ruolo predominante dei nuovi costumi hi-tech, artefici di record del Mondo stabiliti a bizzeffe (43 solo in questi Campionati), si è deciso il clamoroso ma quanto mai opportuno ritorno al tessile, per far sì che il nuoto rivesta i panni di uno sport avente l’uomo come unico protagonista, sottraendo ai costumi quel ruolo di macchine che poco si addiceva ad una disciplina per intenderci non paragonabile alla F1, come ormai rischiava di divenire. Adesso diamo uno sguardo al medagliere, almeno per quel che concerne le prime posizioni: 1° Usa con 11 Ori; poi la Cina, sempre con 11 Ori ma con meno argenti; Russia a seguire con 8; a ruota Germania 7, Australia, Gran Bretagna e Italia 4. Zero titoli per la Francia. Il medagliere storico invece è il seguente: Usa 185, Cina 74, Australia 67, Russia 56, Ger EST 51, Germania 26, Ungheria 22, Italia 21. Più lontano la Francia con soli 8 Ori. Insomma, come si evince da queste graduatorie ormai l’Italia è fra le grandi potenze dell’acqua, anche se è ancora alla ricerca di quella continuità che contraddistingue le big, ma se viaggeremo sulla scia di Pellegrini & c. si potrà ottenere anche la tanto auspicata persistenza di risultati, per rimanere ai vertici in un tempo indeterminato, in modo che tali vittorie non siano riconducibili alla provvisorietà.
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