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2009-11-30

Quel Sant'Elia very very rossoblù


Corsi e ricorsi storici. L'ultima volta che il Cagliari aveva battuto la Juventus era stato all'ultimo incrocio, lo scorso anno, all'Olimpico: memorabile 2-3 griffato da Biondini, Jeda e Matri. Era il 31 gennaio 2009. Esattamente dieci anni prima, il 31 gennaio del 1999, il Cagliari di Ventura regolava con un gol di Berretta la Vecchia Signora. Da allora, più nessuna vittoria al Sant'Elia.
Dieci anni - quasi undici - dopo, Massimiliano Allegri impartisce un'altra lezione da professorone a una delle grandi (o supposte tali) del nostro calcio. Il primo tempo, è da enciclopedia del football. Squadra corta, ripartenze avvolgenti, inserimenti a turno dei centrocampisti: decide una magia di Nenè, uno di quei brasiliani atipici che uniscono tecnica a potenza. Una bordata terrificante, da una posizione assurda, al migliore portiere del mondo: collo esterno, destro chirurgico, da vedere e rivedere alla moviola.
Moviola che la Juventus invoca per un presunto fallo di Astori su Amauri nel secondo tempo. Lo fa dopo un arbitraggio praticamente a senso unico, con un De Marco totalmente incapace di contenere i nervosismi bianconeri: la gestione dei cartellini è penosa, con gialli che volano un po' a casaccio e falli di compensazione che finiscono puntualmente per penalizzare il Cagliari. Ma stavolta, l'orgoglio è più grande delle nefandezze arbitrali.
Quello che particolarmente ha colpito è stato il colpo d'occhio offerto dal Sant'Elia per quello che Vittorio Sanna ha definito, commentando il pre-match dagli schermi di Videolina, "una sorta di derby". Un altro collega, Bruno Corda, narrando cinque anni fa il pareggio di Zola (erano il Cagliari di Arrigoni e la Juve di Capello: pare passato un secolo), commentava: "Il pubblico per metà gioisce, per metà am-mu-to-li-to". L'impressione (dalla tele, lo premetto) è stata piacevole: tanto rossoblù, tanti cori di sfottò verso i bianconeri e poche repliche juventine. Insomma, si è giocato tra le mura amiche, davvero.
Può essere questa la premessa a un'auspicabile inversione di tendenza: il Cagliari, questo Cagliari, piace e attrae. Attrae sempre più tifosi, anche tra i più giovani. E questo, soprattutto grazie a un gioco scintillante, a quella faccia tosta da ragazzotto di provincia che non ha bisogno di inchinarsi alle vetuste carampane già fin troppo ossequiate da distinti (distinti?) signori in giacchetta nera.
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