Barcellona, Laporta: “Non c’era margine salariale per rinnovare Messi”

51

barcellona bandiera

Le parole del presidente del Barcellona nel corso della conferenza stampa indetta per spiegare il non rinnovo di Leo Messi.

BARCELLONA – Joan Laporta, presidente del Barcellona, è intervenuto in conferenza stampa spiegando il non rinnovo di Leo Messi. Queste le sue parole: “Buongiorno a tutti. Sono qui per spiegarvi la situazione di Leo Messi. Prima di tutto, devo dire che i nostri predecessori ci hanno lasciato un’eredità nefasta. Questo fa sì che il monti stipendi rappresenti il 110% rispetto alle entrate del club, non abbiamo margine a livello salariale. La normativa de LaLiga prevede un fair play finanziario che impone dei limiti. Non abbiamo margine. Quando io e il mio staff abbiamo preso il comando del club, i numeri sembravano migliori. Tuttavia, sono di gran lunga peggiori del previsto. Le perdite previste sono molto più grandi, così come il debito più elevato. Il nostro club ha 122 anni di storia e viene prima di qualsiasi giocatore, persino del miglior giocatore del mondo. Saremo per sempre grati a Messi, ma il Barcellona viene prima di tutto il resto. L’unica via possibile sarebbe stata accettare un’operazione che non reputiamo per niente interessante (l’accordo LaLiga-CVC, ndr), sia per l’importo che per ciò che comporta: ipotecare mezzo secolo dei nostri diritti tv. Voglio precisare che Leo sarebbe voluto restare al Barça, noi stessi lo avremmo voluto e dobbiamo ringraziare tutti coloro che hanno negoziato in queste settimane sia a nome del club che del calciatore. La volontà era comune: andare avanti insieme”.

“Non voglio crearvi false speranze. Il giocatore ha altre proposte e qui c’era un tempo limite, tanto per noi quanto per lui. Tutto ci fa pensare che il tema fair play non si sbloccherà. Leo deve valutare le altre opzioni che ha sul suo tavolo. Abbiamo negoziato per più di due mesi, passando per varie fasi: prima ci siamo accordati su un accordo biennale da pagare in cinque anni, poi su un accordo quinquennale che lui stesso aveva accettato. Messi ha i suoi piani, ma voleva restare al Barça minimo due anni. Tutti ci saremmo voluti godere ancora la sua magia, ma non è andata così. LaLiga ci aveva detto in modo abbastanza convincente che il contratto di 5 anni sarebbe potuto essere la soluzione giusta, ma dopo le ultime analisi che hanno fatto ci hanno fatto sapere che neanche quello sarebbe andato bene. Questa negoziazione si è chiusa senza poter formalizzare gli accordi. Non abbiamo margine salariale e LaLiga non è flessibile. Per riuscirci dovremmo fare un’operazione che non vogliamo, ipotecando i diritti tv del Barcellona per mezzo secolo. Nonostante il caso Messi, abbiamo grandissime motivazioni in vista della nuova stagione. Mi complimento con tutta la dirigenza per come ha gestito la trattativa con Messi. Noi, i giocatori, l’allenatore, tutti siamo motivati ed esigenti affinché il Barcellona possa continuare ad avere successo anche senza Messi. Siamo tristi perché oggi perdiamo Messi e perché non possiamo omaggiarlo come si merita a causa del Covid, ma il Barcellona – ripeto – viene prima di qualsiasi altra cosa. Abbiamo 122 anni di storia e siamo convinti che anche il post-Messi sarà pieno di successi. 

Mi sento colpevole. Avevo detto che avremmo fatto l’impossibile dentro le possibilità economiche del Barcellona: la prova di questo sta nel fatto che abbiamo trovato un accordo con Messi che non si può mettere nero su bianco a causa della questione salariale. Non mi piace ripetermi, ma la gestione precedente del club è stata sciagurata e non abbiamo avuto neanche sei mesi per lavorare. LaLiga poi sembrava disposta a venirci incontro per il fair play… Il giocatore si è messo sempre a nostra disposizione, l’accordo si avvicinava, ma arriva un momento in cui vedi che non può funzionare. Ho preso una decisione”.

Articoli correlati