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2010-03-22

Storia del Campionato di Calcio: 1923-1924


Dopo una serie di annate tormentate, il campionato italiano trovò nel 1923 la sua definitiva razionalizzazione secondo il format previsto nel Progetto Pozzo, elaborato due anni prima. Il torneo si fondò finalmente su due soli gironi composti dalle migliori società italiane, su un regolare meccanismo di sali-scendi con la Seconda Divisione e una lineare serie di finali per l'assegnazione del titolo. Per sancire la pace ritrovata, la Federazione ideò lo scudetto, un simbolo da assegnare, alla fine della stagione, ai Campioni d'Italia in carica. L'introduzione di tale fregio aveva anche un secondo fine: con la simbologia ufficiale del triangolino di stoffa, che sarebbe poi diventato per tutti i tifosi il simbolo palpabile del primato nazionale, da quel momento in poi nessuna associazione rivale, come fu al tempo la CCI, avrebbe potuto conferire valore a un titolo alternativo a quello federale. Un altro evento storico caratterizzò l'estate del 1923: il 24 luglio, infatti, Edoardo Agnelli divenne presidente della Juventus. Il nuovo massimo dirigente bianconero diede subito il via ad un'intensa campagna di rafforzamento: con l'ingresso della potentissima famiglia proprietaria della FIAT nell'organigramma societario bianconero, la squadra torinese riuscì a uscire da quella mediocrità a cui l'aveva relegata la fuga di molti soci verso il Torino nel 1906, arrivando entro breve tempo ai vertici del movimento calcistico nazionale e surclassando le grandi società del periodo pioneristico, guidate dal Genoa, vincitore anche di codesto tricolore, guidato ancora dal “figlio di dio” De Vecchi, il più grande difensore italico.
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