Categorie: BariSerie A

Bari: dare un senso al campionato

Nel primo vero freddo del San Nicola, dove dolori reumatici ed articolari hanno trovato terreno fertile nelle ossa degli spettatori (e non solo nelle loro), il Toro di Lerda – messo male sia in campo che sulla pelle avendo indossato una maglia orribilmente gialla che ne ha snaturalizzato la sua prestigiosa e, se vogliamo, struggente storia – si è proposto come un medico specialistico al capezzale di un Bari in crisi esistenziale a causa delle (quasi) quattro sconfitte consecutive nelle quali era tornato a vestire la vecchia casacca da infermiera professionale, già vista e vissuta per 50 anni, con tanto di siringhe e antibiotici da somministrare a squadre malate croniche e ai relativi attaccanti da troppo tempo all’asciutto, in cerca di rilancio.

E proprio per questo che, in tanti, temevano che le sconfitte sarebbero diventate cinque dal momento che la squadra affrontata ieri, inferiorità a parte, era in crisi di risultati e finanche di giocatori, un po’ infortunati, un po’ lasciati a riposo precauzionalmente in vista del match con l’Ascoli, sicuramente più importante per gli uomini di Lerda, insomma il partner ideale per una squadra come la Bari tornata a rimettersi l’etichetta “Lodo squadre in crisi”: ma non v’è riuscita dall’alto della sua categoria superiore consumando il tanto sospirato passaggio di turno che vedrà il Bari affrontare il Livorno nel quarto turno di Coppa Italia.

Era la partita di Ciccio Caputo il quale ci teneva a dimostrare, sia pur in test relativamente probante, che si sarebbe potuto contare su di lui nel prosieguo del torneo. Ma Caputo che, pure è piaciuto a Ventura, non ha svolto, esattamente come voleva Ventura, il compitino assegnatogli dallo stesso allenatore: si è visto che Mr. Libidine lo ha ripreso in occasione di una pausa di gioco poi chiarita in sala stampa. Eppure il ragazzo tutto pane di Altamura il suo bel gol lo ha fatto. Chissà, crediamo, a questo punto, che una chance possa pure concedergliela con l’Udinese e, perché no, proprio col Milan dal momento che con loro occorrerà sfondare e finalizzare più che difendere, tutto ciò che, si sa, con Castillo e Kutuzov è molto difficile svolgere, a parte poi le consuete motivazioni –sorpresa, un po’ come per Cassano ed Ennyannaya contro l’Inter dieci anni fa.

Alvarez ha confermato il suo momento no riuscendo a farsi fermare persino da Zavagno, dunque secondo noi, non sappiamo quanto dipenda dalla prevedibilità e quanto da un momento di appannamento, fisiologico: occorrerebbe certamente farlo rifiatare per fargli ritrovare quei meccanismi virtuosi coi quali ha incantato l’anno scorso.

Ieri abbiamo intravisto in panchina con piacevole stupore Gianluca Galasso: dunque perché non dare una chance anche a lui dal momento che la squadra titolare ora come ora appare svuotata e in crisi di identità? L’impressione è quella che anche i giocatori più rappresentativi del Bari, vale a dire Ghezzal Barreto ed Almiron, al momento fuori forma e nemmeno convocati ieri sera, siano un po’ stanchi sia psicologicamente che fisicamente. Non sappiamo quanto il conseguente passaggio del turno possa aver galvanizzato l’ambiente, chissà, magari con un Pulzetti che lasciato fuori sarebbe – come dire – uno schiaffo a Cristo, e Caputo, sicuramente un apporto maggiore in termini quantitativi si potrà ottenere dal momento che l’Udinese non è più in crisi come qualche settimana fa, è in ripresa, e ad ogni ripresa, in genere, corrisponde un fisiologico stop, Ma se si continua a dar fiducia a chi la fiducia non la rende, tutto diventa inutile. Udinese e Milan sono alle porte, entrambe con motivazioni importanti e in progress, Firenze e Genova sono state curate dal Bari: vogliamo provare a dare un senso al campionato e risultare non più anonimi quest’anno? Tanto, si sa, è inutile farsi illusioni, l’Europa non è cosa per il Bari.

[Massimo Longo – Fonte: www.tuttobari.com]

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