BARI – Dopo l’esonero di Magalini e Vivarini, la proprietà De Laurentiis affida la salvezza al tecnico torinese e promuove Valerio Di Cesare nel ruolo di direttore sportivo. Una scelta che punta sulla conoscenza dell’ambiente per evitare la Serie C.
Il Bari volta pagina per la terza volta in questa stagione, cercando di rimediare a una crisi di risultati che ha fatto scivolare la squadra al penultimo posto in classifica. La decisione della presidenza De Laurentiis è maturata nella serata di domenica, portando a una vera e propria rivoluzione dell’area tecnica: fuori il direttore sportivo Giuseppe Magalini e l’allenatore Vincenzo Vivarini, dentro Moreno Longo.
Il ritorno di Longo non è un salto nel buio, ma un tentativo di ripristinare quegli equilibri che, solo fino a qualche mese fa, avevano portato i biancorossi a sfiorare l’idea di poter realizzare una posizione in classifica nettamente diversa, guardando la classifica dall’alto verso il basso.
Il tecnico torinese, ancora sotto contratto, eredita una situazione complessa: una squadra che ha raccolto solo quattro punti in otto partite sotto la gestione precedente e un ambiente segnato dalla contestazione della tifoseria verso la proprietà.
Accanto a lui, la figura chiave di questa nuova fase sarà Valerio Di Cesare. L’ex capitano, che fino a ieri ricopriva il ruolo di vice di Magalini, è stato promosso sul campo come responsabile della direzione sportiva. A lui spetterà il compito di fare da collante tra spogliatoio e società in un momento in cui la fiducia sembra ai minimi storici.
La missione salvezza passa inevitabilmente per la finestra di mercato invernale. Le indicazioni emerse nelle ultime ore suggeriscono la necessità di almeno sei innesti per riequilibrare una rosa apparsa inadeguata o comunque poco funzionale ai moduli tattici proposti finora.
Tra i nomi caldi per rinforzare l’organico figurano profili che Longo conosce bene, come il difensore Mantovani, ma l’attenzione è rivolta soprattutto al reparto offensivo. Si parla con insistenza di trattative per Cuni e Benedetti (entrambi di proprietà della Sampdoria), mentre resta più complicata la pista che porta a Odenthal del Sassuolo per via dei costi dell’operazione.
Il calendario non concede spazio a lunghi periodi di adattamento. Sabato prossimo il Bari è atteso dalla trasferta di Cesena, una gara che rappresenta già un bivio psicologico prima degli scontri diretti contro Mantova e Spezia.
L’obiettivo dichiarato è la permanenza in Serie B, traguardo che oggi appare difficile ma non impossibile, a patto che il cambio in panchina porti quella solidità difensiva e quella determinazione che sono mancate nella prima parte dell’anno. Per Moreno Longo e Valerio Di Cesare inizia una corsa contro il tempo per evitare che una piazza storica come Bari debba affrontare il trauma della retrocessione e voci dell’ultimo periodo che rimettono in discussione lo stop dell’uso gratuito dello stadio “ San Nicola “ casa dei galletti pugliesi .
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