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2009-09-04

Canna VS Mou: "Non fa giocare i giovani"


"Fossi in Santon o in Balotelli proverei ad andare in prestito da qualche parte pur di poter giocare con continuità, cosa che invece non avviene all'Inter". Uno "sconfinamento" nelle vicende di matrice nerazzurra, quello fatto da Cannavaro dal ritiro della Nazionale, che non è piaciuta a Mourinho, il quale non ha perso tempo a replicargli: "Parla come un allenatore. Fossi in lui mi interesserei di più di Legrottaglie e Giovinco, che nella Juve non giocano mai e rischiano di perdere pure loro il posto in nazionale".
Le difficoltà dei giovani nel farsi strada sono un suo chiodo fisso forse perché a 36 anni diventa facile parlare come uno zio a chi, di anni, ne ha quasi la metà. Prima del “flop” della Nazionale in Sudafrica, Cannavaro aveva denunciato le carenze di attenzione per i vivai.
Adesso vede il rischio che si perdano i pochi talenti di alto livello espressi dal calcio italiano. «Santon, e anche Balotelli, devono giocare con continuità, perché non è con gli allenamenti che si impara a migliorarsi, invece nell’Inter mi sembrano più chiusi che nella passata stagione - dice il capitano azzurro - È un peccato. Santon l’ho conosciuto qui, ha un grande talento ma se deve stare sempre in panchina è meglio per lui che chieda di andare in prestito dove può avere spazio. Altrimenti potrebbe anche perdere il Mondiale».
Pronta la risposta di Mourinho sul sito internet dell’Inter: «Cannavaro parla già da allenatore, o da dirigente. Sbaglia e dimentica qualche particolare. Per esempio che, considerato che nella Juve giocano lui e Chiellini, anche Legrottaglie deve valutare di cambiare squadra a gennaio altrimenti perderà il Mondiale. E anche Giovinco, giovane di talento, deve valutare bene le scelte per il futuro». Santon è l’oggetto misterioso in questa squadra. Nella primavera scorsa Lippi gli permise il doppio salto mortale: lo convocò senza che si fosse ancora costruito una base solida nel’Under 21, in precedenza l’aveva fatto soltanto con Rossi e De Rossi. Era la rivelazione della serie A, si era conquistato il posto fisso con Mourinho. Ora è retrocesso in seconda linea. Come Balotelli, schiacciato dal convincente approdo di Milito ed Eto’o: l’ingaggio di Sneijder come trequartista riduce ancora le possibilità di SuperMario che Lippi non ha mai chiamato ma che tiene d’occhio in attesa che si faccia le ossa e aggiusti il carattere. Il lavoro di svecchiamento sbatte anche contro questi ostacoli. «Però il progetto, globalmente, va avanti - osserva Cannavaro - Perché Criscito e Marchisio non vanno bene come giovani? E poi non potete mica buttare via del tutto noi ultimi vecchietti».
Domani, a Tbilisi, Criscito e Rossi rappresenteranno la linea verde della Nazionale. «Bisogna dare fiducia a Rossi - prosegue il difensore - Si parla tanto di fantasia e lui ce l’ha. Da qui alla partenza per il Sudafrica lui è l’uomo che deve darci la qualità in attacco: non è più un bambino, gioca nel Villarreal». Non sarebbe più facile trapiantare Cassano, che ha più esperienza? «Ma lo deve decidere Lippi e per ora la pensa in altro modo. Io non ne conosco le ragioni. Non penso che ci sia un problema comportamentale perché Antonio negli ultimi anni non è mai uscito dal seminato, se non quel giorno in cui diede di matto con il Torino. Nè credo ci sia un problema tattico perché gli attaccanti devono pensare a fare gol non a difendere. Comunque la scelta è di Lippi e va rispettata».
Giovani a parte, Cannavaro non esclude che prima del Mondiale ci siano sorprese. «Amauri? Potrebbero allungarsi i tempi per la cittadinanza ma se anche fosse disponibile soltanto tra cinque o sei mesi non dovrebbe fare un grande sforzo per ambientarsi, qui troverebbe otto compagni di squadra nella Juve». Peccato che non possa trovare Diego. «Già, è un trequartista che sa fare tutto, lui non si limita all’assist o al gol. La sua qualità più straordinaria è che è piccoletto ma è tosto e molto difficile da spostare». Come un altro Diego? «Per favore, non scherziamo».
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