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2010-03-01

Vancouver 2010: un "Razzo d'oro" alle Olimpiadi


L’Italia rompe l’estenuante digiuno olimpico che durava dal primo giorno di gare.
RAZZO SUPERSONICO - 18 anni dopo l’impresa di Alberto Tomba un altro azzurro sale sul gradino più alto del podio nello Sci Alpino: l’impresa a 5 cerchi è targata Giuliano Razzoli, Slalom Speciale.
L’ultimo azzurro a vincere una medaglia d’Oro nello Sci Alpino era stato Alberto Tomba, ed a rompere il tabù durato 18 anni ci pensa, in un ideale passaggio di consegne, proprio l’erede designato Giuliano Razzoli, autore di uno Slalom Speciale che, a prescindere dalla portata storica, è stato fantastico, rendendo onore al suo soprannome, che altro non è che la contrazione del cognome, “Razzo”, appunto..Un razzo che con una velocità supersonica, non senza enfasi, ha infranto ogni speranza altrui di vittoria, per una pista che già nella prima manche aveva fatto diverse vittime illustri.
Razzoli ha preceduto al traguardo il croato I.Kostelic e lo svedese A.Myhrer, consegnandosi alla leggenda, attribuendoci una gloria praticamente inattesa, specie dopo aver fatto il callo alle delusioni, piovute a fiocchi sul nostro team sino a poche ore prima dell’apoteosi di Giuliano, che solo il 6 gennaio 2009 conquistava sulle nevi di Zagabria il primo podio in carriera, un terzo posto nello slalom di Coppa del Mondo alle spalle di Jean-Baptiste Grange e Ivica Kostelic.
Poco prima dei Giochi, il 6 gennaio 2010, aveva ottenuto nella medesima località la prima vittoria in carriera, precedendo al traguardo Manfred Moelgg e Julien Lizeroux, e già c’era chi vedeva in lui un atleta d’Oro, in tutti i sensi. Poi la gara di ieri, o meglio, la prima manche, conclusa al comando. A quel punto non osavamo pensare all’immensa pressione che avrebbe potuto avere su di se il giovane Razzoli, e temevamo che l’emozione avrebbe potuto giocargli un brutto tiro, per quella che sarebbe stata l’ennesima debacle a 5 cerchi, poi scongiurata.
Ma Razzo si è dimostrato maturo anche nel mantenere la proverbiale calma Olimpica, esplodendo in un urlo liberatorio subito dopo aver realizzato una delle più grandi imprese nella storia dello sport azzurro: "Mi sono divertito, non ho fatto fatica, ho sciato tranquillo" esulta Razzoli. Applaudito da Giorgio Rocca: "Che andare, che bello". Capace di commuovere Alberto Tomba, che nasconde le lacrime dietro agli occhiali neri. "Non ho parole, non so come ho fatto, l’ho fatta grossa. Per Tomba è stato facile vincere medaglia d’oro, per me è stata dura. Sono sceso tranquillo, sapevo che oggi ero il più forte o almeno dopo la prima manche mi sono convinto che era così. Nella seconda sono stato attento. Non ci credo, ma è tutto vero".
"È una gioia indescrivibile, una gara dominata dall'inizio alla fine. Ce la siamo davvero meritata. Questo oro ci voleva per lui, per la federazione, per i tecnici - ha detto a caldo Gianni Petrucci, presidente del Coni. Anche il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è scomodato per complimentarsi con il Nostro, telefonando a Petrucci: “È stata una gara eccezionale, l'ho seguita in diretta e mi sono emozionato. vUna grande vittoria - ha continuato il premier - che ci ha reso tutti felici. Faccia i complimenti al ragazzo, so che adesso ha la premiazione, lo chiamerò domani per rallegrarmi con lui”. I quotidiani sportivi naturalmente hanno riservato ampio spazio all’apoteosi di “Razzo”. La Gazzetta dello Sport gli dedica in prima pagina il taglio alto, anche se in cm la maggior visibilità viene data alla imminente domenica calcistica (!?). La migliore celebrazione arriva dal Corriere dello Sport, che mette in evidenza a caratteri cubitali il trionfo di Razzoli e dell’Italrugby. Solo un riquadro in basso, relegato letteralmente all’angolo, ha avuto Razzoli in TuttoSport.
Un’oro che attenua non di poco la delusione per un’Olimpiade che, stando all’attuale piazzamento del medagliere (16°), è addirittura fra le peggiori di sempre. L’ultima volta in cui abbiamo fatto peggio è stato nel 1980 a Lake Placid, 30 anni fa, per un dato che comunque la dice lunga anche sulla felice tradizione che vantiamo sulla neve. Riguardo lo Slalom Speciale in precedenza avevamo vinto l’Oro con Tomba nel 1988 e Gros nel ’76. Ricordiamo le altre vittorie nelle altre specialità alpine di Vancouver: nel Gigante si era registrato il successo dello svizzero Janka; nel Super G. era stata apoteosi per Svindal (Norvegia) mentre nella Discesa vi era stato il trionfo dell’elvetico D.Defago; per finire, in Combinata Oro per il veterano B.Miller (USA). L’Italia termina il medagliere di codesta specialità al 6° posto; vittoria per la Germania, 3 Ori tutti in ambito donne.
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