LIVORNO – Il mondo del calcio piange la scomparsa di Igor Protti, morto il 19 giugno 2026 a 58 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore al colon. La notizia è stata diffusa dalla famiglia attraverso un messaggio che lo stesso ex attaccante aveva voluto per salutare e ringraziare i suoi tifosi. Un addio che scuote l’intero movimento calcistico italiano, legato da sempre alla sua storia, ai suoi gol e alla sua umanità.
Protti lascia un’eredità sportiva irripetibile: è infatti l’unico giocatore, insieme a Dario Hübner, ad aver conquistato il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C. Un primato che lo ha reso una figura iconica del nostro calcio. Nel massimo campionato raggiunse la vetta dei marcatori nel 1995/1996 con la maglia del Bari, segnando 24 gol nonostante la retrocessione della squadra. In Serie B dominò nel 2002/2003 con 23 reti, mentre in Serie C1 vinse due volte consecutive grazie ai 20 e 27 gol realizzati con il Livorno.
Nato a Rimini nel 1967, Protti ha attraversato il calcio italiano con una carriera ricca di tappe e di emozioni. Il suo nome resta legato soprattutto al Livorno, dove è diventato capitano, simbolo e idolo assoluto. La società amaranto ha ritirato la sua storica maglia numero 10, un gesto riservato solo alle leggende. Ma Protti ha lasciato un segno profondo anche a Bari, dove esplose con stagioni memorabili e con l’indimenticabile esultanza del “trenino”, entrata nell’immaginario collettivo dei tifosi biancorossi.
Nel corso della sua carriera ha indossato anche le maglie di Lazio, Napoli, Messina e Reggiana, portando ovunque professionalità, dedizione e un rapporto speciale con il pubblico. Amato per i gol, rispettato per il carattere, ricordato per la sua semplicità, Protti è stato un esempio di attaccante completo e di uomo autentico.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, ma anche una storia che continuerà a vivere nei ricordi dei tifosi e nelle statistiche che lo hanno reso un unicum del calcio italiano. Igor Protti resterà per sempre lo “Zar”, un bomber capace di unire generazioni e di trasformare ogni maglia indossata in un pezzo della sua leggenda.
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