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2010-02-24

Alvaro Vitali a Tutto Napoli: "Cotechiño e Pierino vi presentano il derby del sud"


In prossimità del Derby del Sole, Napoli-Roma, si accendono i microfoni della nostra redazione e la parola passa ad Alvaro Vitali, leggendario interprete della commedia sexy all'italiana degli anni '70-'80 e celebre nel mondo per il suo "Pierino". Di fede romanista il noto comico è molto apprezzato anche dai tifosi partenopei per aver recitato in un film indossando la maglia numero 10 del Napoli. Dopo 27 anni grazie a Tutto Napoli rivive il mito di Cotechiño. I nostri inviati Salvio Passante e Luca Cirillo. coadiuvati dal collega Roberto Balzano, hanno incontrato a Roma il grande artista trasteverino.

Signor Vitali, Le dispiace se mastichiamo una gomma per tenere a bada l’emozione di parlare dal vivo con un mito?

“Per carità, nessun problema. Poi, meglio masticare una gomma che un cerchione … (ride, ndr)”.

Inutile dire che è un piacere per la nostra redazione consegnarle la maglia rievocativa del grande personaggio Cotechiño. Come nacque l'idea dell'esuberante centravanti partenopeo?

"Intanto il piacere è mio di essere qui con voi e vi ringrazio per l’idea carina. L'ispirazione iniziale faceva riferimento a Paulo Roberto Falcao, che per noi romani rappresentava in quel periodo il riferimento calcistico per eccellenza. L'idea però non piacque al giocatore carioca perchè la ritenne una presa in giro. Avemmo così la geniale idea di mantenere intatto il personaggio smistando l'interesse su una squadra notoriamente calda come il Napoli, appassionata di giocatori esotici. In quel periodo prendeva forma la trattativa Maradona e per tale motivo decidemmo di fare indossare a Cotechiño la maglia azzurra. E' un film che ricordo sempre con molto affetto anche perchè ricevemmo un prestigioso riconoscimento dalla Cinémathèque française. Fu la prima volta che tale premio fu assegnato ad un comico italiano".

La dieci di Maradona e di... Cotechiño ritirata dal calcio Napoli...

"Il ritiro di una maglia per me è una grande cavolata. Non si può privare un bambino del sogno di poterla indossare. I giocatori passano e sono solo i tifosi a farsi scrupoli affettivi, mentre i calciatori difficilmente hanno memoria storica".

Ha mai pensato ad un remake, magari con De Laurentiis produttore?

"Certo che si. Il ritorno di Cotechiño sr. con il figlio allenatore del Napoli potrebbe rivelarsi un'idea molto simpatica. Conosco Aurelio De Laurentiis. Mai dire mai".

I calciatori a fine carriera esprimono a volte rammarico per occasioni perse o per aver accettato sfide sbagliate. Lei, invece?

"Rifarei tutto uguale: il mio è stato un percorso meraviglioso e divertente. Un'ascesa veloce grazie a Fellini, ma il personaggio che mi ha fatto conoscere in tutto il mondo è stato Pierino. Ci sono stati alti e bassi nella mia carriera. Potessi tornare indietro accetterei i ruoli che mi furono offerti nelle pellicole “Febbre da Cavallo”, nel quale dovevo interpretare il ruolo del compianto Francesco De Rosa, e un “Un borghese piccolo piccolo” con Alberto Sordi. Nel secondo caso sbagliò il mio agente: avevo un contratto in esclusiva con la Medusa e potevo lavorare con altre produzioni solo in caso di migliore offerta economica … Che per tale film non arrivò”.

A proposito di Alberto Sordi, ci racconta un aneddoto?

"Lavorai con lui in “Polvere di stelle” e lo incontrai due mesi dopo a Venezia. Era assediato dai giornalisti ed io lo salutai da lontano, con discrezione. Lui mi fece avvicinare e prendendomi a sè disse a tutti: "Sono i ragazzi che devono andare sù. Ci sono molte meteore, ma questo giovanotto lascerà il segno".

Alcuni remake dei film sul calcio degli anni '80 non sempre hanno avuto lo stesso successo. Per quale motivo non le hanno proposto un ruolo ne “l'Allenatore nel Pallone”?

"In realtà un contatto c'era stato proprio con Lino (Banfi, ndr). Ci siamo incontrati qualche mese prima all'Olimpico durante una partita della Magica. Mi disse che gli sarebbe piaciuto farmi interpretare il ruolo dell'allenatore in seconda. Poi non so perchè non se n'è fatto più nulla. Magari con me il film avrebbe avuto una marcia in più..."

In tema di “Magica”, Ranieri, dallo scetticismo iniziale ad un apprezzamento in crescendo...

"Roma come Napoli è una città particolare, Noi romani quando ci affezioniamo ad una persona vorremmo che "morisse" con noi. Spalletti ci aveva abituati bene e dopo stagioni esaltanti, condite da una grande qualità di gioco, ha deciso di abbandonare la squadra … E chi ti arriva? Un "trasteverino" mandato via dalla Juve. Pensavamo fosse una "pippa", come diciamo noi a Roma, e così non ci abbiamo creduto subito. Vi confesso che ancora oggi non mi convince sotto il profilo del gioco e, aldilà della sua indiscutibile professionalità, se ci troviamo lassù è anche per fortuna e per la presenza di tanti campioni in rosa. Claudio è del mio stesso quartiere: a noi di Trastevere non sfugge nulla. Il merito che gli riconosco è di aver fatto gruppo con i romani risvegliando motivazioni che sembravano smarrite".

Nonostante i problemi economici, la Roma è a meno cinque dall'Inter. Un pensierino al tricolore?

"Direi proprio di no. Non perchè non abbiamo le qualità, ma per il troppo “c..o” che ha l'Inter. A Napoli la squadra nerazzurra doveva prenderne almeno quattro. Mi trovavo proprio in Città quel giorno e mentre lavoravo, con un orecchio ascoltavo la partita. Quanto ai problemi finanziari della famiglia Sensi, credo che la migliore soluzione possa essere vincere la Uefa, centrare l’obiettivo qualificazione Champions, vendere qualche campione per investire sui giovani e, alla fine di tutto ciò, un passaggio di proprietà".

Manderebbe un messaggio, col fischio o senza, a Mourinho?

"Più che un messaggio gli farei "na pernacchia". E' il personaggio più antipatico del calcio italiano".

Il portoghese, dunque, il più antipatico. E il Pierino del calcio italiano?

"Difficile trovare nel calcio un personaggio simpatico. Dovendo sceglierne uno dico Totti senza alcun dubbio. Se non altro perché è l'unico ad aver fatto un libro di barzellette... Che sono quasi tutte " ‘e mie". Francesco è un grande calciatore, ma è troppo impegnato con pubblicità ed attività extracalcistiche. Ecco perchè non gioca mai (ride, ndr)". Porterebbe il Pupone in nazionale?

“Sicuramente potrebbe dare una mano per tentare il bis al mondiale. Porterei anche Nesta. I giocatori di esperienza servono sempre”.

Il calcio vive un momento ricco di tensioni. Dagli spalti al campo e ai salotti televisivi, passando per gli arbitri, è tutta un'arena. Non crede ci vorrebbe un personaggio come lei per sdrammatizzare?

"In effetti avevo chiesto alla Ventura (Simona, Quelli che...Il calcio" , ndr) di commentare le partite della Roma. Dopo qualche timido approccio mi fu comunicato che intendevano variare di domenica in domenica gli inviati sui campi. Ad oggi non ho ricevuto alcuna proposta o chiamata. Mi piacerebbe iniziare proprio con Napoli - Roma".

Che rapporto ha con la città partenopea?

"Napoli è per me una seconda casa. Quando torno da impegni di lavoro dal sud Italia, in prossimità del capoluogo campano, istintivamente prendo le chiavi di casa e i miei compagni di lavoro si mettono a ridere. A Napoli, del resto, ho la mia agenzia e credo che domenica sarò proprio giù da voi per la partita".

Tra le due tifoserie, purtroppo, dopo anni di gemellaggio, non scorre buon sangue...

"E' un grande peccato che il derby del Sud non venga vissuto più in un clima di festa come un tempo, soprattutto considerando che le squadre del nord fanno il bello e cattivo tempo del calcio italiano … Anche con una certa arroganza. Sarebbe il caso di essere più intelligenti e fare gruppo".

Lei ha interpretato il film "L'arbitro, il tifoso e il calciatore". Sono gli arbitri i “metereologi” del calcio?

"Gli arbitri non mi sono mai piaciuti. Prima di interpretare questo ruolo seguii per una settimana una squadra di C1 romana. Mi calai talmente bene nella parte da farmi schifo da solo, (ride, ndr). Tutti i bambini, io no di certo, di solito si lasciano attirare dalla Juve perché ha vinto tanto. Anche i bambini che poi diventano arbitri, ovviamente. Con l'unica differenza che mentre i ragazzi crescono e aprono gli occhi, le giacchette nere non si evolvono. Sin da quando c'era Agnelli i fischietti sono stati abitutati troppo bene... Calciopoli per me non è mai iniziata nè finita. Collina potrebbe interpretare il personaggio che un tempo fu mio. Da anni a questa parte commette molti errori, molti dei quali hanno favorito la vecchia signora. Del resto, si vede … Ha perso tutti i capelli (ride, ndr)".

Cosa ne pensa delle proteste civili, come ad esempio la pañolada che, proposta dalla nostra redazione, impazza in tutti gli stadi d’Italia?

“Si ho notato. Le proteste civili come la pañolada o la maschera di Collina sono sempre le più interessanti, le più vere ed incisive. Non accetto la violenza in nessun contesto, figuriamoci in ambito sportivo”.

Genio e sregolatezza. Un concetto stereotipato che rischia di diventare una moda indotta e pericolosa per i giovani talenti.

"Sono d'accordo. E' un messaggio che non dovrebbe mai passare. Credo che nel cinema come nel calcio chi ha tecnica e talento non abbia bisogno di fare uso di sostanze stupefacenti o darsi ad una vita fuori dagli schemi per apparire personaggio. In proposito ritengo che Morgan abbia detto una grande "stron..ta". Un soggetto che assume le droghe è un drogato. Se poi è anche un artista è un altro paio di maniche. Scinderei le due cose. La droga ti rincoglionisce e non ti si drizza nemmeno più l'uccello. Purtroppo l'uso di droga è diffuso in generale e, nello specifico, nel mondo dello spettacolo è solo un assurdo status symbol".

E' la settimana di Napoli - Roma, un suo pronostico.

"Mi auguro che venga fuori un bel pareggio. Se il Napoli dovesse giocare come contro l'Inter ce ne farà quattro. Viceversa, in versione senese, la vedo dura per gli azzurri. Sarà fondamentale, quindi, l'approccio alla gara. La Roma dovrà fare a meno di Totti. Spero nel recupero di Toni e attenti a Vucinic". (Intanto nel bar dove Vitali ci ha invitati a bere un caffè, cade una pila di bicchieri... Noi gli facciamo notare che porta bene e lui : "A noi può portare pure bene. "Ar barista" no...") (Pausa risate).

C'è un giocatore del Napoli che le piacerebbe vedere in giallorosso?

"Lavezzi. Con il gioco che Ranieri sviluppa sugli esterni potrebbe ritornare molto utile".

Restando in ambito sportivo. La Ferrari da quando non c'è il suo Jean Todt non vince più.

"Quello vero ha lasciato il cavallino, quello più vero ancora la tv (ride, ndr). Mi auguro che Antonio Ricci di Striscia possa decidere di portare bene a qualcun altro affidandomi un altro personaggio. Ci sono alcune idee in fase di sviluppo".

Chi invece non ha bisogno di alter ego è Pierino che, col passare degli anni, conserva sempre più il suo fascino … Come si evince dal suo cappellino.

"E' il personaggio che mi ha dato tutto. Pierino non è un'invenzione, sono proprio io. A casa, mia moglie alcune volte mi guarda e rimane perplessa perché non riusciamo a portare mai avanti un ragionamento serio. Anche quando commentiamo la morte di qualche conoscente la battuta mi viene spontanea. A scuola ero proprio così e come Pierino ho ripetuto un paio di volte … Solo per condotta però”.

Quali erano i suoi giochi da bambino …

“Giocavo con le biglie, le fionde e le trottole … Anche a calcio, certo, ma quello bravo era mio fratello che però Herrera scartò perché lo considerava magrolino. Da ragazzino ero molto irrequieto e sono cresciuto con mia nonna. La mia adolescenza l’ho raccontata nel film l’Ultimo Pierino nel quale la mitica Sora Lella interpretava proprio il ruolo di mia nonna”.

I suoi film hanno sempre diviso la critica creando difformità di giudizio anche tra gli stessi intellettuali.

“Si, questo è vero, ma ora non più. Ormai il genere è bene accetto da tutti e adesso sono le stesse categorie professionali che un tempo snobbavano Pierino a ricercarlo in tv per godersi un po’ di relax”.

Qualcuno provò a rubarle Pierino …

“In effetti il tentativo che fecero con il toscano Giorgio Ariani riuscì davvero male. Purtroppo non avevamo registrato il personaggio e il prodotto realizzato fu a dire il vero molto volgare, pieno zeppo di parolacce e quindi lontano dal vero animo Pierino. La gente se la prese con me che non c’entravo nulla. Per me che avevo il progetto di realizzare dieci film su Pierino con Berlusconi, prima che entrasse in politica, fu un grosso danno”.

C’è un attore italiano che potrebbe indicare come suo erede?

“Come il calcio, anche il cinema è cambiato. Non credo che ci sia in giro nessuno che possa ricordare il mio modo di vivere la comicità e la romanità. Con l’ironia ci si nasce. Si può imparare la tecnica, i tempi, ma se non hai dentro l’istinto animalesco del comico è dura venire fuori. Forse Maurizio Battista è l’unico che ha qualcosina in tal senso”.

Le facciamo dei nomi e Lei aggiunge qualcosa …

Nadia Cassini … “Grande … Targa”
Carmen Russo … “Airbag di serie”
Gloria Guida … “Graziosissima”
Edwige Fenech … “Una vera signora. L’unica di tutte che parla bene di questo genere e di me”.

Mai pensato di proporle un film visto che è diventata una produttrice?

“Si, certo. Con lei mi vedo poco anche perché è spesso all’estero. A lei ho proposto “Don Pierino”, ovvero il continuo del mio personaggio che diventa prete per poi spogliarsi nuovamente. E’ un film che mi piacerebbe molto fare curandone anche la regia”.

Passiamo ai registi. Stesso “gioco” di prima …

Federico Fellini … “Semplicemente straordinario, uno che sognava il circo”.
Dino Risi … “Bravo, ma pignolo e cattivo con noi attori. Tatto zero”.
Roman Polanski … “Simpaticissimo, un genio”.
Sergio Martino … “Antipatico, anche e soprattutto perché laziale”.

Il regista con il quale si è trovato meglio …

“Nando Cicero, lo stesso di Cotechiño. Con lui le riprese duravano cinque settimane invece di tre. Molto scrupoloso. Con lui passavamo ore a confrontarci su tutti i dettagli. Tra gli attori invece voglio ricordare Mario Carotenuto, un maestro incredibile che conosceva tutti i segreti del cinema”.

Alcuni comici hanno reinventato se stessi in ruoli drammatici …

“E’ raro che ciò possa accadere. E’ il pubblico che decide e se ti affibbia un’etichetta è difficile scrollartela di dosso. Una volta un regista al quale chiesi di interpretare un ruolo drammatico replicò :”Se vuoi, te lo faccio fare, ma poi il tuo personaggio, per far ridere, deve morire”. Ho interpretato un ruolo drammatico nel film di Sergio Nasca “Malia, vergine di nome Maria”. Un film del 1975 nel quale ero Rocco. un sordomuto picchiatello che giocava con santini, noci e crocifissi. Un giorno arriva in chiesa una ragazza che pensavano fosse morta e mentre lui le preparava gli ornamenti funebri, le guarda le gambe e “s’ arapa”; poi le salta addosso senza consumare l’atto, ma bagnandola comunque. Lei poi si risveglia ed è incinta. Un pezzo drammatico per il quale io e Turi Ferro ci siamo commossi molto durante le riprese. Vinse, dopo tante polemiche, un Nastro d’Argento a Los Angeles”.

La barzelletta che preferisce...

"Quella della signora che si abbassa e si ... lascia andare. Il bambino che è con lei le chiede cosa fosse quel rumore e lei risponde il cannone di mezzogiorno ... Arrivo io e le faccio notare di far regolare il c..o perchè è in anticipo" (ride, ndr).

Lei è uno degli attori preferiti da Quentin Tarantino …

“Lui è un grande cultore della commedia all’italiana di quegli anni. In barba a chi gli consigliava di vedere film a destra e a manca lui ha sempre risposto che gli piacciono Alvaro Vitali ed Edwige Fenech”.

I suoi prossimi impegni professionali..

“Uscirà a breve una fiction fatta ad episodi per l’emittente campana Canale21”.

Il saluto di Alvaro Vitali ai nostri lettori …

“Con grande affetto mando un abbraccio a tutti i napoletani e ai visitatori di questo portale giovane e dinamico, Tutto Napoli, che da oggi seguirò con attenzione per il modo intelligente e competente con il quale si esprime in tutti i campi della comunicazione".
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